Quantum of Solace, recensione del secondo Bond con Daniel Craig

Quantum of Solace è un film del 2008 diretto da Marc Forster. Si tratta del ventiduesimo capitolo della saga di James Bond, nonché il secondo con protagonista Daniel Craig. Il film è un sequel diretto di Casino Royale, pellicola che apre una mini-saga all’interno dell’universo Bondiano.

La sceneggiatura è affidata a Paul Haggis, supportato dalla storica coppia Neal Purvis e Robert Wade, già collaboratori di diversi film del franchise.

Quantum of Solace prosegue nel solco di Casino Royale, andando ad approfondire la caccia di Bond nei confronti dei responsabili della morte di Vesper. Viene introdotta un’organizzazione potentissima di nome Quantum, che sarà protagonista anche nei capitoli successivi. Nel film è accompagnato, come di consueto, da una bond girl, qui incarnata da Olga Kurylenko.

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Completano il cast Mathieu Amalric come Dominic Green, Judi Dench come l’agente M. In piccoli ruoli ritornano le spie Mathis (interpretato dall’italiano Giancarlo Giannini), Felix (Jeffrey Wright) e Beam (David Harbour).

Quantum of Solace

Quantum of Solace – Trama

All’indomani della morte di Vesper, Bond rintraccia il sig. White, il vero responsabile del tragico epilogo di Casino Royale. White, interrogato, rivela l’esistenza di un’organizzazione potentissima, infiltrata nei governi dei paesi più potenti del mondo. M invia Bond alla ricerca di funzionari di quest’agenzia, nonostante tema che 007 sia poco lucido e solo desideroso di vendetta.

007 risalirà all’esistenza di un potente imprenditore di nome Dominic Green, che dietro la figura dell’uomo d’affari ambientalista gestisce una delle più potenti organizzazioni terroristiche. L’obiettivo di questo gruppo è arricchirsi di materie prime boliviane, sfruttando la nascita di un nuovo governo controllato nello stato del Sud America.

Bond si imbatterà in Camilla Montes, agente segreto boliviano che ha intessuto una relazione con Green per arrivare al sergente Medrano, responsabile della morte della sua famiglia.

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Per Bond questa rappresenta un’occasione unica per arrivare ai veri responsabili della morte di Vesper e compiere la propria vendetta. Il film è una grande tela intricata che coinvolge numerosi personaggi, molti dei quali divisi e intenti a fare il doppio gioco. James dovrà stare attento e scegliere bene di chi fidarsi.

Quantum of Solace

Quantum of Solace – Recensione

Quantum of Solace è un buon film d’azione, che riesce ad intrattenere e risultare coinvolgente. Non è esente da problemi che riguardano il ritmo narrativo e più in generale una sceneggiatura a tratti superficiale.

Marc Forster confeziona un film relativamente breve, della durata di un’ora e 45 minuti, pieno di scene d’azione, alcune delle quali piuttosto lunghe.

Daniel Craig interpreta un Bond combattuto, costantemente irrequieto. È costretto a mantenere una facciata tranquilla, sicura e determinata ma dentro lo logora un desiderio di vendetta irrefrenabile. Olga Kurylenko porta in scena una Bond Girl atipica ma altrettanto affascinante e misteriosa.

La regia di Forster

Marc Forster (Non così vicino) mette in mostra una regia asciutta, che non si lancia in virtuosismi e autorialità marcati. Allo stesso tempo, risulta interessante la sua concezione di scena action: qui l’azione è messa in scena per sottrazione.

Si focalizza su dettagli grazie ad inquadrature molto strette, facendo perdere allo spettatore la possibilità di mettere a fuoco la totalità degli eventi. Spesso, questo produce disorientamento e incapacità di comprendere chiaramente cosa stia accadendo. Si pensi all’inseguimento in macchina, nel prologo della pellicola. È un effetto stilistico che il più delle volte funziona, anche perché ben alternato con scene d’azione dirette in maniera più classica.

Interessante la contrapposizione simbolica nella scena all’opera, in cui regia e montaggio alternano lo scontro tra Bond e Quantum e l’opera teatrale che sta andando in scena. Da una parte controllo, dall’altra caos. Da una parte una tragedia finta visibile, dall’altra una tragedia vera invisibile.

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Nel complesso, è una regia che convince e che risulta anche interessante e riflessiva in alcune scene chiave.

Quantum of Solace

La compressione narrativa: il vero problema del film

Il grande problema di Quantum of Solace è che si tratta di un film la cui storia è stata compressa. Il film dura troppo poco per la quantità di eventi e informazioni che vuole mettere in scena. La sceneggiatura, seppur interessante perché intricata e comprensiva di tantissimi personaggi, è in realtà sviluppata male.

Non si dà tempo e spazio agli eventi per essere ben approfonditi da una parte, ed elaborati dal pubblico dall’altra. I personaggi sono per lo più poco caratterizzati.

Quasi tutti sono più di quello che sembrano: tanti fanno il doppio gioco o hanno obiettivi nascosti. Però non c’è tempo per soffermarsi su ciascuno di loro. Il risultato è che sembrano caratterizzazioni appiccicate ai personaggi giusto per aumentare il mistero e la tensione. Si pensi alle motivazioni, non chiare, per cui Felix aiuta Bond, alla rapidità con cui si sviluppa il rapporto tra Bond e Mathis o la risoluzione dei conflitti tra James e M.

Anche la gestione della Bond Girl di turno risulta poco graduale e lucida. Il personaggio scompare per buona parte centrale del film, tornando poi successivamente. Il suo arco narrativo è chiaro ma rapido e poco approfondito.

Infine, lo stesso arco narrativo di 007 risulta sì chiaro ma inefficace per come viene messo in scena. Si procede in maniera troppo rapida.

Quantum of Solace: le interpretazioni

Le interpretazioni in Quantum of Solace sono convincenti seppur per lo più lineari e semplici. Come detto, non c’è molto spazio per l’introspezione. Di conseguenza, c’è poca possibilità per gli interpreti di regalare performance sfaccettate.

Daniel Craig mette in scena un’interpretazione solida ma lineare: il suo è un Bond costantemente irrequieto, che non dice quello che vorrebbe dire. Craig fa ben percepire questa mancanza. La Kurylenko (apparsa recentemente in Thunderbolts) è molto affascinante e misteriosa. Il suo è però un personaggio poco presente e poco sfaccettato.

Il villain non è memorabile. È avido e vuole arricchirsi: punto. L’interpretazione conferisce sicurezza e controllo ad un personaggio che in realtà non fa molto per non essere sconfitto.

Conclusioni

Quantum of Solace è un film ritmato con delle buonissime scene d’azione. Risulta coinvolgente e appassionante ma anche difficile da seguire in alcuni punti. Questa difficoltà è legata ad una sceneggiatura compressa in un film dalla durata insufficiente.

PANORAMICA RECENSIONE

Sceneggiatura e soggetto
Regia
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Quantum of Solace è un film riuscito a metà. Ha una trama molto intricata e interessante, ma poco sviluppata. Il risultato è che lo spettatore rischia di perdersi molto spesso perché non ha il tempo per metabolizzare e comprendere. Nonostante ciò, la componente action è ben diretta: ci sono tante scene ben gestite sia a livello registico che coreografico.
Andrea Verde
Andrea Verde
Classe 2002. Cresciuto con la passione per i supereroi Marvel e DC, col tempo ho sviluppato uno sguardo più critico sul cinema, iniziando ad esplorare generi e stili diversi. Oggi saltello da una piattaforma all’altra in cerca di un action o una commedia capaci di sorprendermi. Non disdegno le grandi tamarrate: adoro Fast & Furious.

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