Recensioni Film97 minuti - un action in alta quota

97 minuti – un action in alta quota


97 minuti (2023) è un film diretto dal regista finlandese Timo Vuorensola e che vede nel cast come attori protagonisti Jonathan Rhys Meyers e Alec Baldwin. Uscito nei cinema americani in copie limitate, il film è attualmente disponibile sulle piattaforme streaming TIMVISION e Amazon Prime Video.

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97 minuti

97 minuti – Trama

Un gruppo di terroristi dirotta un aereo diretto a New York scatenando il panico tra equipaggio e passeggeri. A bordo del volo, l’agente sotto copertura dell’Interpol Alex (Jonathan Rhys Meyers) cerca di evitare che l’aereo si schianti prima della fine dell’autonomia prevista e fissata in 97 minuti. Nel mentre il direttore dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale Hawkins (Alec Baldwin) vorrebbe distruggere l’aereo prima che possa raggiungere gli Stati Uniti.

97 minuti

97 minuti – Recensione

Dopo le commedie di fantascienza come Iron Sky – Saranno nazi vostri (2012), Iron Sky – La battaglia continua (2019) e l’horror Jeepers Creepers – Reborn (2022), il regista Timo Vuorensola torna dietro la macchina da presa. Tuffandosi in un action thriller dalla struttura molto classica e codificata e che si inserisce all’interno della ramificazioni narrative dei dirottamenti aerei e degli attacchi terroristici.

A dispetto del titolo che dà la tempistica da non sforare per evitare il peggio all’interno dell’aereo protagonista del film, 97 minuti dura anche meno del suo nome. Per un’opera che non si perde in troppe chiacchiere e che fin dalla prima sequenza entra subito nel vivo della storia.

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Non per forza una nota positiva. Perché se 97 minuti punta immediatamente all’obiettivo di far immergere lo spettatore nel proprio racconto, quest’ultimo non viene supportato da un contesto efficace nelle sue parti. Oltre alla sensazione di star assistendo a qualcosa di già visto fin troppe volte, 97 minuti conta su una sceneggiatura davvero troppo debole per affascinare e catturare l’attenzione.

Lo script (realizzato da Pavan Grover, interprete anche di uno dei terroristi del film), si poggia su personaggi stereotipati e privi di interesse, soprattutto nelle figure di contorno attorno al duo principale composto da Rhys Meyers e Baldwin. A sorprendere in negativo in questo senso, è la rappresentazione parecchio banale del gruppo di dirottatori. Privi di approfondimento narrativo e a cui vengono messi in bocca dialoghi da cattivi di B Movie.

97 minuti

Un action che fatica a catturare

Il difetto principale di 97 minuti è la sua mancanza di tensione e ritmo nonostante il genere di riferimento ne abbia necessità. Come detto in precedenza il film va apprezzato per l’immediatezza di andare subito al sodo e di lavorare con solo due set come l’aereo dirottato e gli uffici della NSA. Sono proprio le sequenze più spettacolari a deludere e a mancare d’impatto e che pagano anche un comparto di effetti visivi non di alto livello.

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Un action che funziona poco con una scrittura fiacca e che prova un mix di cose e tematiche senza trovare un suo centro preciso. Un film sull’affrontare la minaccia terroristica nel mondo contemporaneo? Sarebbe interessante, ma è una chiave esplorata pochissimo e solo accennata da un monologo del personaggio. 97 minuti potrebbe allora essere un racconto archetipico sul fine che giustifica i mezzi (e su quanto può essere difficile marcare la differenza tra giusto e sbagliato). O una riflessione sulla sottile linea tra giustizia e vendetta. Ma lo script non trova mai questa profonfità e lascia tutto troppo in superficie. In un film che mette dentro un po’ di tutto raccontando però davvero poco.

97 minuti – Il cast

A poco serve un Jonathan Rhys Meyers che ci mette il giusto carisma ma che non è aiutato da un personaggio troppo memorabile. Un agente sotto copertura dall’oscuro e doloroso passato e che si muove tra risolutezza action e scelte eticamente complesse. E nonostante si tratti del personaggio più intrigante e protagonista dell’unico vero colpo di scena di tutto il film, lo stesso risulta un plot twist comunque frettoloso e tardivo. E che soprattutto fallisce nel tentativo di dare una chiave diversa. Nota poco lieta invece per Alec Baldwin: archetipo del dirigente a stelle e strisce ma relegato a dire quasi solo frasi ad effetto. E a cui si prova a dare un tono di ambiguità e profondità che però risulta solo grossa confusione narrativa.

Curiosamente questa interpretazione dell’attore americano si tratta del primo ruolo al cinema dopo il fatale incidente sul set del film Rust del 2021. Dove Baldwin sparò incidentalmente un colpo di pistola ferendo mortalmente la direttrice della fotografia Halyna Hutchins durante le riprese del film.

Le conclusioni

97 minuti ha dalla sua la brevità e l’essere coinciso. Ma non accontenta i fan del genere e dove i troppi difetti superano i pochissimi pregi di un film dalla sceneggiatura semplicistica. Che avrebbe potuto fare di più con una scrittura più solida, idee chiare e un cast maggiormente funzionale. Invece si tratta di un film non entusiasmante e che delude anche nella sua parte più ludica. L’elemento action non sorprende e manca quasi totalmente il gusto dello spettacolo e della tensione. Con sequenze adrenaliniche solo sulla carta, ma messe in scena quasi con noia e svogliatezza.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

97 minuti è un action thriller poco coinvolgente e costruito su una sceneggiatura debole e che fatica ad appassionare. La regia elementare del finlandese Timo Vuorensola e un cast svogliato (con protagonisti Jonathan Rhys Meyers ed Alec Baldwin) rendono il film un piatto da perdere anche per appassionati del genere.
Riccardo Tanco
Riccardo Tanco
Classe 1993, cinefilo col sogno di diventare giornalista. La passione per il cinema nasce dopo una visione di Pulp Fiction. Fan del cinema americano contemporaneo, dei cinecomic e della Disney ma non solo. Al Pacino come spirito guida.

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