Nonostante Bridgerton sia una delle serie più produttive e famose di Netflix non si può negare che è la fiera del trash, ma ha una sua “rivale” che potrebbe farle da concorrenza molto presto. Stiamo parlando di The Buccaneers, il dramma storico di Apple TV+; scopriamo insieme di cosa parla e perché per noi è meglio di Bridgerton.

Buccaneers – Trama e cast
Basata sull’omonimo romanzo di Edith Wharton, racconta la storia di cinque ragazze americane che decidono di lasciare gli Stati Uniti per trasferirsi in Inghilterra alla ricerca di un marito.
Il cast ha il suo interno interpreti già noti: Kristine Froseth (Nan), Matthew Broome (Guy), Guy Remmers (Theo), Alisha Boe (Concita), Imogen Waterhouse (Jinny), Josie Totah (Mabel) e Aubri Ibrag (Lizzy).
Un Bridgerton che ci ha creduto?
Ovviamente non dobbiamo far passare The Buccaneers come il capolavoro del secolo. Non sarà mai all’altezza di prodotti storici come Downton Abbey o Gigled Age. Ma sicuramente riesce a toccare determinate tematiche in maniera molto più profonda e ben scritta, mentre i dialoghi di Bridgerton sono da telenovela.
Non mancano le buon dosi di trash, quelle non guastano mai, ma non viene ridotto tutto sempre e solo in funzione del sesso. Bello la nostra Penelope Featherington che mostra le sue curve nella terza stagione, grazie a lei siamo tutte rappresentate sul piccolo schermo. Ma dopo ben dieci minuti di amplessi possiamo dire (o meglio urlare): va bene così, ma vi prego basta!
The Buccaneers è una serie che sembra aver tratto ispirazioni da tutte le serie storiche che l’hanno preceduta. Abbiamo già citato Downton Abbey e Gigled Age, ma c’è qualcosa che ricorda anche The Great, la sottovalutassima Reign e anche il film Marie Antoniette. Queste citazione le possiamo vedere soprattutto nella fotografia e i costumi.
Quello che la rende più apprezzabile rispetto a Bridgerton è il fatto che tutto non viene ridotto a una favoletta degli anni Novanta, dove i buoni sentimenti e l’amore vincono sempre su tutto e tutti, ma ci sono delle situazioni molto realistiche.

Le protagoniste non scelgono sempre il vero amore o il principe azzurro da sposare, basti pensare alla relazione tossica tra Jinny e Lord James. Si ha l’impressione di guardare qualcosa di molto più contemporaneo.
Nonostante il lusso e il divertimento che avvolge la storia, emerge chiaramente che questa apparente perfezione è destinata a sgretolarsi. Nonostante le protagoniste vengano mostrate come amiche per la pelle, il loro legame viene messo più volte a dura prova.
Ci sono delle crepe nelle vite agiate dei protagonisti, ci sono sfide e tensioni pronte a minare il loro mondo apparentemente incantato. Le complessità della vita e delle relazioni possono emergere con forza, sottolineando che il fascino esteriore non è immune alle difficoltà e alle contraddizioni dell’esistenza umana.
Buccaneers ha un protagonista un po’ debole
Non avendo letto il libro, non posso dire se Nan risulti così odiosa anche nella sua versione cartacea. A volte è dura decidere chi tra lei e Daphne Bridgerton sia peggio.
Appare come la classica rgazzina ricca e viziata, vuole tutto dalla vita e non sa fare rinunce. Il suo matrimonio con Theo è infelice, rinuncia a Guy perché ha dei doveri da duchessa (quali sarebbero non lo sappiamo, non l’abbiamo mai vista fare nulla di serio) e rinfaccia cose ingiuste. Abbandona il marito perché non riesce a vivere un matrimonio senza amore, ma allo stesso tempo ritorna a casa perché il titolo nobile in fondo le piace e accusa il marito di averla tradita.
I tradimenti non possono essere giustificati, ma non possiamo accusare Theo di essersi innamorato di Lizzie. Nan sembrava aver messo una pietra e decretato la fine del loro legame, lui si è limitato ad andare avanti. Non contenta accusa anche Guy di essersi sposato e averla tradita; teoricamente essendo il suo amante non ha alcun vincolo ufficiale con lei.
Esattamente come Daphne come compie azione che ci lasciano perplessi, ma vuole passare come quella buona, giusta e sempre innocente.
Verrebbe quasi da pensare che sia la vera villain di tutta la storia.

The Buccaneers – In conclusione
The Buccaneers non è la serie imperdibile, potete anche farne a meno. Ma rimane comunque un buon adattamento, riesce a unire passato e presente grazie a diversi elementi diegetici ed extradiegetici. Inoltre ha buon cast e tutto funziona bene.
