The Walking Dead è una serie televisiva che si ispira ad un ciclo di graphic novel ideato da Robert Kirkman. Di recente, il creatore della saga a fumetti, ha raccontato alcuni retroscena sorprendenti sulla nascita e sull’evoluzione della sua opera. Ha ammesso che, nelle prime fasi della serie televisiva, era spesso favorevole a scelte narrative estreme, compresa l’eliminazione di personaggi molto amati dal pubblico.
Robert Kirkman, tra fumetto e adattamento televisivo
Tra i personaggi televisivi di the The Walking Dead( QUI la recensione) che Robert Kirkman avrebbe voluto eliminare c’era anche Daryl Dixon, interpretato da Norman Reedus. Oggi, Dixon, è protagonista di uno spin-off di grande successo per AMC. Ha inoltre spiegato che all’epoca era convinto che The Walking Dead dovesse sorprendere continuamente gli spettatori e che nessun personaggio dovesse sentirsi al sicuro. Per questo motivo proponeva frequentemente di far morire figure centrali della storia, incluso Daryl.
Unitamente a ciò, non è mancato l’elogio a George R. R. Martin, autore de Il Trono di Spade, che è stato definito un vero maestro nella gestione delle morti eccellenti. Con tono scherzoso, Robert Kirkman ha dichiarato di considerarsi soltanto un apprendista rispetto a Martin, che ritiene molto più abile nel sorprendere il pubblico attraverso la perdita dei personaggi principali.
Parlando dell’adattamento televisivo di The Walking Dead, la difficoltà principale era trasferire sullo schermo una storia già raccontata nei fumetti. Sapere in anticipo gli sviluppi della trama rischia di ridurre l’effetto sorpresa, motivo per cui la serie ha introdotto numerosi cambiamenti rispetto al materiale originale. L’autore ha poi affrontato il tema di Invincible, la serie animata prodotta da Skybound Entertainment e distribuita da Amazon Prime. Ha spiegato di aver imparato dall’esperienza precedente, concentrandosi maggiormente sui personaggi e sulle loro emozioni piuttosto che sulla fedeltà assoluta ai fumetti. Infine, ha rivelato di aver scritto anni fa una sceneggiatura cinematografica di Invincible per Universal, definendola senza mezzi termini “terribile”. Nonostante quell’insuccesso iniziale, il progetto ha trovato una nuova vita come serie animata, diventando uno dei maggiori successi della sua carriera.

