HomeCult MovieRicomincio da tre – l’esordio al cinema di Troisi

Ricomincio da tre – l’esordio al cinema di Troisi

Nel 1981 Massimo Troisi approda al cinema con Ricomincio da tre, film che segna il suo debutto anche come regista. L’attore aveva già raggiunto una certa fama in ambito teatrale e successivamente televisivo con il trio La Smorfia assieme a Enzo Decaro e Lello Arena. Il film, co-sceneggiato con Anna Pavignano ottenne un immediato successo commerciale e di critica. Troisi vinse infatti il David di Donatello al miglior attore protagonista e quello per il Miglior Film. Assieme al regista figurano nel cast Fiorenza Marchegiani, Renato Scarpa (Habemus papam), Marco Messeri e l’immancabile Lello Arena.

Ricomincio da tre – la trama

Gaetano (Massimo Troisi) vive a San Giorgio a Cremano assieme alla famiglia. Il padre Ugo (Lino Troisi) si reca ogni sera in chiesa in cerca di un miracolo che gli faccia ricrescere la mano mancante. Oltre all’ambiente familiare, Gaetano ha una piccola compagnia di amici, tra i quali spicca Lello (Lello Arena). I due hanno spesso delle discussioni che comunque non ne scalfiscono il rapporto. Il ragazzo è scontento della vita monotona che conduce e decide così di partire. Facendo l’autostop, punta a recarsi a casa della zia a Firenze, specificando che non si tratta di emigrazione, ma di un viaggio per vedere il mondo. Viene caricato in auto da un uomo che manifesta aspirazioni suicide. Riesce a convincerlo a desistere dai suoi intenti e a recarsi in un centro di igiene mentale a Firenze. Proprio qui incontra l’infermiera Marta (Fiorenza Marchegiani) da cui resta molto colpito.

Arrivato a casa della zia fa la conoscenza del giovane predicatore statunitense Frankie (Vincent Gentile) che per un po’ lo coinvolge nella sua attività. Appreso della relazione segreta della zia con un uomo, per non sentirsi di troppo, si trasferisce proprio a casa di Frankie. Dopo qualche giorno, arriva a Firenze l’amico Lello, nel frattempo Gaetano inizia una relazione con Marta. La ragazza è impegnata a scrivere un romanzo in prima persona, che racconta di un tradimento della protagonista. La vicenda insospettisce Lello, che crede che il racconto di Marta abbia un’attinenza con la realtà. Le musiche di Ricomincio da tre sono state composte da Pino Daniele.

Ricomincio da tre

Ricomincio da tre – la recensione

È folgorante l’esordio cinematografico di Massimo Troisi. Attore, regista e sceneggiatore, è riuscito a realizzare un’opera prima che conserva intatta la sua attualità. Lo stile mordace, dissacrante senza eccessi, brillante e comunque capace di aprirsi a delle riflessioni di Ricomincio da tre è Troisi in purezza. Il film riesce a mettere assieme diversi argomenti senza farli finire in un calderone insondabile e giusto per il gusto di dire qualcosa. Troisi riesce a parlare dell’insoddisfazione, forse eterna, dei giovani. Allo stesso tempo è un’opera che ci parla di responsabilità, rapporti personali e a presentare una prospettiva anche femminista. Quest’ultima data in larga misura dalla presenza di Anna Pavignano alla sceneggiatura.

I momenti comici sono diventati parte della storia collettiva, citati anche da generazioni differenti. Troisi si dimostra capace di tenere unite diverse istanze narrative e di avere una comprensione della realtà tale da permettergli di girare un film così. In non poche occasioni lo spostamento dal teatro al cinema ha prodotto effetti negativi per chi lo ha compiuto. Non è certo il suo caso: la fisicità e soprattutto il linguaggio, personale, ne hanno determinato un successo immediato ma anche capace di sopravvivere al tempo. In questo contesto si innesta la capacità di parlare della realtà, talvolta anche solo con una battuta, fulminante e ironica.

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Antoine Doinel

C’è un bellissimo documentario dedicato alla figura di Massimo Troisi: Laggiù qualcuno mi ama con la regia di Martone (Fuori, Nostalgia). Martone intervista figure legate a Troisi sia per un contatto diretto che per una sorta di discendenza artistica. Perché l’attore e regista napoletano è stato in grado di inserirsi nel panorama artistico italiano tanto da diventare a sua volta un’icona. È lo stesso Martone a istituire un paragone importante: quello tra Troisi e François Truffaut. Un paragone meno ardito di quanto possa sembrare, innanzitutto per l’evidente formazione, sempre affermata, del protagonista de Il Postino attorno alla Nouvelle Vague. Ma nelle intenzioni di Martone c’è di più. I personaggi di Troisi, a suo dire, riprendono in qualche modo i caratteri del personaggio simbolo di Truffaut: Antoine Doinel. Esiste davvero un punto di contatto tra il protagonista de I 400 colpi e le varie rappresentazioni dell’attore napoletano?

Esiste, ed è anche più di uno. Come Antoine Doinel, Troisi presenta dei personaggi eternamente irrisolti, alla perenne ricerca di qualcosa. In questo senso, Ricomincio da tre è una sorta di manifesto, proprio come lo era stato il primo film su Doinel di Truffaut. Allo stesso modo vivono in uno stato di immaturità le relazioni sentimentali: con un senso di incompiutezza, dubbi e difficoltà di comunicazione. Troisi riesce ad aggiungere a tutto questo discorso quella naturale tendenza all’ironia. Una tendenza che da una parte ha contribuito alla sua enorme e giustissima popolarità. Dall’altra, per un incasellamento sempre troppo rigido di alcune categorie critiche, quindi non per colpa sua, ha portato a una considerazione artistica minore di quella dovuta.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni
Stefano Minisgallo
Stefano Minisgallo
Si vive solo due volte come in 007. Si fanno i 400 colpi come Truffaut, Fino all’ultimo respiro come Godard. Il cinema va preso sul serio, ma non troppo. Ci sono troppi film da vedere e poco tempo, allora guardiamo quelli belli. Il cinema è una bella spiaggia, come nei film di Agnes Varda.

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