The Hill Where Lionesses Roar, in francese La colline où rugissent les lionnes, è un film del 2021, diretto da Luàna Bajrami. Il progetto ha debuttato alla Director’s Fortnight del 74esimo Festival di Cannes, ricevendo la candidatura per la Queer Palm. La premiere americana è avvenuta, invece, al Toronto Film Festival dello stesso anno.
E’ una pellicola che esplora una condizione di oppressione, non solo di carattere personale da parte delle protagoniste, ma anche storico-politica. Le vicende sono ambientate in Kosovo, un luogo in cui la legittimità della sua stessa esistenza e indipendenza sono ancora ampiamente contestate nel mondo.

The Hill Where Lionesses Roar – Trama
The Hill Where Lionesses Roar racconta di tre adolescenti kosovane: Qe (Flaka Latifi), Jeta (Uratë Shabani) e Li (Era Balaj). Le ragazze vivono in una condizione di noia e limitatezza, dettate proprio dal contesto in cui abitano. Tutte e tre si ritrovano in situazioni familiari molto complesse, tra abusi e destini già scritti. Nessuna vuole restare in Kosovo, nessuna riesce a trovare uno spiraglio di luce nel luogo di provenienza.
La monotonia e la routine della provincia è asfissiante per le ragazze, dunque decidono di inventarsi un modo per rimediare al problema. Iniziano a commettere piccoli furti per mettere da parte soldi per partire e cercare fortuna altrove. Non importa come e quando, ma devono necessariamente scappare via. L’incontro con Lena (Luàna Bajrami), una ragazza francese che racconta di preferire il Kosovo a Parigi, colpisce il trio.
Nei momenti dei piccoli furti, Qe, Jeta e Li si sentono cariche di euforia e non si soffermano sulle conseguenze delle loro azioni. Le ragazze presto si renderanno conto che non bastano i momenti di spensieratezza e le fughe temporanee low budget per sedare la loro voglia di evasione. Dovranno scontrarsi con un destino che sembra essere già scritto.

The Hill Where Lionesses Roar – Recensione
La pellicola si caratterizza di lunghi silenzi, molto spessi volti a sottolineare la percezione di vuotezza e monotonia. Le ragazze sono assorte nei loro pensieri e si ritrovano a passare tempo in compagnia, senza neanche dire una parola. La sensazione di vuoto che percepiscono le giovani donne rappresenta in qualche modo una spinta vitale. Se non fosse per le mancanze di stimoli che le ragazze esperiscono, non sentirebbero la necessità di cambiare le cose. Né ci proverebbero.
Un aspetto interessante di The Hill Where Lionesses Roar è la frequenza di campi lunghi. Si tratta di un tipo di inquadratura che privilegia il paesaggio e in questo caso specifico è estremamente significativo. Il luogo in cui vivono le giovani è protagonista stesso della pellicola, anche da un punto di vista storico-politico.
Il Kosovo nel corso della storia ha cercato di affermarsi come stato autonomo. Nonostante una grande parte dei paesi del mondo lo abbia riconosciuto come tale, nei Balcani la situazione è ben più complessa. L’indipendenza kosovana è ancora ampiamente contestata e non riconosciuta, specie dalla vicina Serbia. Dunque il Kosovo vive un limbo, la sua posizione è borderline. Questa condizione di oppressione interessa le protagoniste della pellicola.

Il significato della collina
Qe, Jeta e Li trovano in un promontorio un grande luogo di rifugio, in cui ripararsi ed essere loro stesse. Spesso si ritrovano ad urlare a squarciagola, come per liberarsi fisicamente dalla frustrazione e dal senso di oppressione (da qui il titolo del film). La collina diventa, dunque, simbolo di libertà, di riparo e di sicurezza. Nonché di sorellanza e di unione.
Sul promontorio le ragazze condividono la condizione di frustrazione, di pesantezza e di vuoto che percepiscono. Cercano in qualche modo di evadere e di viaggiare con le loro menti. Ma la cosa più importante e più simbolica è che lo fanno insieme. C’è una condivisione di esperienza traumatica che le unisce ancora di più. Non solo relativa al senso di vuoto, ma anche rispetto alle condizioni familiari individuali. Si crea il cosiddetto trauma bonding.
Le protagoniste, nel titolo, vengono accostate a delle leonesse. Proprio come gli animali, anche le giovani ragazze sembrano vivere in cattività. Infatti commettono furti con il piano di scappare, lasciandosi alle spalle i loro problemi e la loro vita, ricca di insoddisfazione. Però la collina resta un luogo che deve essere raggiunto attraversando una salita. Ad un certo punto è necessario scendere e arrivare coi piedi per terra.

Conclusioni
The Hill Where Lionesses Roar è un film duplice, in cui viene raccontata una condizione personale di insoddisfazione e di indipendenza mancata. Tale circostanza connota anche il luogo geopolitico in cui le protagoniste si trovano, ovvero il Kosovo. Non è una pellicola educativa, tantomeno inneggia al vandalismo e alla criminalità. Racconta una storia.
La speranza del Kosovo è di riuscire a raggiungere dignità e riconoscimento univoco in tutto il mondo. Lo stesso augurio è quello per le protagoniste del film. Ma per entrambe le situazioni, purtroppo, c’è ancoramolta strada da fare…
