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The Conjuring – Il rito finale: un epilogo intenso, ma meno da incubo

Il cerchio si chiude in The Conjuring – Il rito finale (The Conjuring: Last Rites), film del 2025 diretto da Michael Chaves. Sequel di The Conjuring – Per ordine del diavolo (2021) e decimo capitolo dell’omonimo franchise, segna l’ultimo caso cinematografico dei celebri demonologi Ed e Lorraine Warren, ispirato alla vera infestazione della famiglia Smurl.

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Patrick Wilson e Vera Farmiga tornano nei panni dei coniugi Warren per affrontare un’indagine che riporta alle origini della loro carriera nel paranormale e chiude un capitolo rimasto in sospeso per anni. La pellicola diventa così un ponte tra passato e futuro del franchise, celebrando i casi più celebri della coppia e aprendo lo sguardo verso le nuove generazioni, incarnate dalla figlia Judy. Al centro non c’è solo il terrore soprannaturale, ma la famiglia come nucleo narrativo e affettivo che attraversa tutta la saga e qui trova il suo apice.

Pur privilegiando questa dimensione emotiva e romantica, il film non rinuncia alla tensione. Jumpscare, inquadrature studiate e sequenze horror continuano a colpire, anche se spesso poggiano su meccanismi prevedibili. L’ormai classico cliché della casa infestata resta comunque efficace, mantenendo alta la tensione e l’intrattenimento.

The Conjuring – Il rito finale – Trama

The Conjuring – Il rito finale si apre con un flashback ambientato nel 1964, quando Ed e Lorraine Warren, ancora agli inizi della loro attività di demonologi, accettano un caso legato a inquietanti apparizioni in un negozio di antiquariato. Nel seminterrato, Lorraine percepisce un’oscura presenza che sembra provenire da un vecchio specchio. Appena lo tocca, però, avverte forti dolori addominali: incinta, comprende che la causa delle complicazioni è proprio quella forza maligna. Dopo una fuga disperata verso l’ospedale, la bambina nasce apparentemente senza vita, ma un miracolo, invocato dalle preghiere, le restituisce il respiro. Quella bambina è Judy, che un giorno si imbatterà nei pericolosi cimeli dei genitori, tra cui la famigerata bambola Annabelle.

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Ventidue anni dopo, nel 1986, la famiglia Smurl si trasferisce in Pennsylvania in una nuova casa. In occasione della comunione della giovane Heather, la nonna le regala un vecchio specchio acquistato in un mercatino dell’antiquariato: lo stesso specchio incrinato che anni prima aveva segnato l’indagine dei Warren. Quella stessa notte iniziano fenomeni inspiegabili che si fanno via via più terrificanti. Un lampadario rischia di schiacciare Heather e compaiono le spettrali figure di un’anziana e di un uomo armato di accetta. Spaventati, gli Smurl chiedono aiuto prima alla Chiesa e poi ai media.

Nel frattempo, Judy Warren, ormai adulta e fidanzata con Tony, è tormentata da visioni sempre più inquietanti. Quando viene a sapere del caso degli Smurl, decide di partire per la Pennsylvania per capire cosa stia accadendo. I genitori la seguono per riportarla a casa, ma capiscono presto che il vecchio caso non è mai stato davvero chiuso. Tutto, dallo specchio al demone fino alla gravidanza di Lorraine, è legato, e ora quella forza oscura sembra decisa a reclamare ciò che non era riuscita a prendere ventidue anni prima: la stessa Judy.

The Conjuring - Il rito finale

The Conjuring – Il rito finale – Recensione

The Conjuring ha ridefinito il cinema horror creando un universo condiviso di sequel, prequel e spin-off uniti da riferimenti e personaggi ricorrenti. Con Il rito finale questo mosaico arriva alla conclusione, raccontando l’ultimo grande caso dei coniugi Ed e Lorraine Warren e includendo la figlia Judy.

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La pellicola ripropone la formula che ha reso celebre la saga: una famiglia comune che, dopo un dono all’apparenza innocuo, in questo caso un antico specchio, diventa vittima di inquietanti fenomeni soprannaturali. Rispetto ai capitoli precedenti, qui la storia si alterna in due linee narrative. Da un lato i coniugi Warren, seguiti nella loro vita privata tra ricorrenze familiari e problemi di salute di Ed, dall’altro la famiglia Smurl, costretta a fronteggiare presenze demoniache sempre più aggressive.

Il film si sviluppa lentamente, con un ampio flashback che mostra i primi passi della coppia nel mondo del paranormale e il parto difficile di Lorraine, evento che getta le basi del mistero legato allo specchio. Le diverse linee temporali si intrecciano fino a un epilogo che privilegia il ricongiungimento emotivo della famiglia più che il puro terrore.

Dal punto di vista tecnico Il rito finale conferma l’alta qualità tipica del franchise: colonna sonora avvolgente, fotografia cupa ma elegante e inquadrature curate, soprattutto nelle scene con presenze paranormali come l’uomo con l’accetta o l’anziana che muove la bambola. Alcuni passaggi risultano però meno incisivi rispetto ai picchi di tensione dei capitoli precedenti e la quantità di jumpscare è ridotta. Una scelta che potrebbe deludere chi cercava una conclusione più spaventosa.

Non mancano alcune debolezze: restano irrisolti dettagli sulla natura del demone e sulla provenienza dello specchio, e certe connessioni con i film precedenti appaiono più come omaggi ai fan, ad esempio le visioni di Annabelle, che come elementi realmente necessari alla trama.

La famiglia Warren e l’eredità di Judy

Uno degli aspetti più interessanti di The Conjuring – Il rito finale è la scelta di spostare il baricentro narrativo dai soli Ed e Lorraine a un nucleo familiare più ampio. Judy Warren, ormai adulta e interpretata con efficacia da Mia Tomlinson, diventa il simbolo del futuro della saga. Il film la presenta come erede dei poteri della madre, dotata di chiaroveggenza ma ancora divisa tra timore e coraggio, elemento che aggiunge profondità emotiva e una nuova prospettiva al racconto.

Questo passaggio di testimone permette di esplorare lati inediti dei protagonisti. Ed e Lorraine, pur restando centrali, mostrano una fragilità più marcata: Ed è provato da problemi cardiaci, mentre Lorraine deve affrontare i ricordi dolorosi legati alla gravidanza e alla visione dello specchio maledetto. Il loro legame con Judy diventa il cuore del film, fino alla sequenza finale in cui la famiglia si ricompatta per affrontare insieme il male, non più come singoli investigatori ma come un’unica forza unita.

È proprio questa scelta a distinguere Il rito finale dai capitoli precedenti. L’horror lascia spazio a una riflessione più ampia sulla famiglia, sul coraggio di trasmettere un’eredità e sulla capacità di affrontare insieme le ombre del passato. Alcuni spettatori potrebbero percepire un sacrificio della componente spaventosa a favore del melodramma, ma l’intento di celebrare il percorso dei Warren e chiudere la loro storia con una nota intima appare chiaro e coerente.

The Conjuring - Il rito finale

The Conjuring – Il rito finale – Cast

The Conjuring – Il rito finale chiude il franchise con un cast ampio, che riunisce molti volti già apparsi nei precedenti capitoli e introduce alcune novità interessanti.

Patrick Wilson (Aquaman e il regno perduto) e Vera Farmiga (Bates Motel) tornano a incarnare Ed e Lorraine Warren, i celebri demonologi che viaggiano per l’America affrontando casi di possessione e fenomeni paranormali.

Accanto a loro debutta Mia Tomlinson, che sostituisce Mckenna Grace nel ruolo di una Judy Warren ormai adulta. Proprio come la madre, Judy possiede il dono della chiaroveggenza, un potere che le provoca visioni inquietanti. Spaventata da queste presenze, ha imparato con l’aiuto di Lorraine a controllarle, concentrandosi su una cantilena che la madre le cantava da bambina.

Completano il cast principale Ben Hardy (Bohemian Rhapsody) nei panni dell’ex poliziotto Tony Spera e fidanzato di Judy; ed Elliot Cowan insieme a Rebecca Calder, che interpretano Jack ed Heather Smurl, genitori della famiglia al centro delle manifestazioni paranormali. Orion Smith e Madison Lawlor vestono invece i panni di versioni più giovani di Ed e Lorraine Warren.

Il film regala anche numerosi ritorni: Steve Coulter (Annabelle) riprende il ruolo di Padre Gordon, John Brotherton quello di Brad Hamilton, e Shannon Kook quello di Drew Thomas. Rivediamo inoltre Lili Taylor e Mackenzie Foy come Carolyn e Cindy Perron, protagoniste del primo caso della saga; Frances O’Connor e Madison Wolfe nei panni di Peggy e Janet Hodgson dal caso Enfield; e Julian Hilliard, che torna brevemente come David Glatzel dal terzo film.

The Conjuring - Il rito finale

Conclusioni

The Conjuring – Il rito finale chiude la saga principale con un capitolo che privilegia il cuore alla paura. Michael Chaves costruisce un racconto coeso, ricco di riferimenti ai film precedenti e attento a dare una degna conclusione ai coniugi Warren, ma rinuncia in parte alla tensione horror che aveva reso iconici i primi episodi.

La regia è solida, la fotografia e la colonna sonora sostengono bene sia i momenti più intimi sia le incursioni soprannaturali, e il cast offre interpretazioni convincenti, in particolare Patrick Wilson, Vera Farmiga e la new entry Mia Tomlinson. Le apparizioni demoniache, pur efficaci in alcune sequenze, non raggiungono l’intensità di altre entità del passato come Valak o Annabelle e alcune scelte narrative lasciano interrogativi irrisolti, come l’origine dello specchio maledetto o l’identità del demone che perseguita Judy.

Nonostante qualche buco di trama e un orrore più contenuto, il film riesce a emozionare e a regalare un senso di chiusura. Per i fan della saga è un saluto rispettoso e ricco di rimandi, capace di mantenere vivo lo spirito della famiglia Warren, pur scegliendo una strada più intima che spaventosa.

Il Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

The Conjuring – Il rito finale conclude la saga con eleganza, puntando più sull’emozione che sul terrore. La regia solida di Michael Chaves, la fotografia curata e una colonna sonora suggestiva sostengono un racconto coeso e ricco di rimandi ai capitoli precedenti. Ottime le interpretazioni di Patrick Wilson, Vera Farmiga e della new entry Mia Tomlinson. Tuttavia, l’horror è meno incisivo, alcune presenze demoniache risultano poco memorabili e restano irrisolti diversi dettagli di trama. Un finale rispettoso e soddisfacente per i fan, che sacrifica parte della tensione per offrire un addio più intimo e familiare.
Francesco Simone
Francesco Simone
Laureato in DAMS e in Informazione, Editoria e Giornalismo, attraverso il cinema e le serie tv viaggio con la fantasia, vivo emozioni autentiche e mi immergo nelle storie e nei loro protagonisti. Raccontare questo mondo è ciò che amo di più: il modo migliore per condividere questa passione.

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The Conjuring – Il rito finale conclude la saga con eleganza, puntando più sull’emozione che sul terrore. La regia solida di Michael Chaves, la fotografia curata e una colonna sonora suggestiva sostengono un racconto coeso e ricco di rimandi ai capitoli precedenti. Ottime le interpretazioni di Patrick Wilson, Vera Farmiga e della new entry Mia Tomlinson. Tuttavia, l’horror è meno incisivo, alcune presenze demoniache risultano poco memorabili e restano irrisolti diversi dettagli di trama. Un finale rispettoso e soddisfacente per i fan, che sacrifica parte della tensione per offrire un addio più intimo e familiare.The Conjuring – Il rito finale: un epilogo intenso, ma meno da incubo