lunedì, 29 Novembre, 2021

The Good Place, una sit-com filosofica

The Good Place è una sit-com creata da Michael Schur trasmessa dal 19 settembre 2016 al 30 gennaio 2020 su NBC. La serie televisiva dopo quattro stagioni andate in onda è finita un anno fa con un finale che non ha stranamente diviso i fan, ma ha messo tutti d’accordo.

Senza fare grandi spoiler per chi volesse scoprirla, considerati i numerosi cliffhanger che la caratterizzano, bisogna sapere che non si tratta della solita situation comedy. Infatti, è una serie di genere soprattutto fantasy in cui gli avvenimenti soprannaturali hanno valore allegorico e simbolico. The Good Place fa sicuramente ridere lo spettatore, ma lo fa anche riflettere.

Infatti, la filosofia e in particolare l’etica sono molto presenti in questa serie, che quindi seppur appartenente al genere comedy ha anche una componente notevolmente impegnativa. Uno dei protagonisti è, del resto, un professore di filosofia che, insieme con altri fattori, muove dilemmi etici interessanti. Sono numerosi i filosofi citati e anche gli autori della letteratura mondiale.

The Good Place

La trama di The Good Place

The Good Place si ispira a classici del genere come Friends, che cita anche più volte ironicamente, e mantiene delle caratteristiche comiche notevoli. Il presupposto tuttavia è di genere fantasy. La protagonista, Eleanor Shellstrop, interpretata da Kristen Bell, che molti ricorderanno per Veronica Mars e per aver prestato la voce a Gossip Girl nell’omonima serie. La giovane avvenente Eleonor si ritrova nell’aldilà. Scopre per fortuna di essere stata destinata alla “parte buona“, dopo la sua morte. A dirglielo è Michael, interpretato da Ted Danson, che si presenta come l’architetto della parte buona.

La parte buona è un posto bellissimo dove ognuno può chiedere ciò che vuole ed è affiancato dalla sua anima gemella. Quella di Eleonor è Chidi Anagonye, interpretato da William Jackson Harper, un professore di etica senegalese. C’è però un problema: Eleonor è stata scambiata per un’altra, non dovrebbe stare nella parte buona. Così si confida con Chidi, e dopo varie discussioni deciderà di diventare una persona migliore per meritarsi quel posto.

Da questo momento nascerà tra loro una profonda amicizia, che per le quattro stagioni si evolverà approfondendo le caratteristiche dei due. Eleonor è una donna estremamente egoista, mentre Chidi è un tipo terribilmente indeciso. Ci saranno anche altri personaggi che legheranno con loro fino a creare la tipica “comitiva” da sitcom.

The Good Place

Insegnamenti di etica e letteratura

A rendere geniale la serie è innanzitutto il fatto che, proprio per questo presupposto tra Eleonor e Chidi, il professore finisca per di fatto insegnarle l’etica. Ciò si fa attraverso discorsi filosofici alti ma posti in maniera accessibile a tutti. La serie si fa capire pur mentre sta citando Kant, il filosofo più nominato da Chidi, ma anche quando esterna paradossi morali come il dilemma del carrello ferroviario. Ovvero quello formulato nel 1967 da Philippa Ruth Foot, che spinge a decidere se uccidere una persona per salvarne cinque oppure lasciare morire loro. Come brillantemente spiegato nella serie:

https://youtu.be/DtRhrfhP5b4

Si comprende quindi come alla base di The Good Place vi sia sostanzialmente una riflessione sull’esistenza e sulla moralità, operata tramite un linguaggio diretto e per nulla noioso. Il pregio principale della serie sta nel saper parlare agli spettatori con un tono spensierato e divertente, per poi di fatto trattare tematiche più impegnative anche di quelle analizzate in serie in teoria più drammatiche o “alte”. Coltissime le citazioni presenti, come quella a I miserabili di Victor Hugo.

Indubbiamente un romanzo assai complesso, quindi è estremamente difficile descriverne tutte le tematiche. Tra questa, sicuramente la religione e la morale, legata alla legge ma non solo. Il protagonista, uno degli anti-eroi più famosi della letteratura, è Jean Valjean. Questi è stato arrestato poiché ha rubato a causa della sua povertà. Una volta uscito, tenta in qualche modo di rifarsi una vita, perseguitato sempre però dallo spietato Javert. Il personaggio di Valjean è controverso, in quanto rappresenta la figura di una persona che compie un atto negativo, ma di fatto per necessità.

The Good Place

The Good Place insegna a credere nell’uomo

Proprio questo aspetto troviamo citato nella serie. Per usarlo come monito di una situazione in cui non per forza chi compie un’azione negativa debba essere considerato amorale totalmente. Anche in The Good Place è cosi. Nell’aldilà è infatti presente una netta divisione tra buoni e cattivi. I primi finiscono “nella parte buona” dove trascorrono spensierati la loro “vita” dopo la morte. Mentre i cattivi finiscono “nella parte cattiva”, sottoposti ad atroci torture. Viene deciso chi finisce dove sulla base di un sistema di “punti” accumulati grazie alle azioni più o meno positive che si sono compiute prima della morte.

Alla base di questa serie, capiamo, c’è quindi la dicotomia tra bene e male ed in particolar modo attraverso essa si analizzano aspetti della nostra esistenza. Con il passare del tempo sarà sempre più evidente quanto sia difficile definire cosa significa essere “brave persone“. Infatti, appare fin troppo superficiale definire buono solo chi fa una buona azione, perché lo stesso concetto di bene è quantomeno variopinto. Così, è difficile pensare di poter definire cattiva e meritevole di torture una persona che sbaglia, ma che lo fa per valide ragioni e con l’intento di fare del male, come Valjean.

Così, in The Good Place si arriva a mettere in dubbio l’assioma buoni/cattivi, poiché non è pensabile valutare una persona esclusivamente sulla base delle sue azioni, ma bisogna comprenderne anche le ragioni ed anche le opportunità. Ciò alla luce di importanti concetti filosofici, ma anche di divertentissime disavventure. Infatti, con il passare del tempo in The Good Place si arriva a comprendere un aspetto importante: gli esseri umani possono migliorare e soprattutto migliorarsi a vicenda. Eleonor migliorerà grazie a Chidi e perfino i demoni, creature crudeli per antonomasia, rimarranno affascinati dalla bellezza degli esseri umani, quando vogliono aiutare il prossimo.

Al centro della serie quindi vi è l’uomo e la sua possibilità di migliorare, di crescere e di non essere mai statico in se stesso. Vi è un messaggio profondamente ottimistico dietro a questa sitcom per niente banale: bisogna credere negli esseri umani.

Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e copywriter, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».
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