Supergirl (QUI la recensione) si sta rivelando uno dei maggiori flop cinematografici dell’anno e rischia di mettere in discussione il futuro del nuovo DC Universe. Il secondo capitolo del franchise inaugurato da Superman (diretto da James Gunn), ha esordito con circa 37 milioni di dollari negli USA, con un crollo del 77% nel secondo weekend. Nel terzo fine settimana gli incassi sono scesi a circa 3,5 milioni, portando il totale domestico a soli 65 milioni di dollari. Il passaparola negativo e la forte concorrenza nelle sale hanno contribuito ad accelerare il calo degli incassi settimana dopo settimana.
Il film dovrebbe superare di poco gli incassi americani di Furiosa: A Mad Max Saga, ma non ha possibilità di raggiungere quota 100 milioni. Un dato che alimenta i dubbi sulla solidità del nuovo universo cinematografico DC, nato con l’obiettivo di rilanciare il marchio dopo le difficoltà del precedente DCEU. Per Warner Bros. si tratta di un segnale preoccupante, soprattutto considerando l’importanza strategica dell’universo condiviso.

Supergirl: una delusione più grande del “fratello” Green Lantern
Il confronto con altri cinecomic rende la situazione ancora più delicata. Blue Beetle aveva chiuso la sua corsa negli Stati Uniti con 72 milioni di dollari, mentre The Flash era riuscito a superare i 100 milioni. Persino Green Lantern, il discusso film del 2011 con Ryan Reynolds (The Voices, Deadpool&Wolverine), aveva raccolto 115 milioni di dollari negli USA e 237 milioni nel mondo.
Le difficoltà di Supergirl si inseriscono in un periodo complicato per il botteghino americano. Anche il remake live-action di Moana ha debuttato sotto le aspettative, con risultati simili a quelli del remake di Biancaneve. Minions & Monsters ha impiegato ben dieci giorni per superare i 100 milioni di dollari negli Stati Uniti.
L’industria guarda ora ai prossimi grandi appuntamenti in sala, come The Odyssey di Christopher Nolan e Spider-Man: Brand New Day, nella speranza che possano rilanciare un’estate finora caratterizzata da incassi inferiori alle previsioni.

