L’attore e creatore Dan Levy ha recentemente rivelato un retroscena inedito sul futuro di Schitt’s Creek (qui la recensione). Durante un’intervista a CBS Sunday Morning, Levy ha confessato che stava seriamente pensando a una serie sequel prima della scomparsa della sua collega Catherine O’Hara. Tuttavia, oggi quel progetto sembra definitivamente accantonato.
Levy ha dichiarato che un seguito della celebre sitcom “non può” più essere realizzato dopo la morte di O’Hara, avvenuta il 30 gennaio nella sua casa di Los Angeles, all’età di 71 anni, a seguito di una breve malattia. L’attrice era uno dei pilastri dello show, grazie alla sua iconica interpretazione di Moira Rose, un personaggio diventato cult tra i fan.
Nel corso dell’intervista, Levy è tornato sul set della serie, visitando il negozio Rose Apothecary. Era la prima volta che vi faceva ritorno dopo la fine delle riprese nel 2020, e l’esperienza si è rivelata profondamente emotiva. “È difficile essere di nuovo qui”, ha ammesso, aggiungendo che i ricordi condivisi con O’Hara sono ciò a cui si aggrappa oggi. Un legame artistico e umano che ha segnato profondamente il successo della serie.

Schitt’s Creek, il successo della serie
Schitt’s Creek, creata da Dan Levy insieme al padre Eugene Levy, ha debuttato nel 2015 sull’emittente canadese CBC, conquistando pubblico e critica nel corso di sei stagioni. La serie racconta le vicende della famiglia Rose, costretta a reinventarsi dopo aver perso tutta la propria ricchezza. Accanto a Levy e O’Hara, il cast principale includeva anche Annie Murphy.
Il successo della serie è culminato nel 2020 con nove premi Emmy, tra cui miglior serie comedy e miglior attrice protagonista per Catherine O’Hara. Un traguardo storico che ha consacrato definitivamente lo show.
O’Hara lascia un’eredità artistica straordinaria, costruita in oltre cinquant’anni di carriera tra cinema e televisione, con titoli celebri come Mamma, ho perso l’aereo e Beetlejuice. La sua scomparsa segna non solo la fine di un’epoca, ma anche l’impossibilità di continuare una storia che, per molti, resta perfetta così com’è.
