NewsPlace to Be: Ellen Burstyn e Taika Waititi conquistano Venezia 83

Place to Be: Ellen Burstyn e Taika Waititi conquistano Venezia 83

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha accolto Place to Be, il nuovo film diretto da Kornél Mundruczó. Presentato il 9 settembre nella sezione Venice Open – Fuori Concorso, il film è stato prodotto in Australia e dura 104 minuti. Per presentarlo ufficialmente al Lido, un cast internazionale guidato da Ellen Burstyn, Taika Waititi e Pamela Anderson, affiancati da Murray Bartlett e David Wenham.

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L’arrivo a Venezia è stato significativo anche per Ellen Burstyn, che proprio durante questa edizione della Mostra ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera. L’attrice, a 93 anni, è tornata protagonista di un film in grado di mettere al centro una donna anziana, i suoi desideri e lo sguardo verso il futuro.

Place to Be: la trama

Al centro della storia c’è Brooke Graham, interpretata da Ellen Burstyn, una donna rimasta vedova che ha dedicato gran parte della propria vita alla famiglia. Dopo la morte del marito, Brooke si trova a fare i conti con una nuova fase della sua esistenza. In particolar modo, la necessità di comprendere quale possa essere il significato degli anni che le restano. La sua vita cambia quando entra in scena un piccione viaggiatore smarrito, destinato a diventare l’insolito motore di un viaggio attraverso gli Stati Uniti.

Durante il percorso, Brooke incontra Nelson Green, interpretato da Taika Waititi, un uomo di mezza età insoddisfatto della propria vita e alle prese con una situazione personale tutt’altro che semplice. I due, apparentemente molto diversi, finiscono per condividere un viaggio da Chicago a New York, dando vita a un rapporto inatteso. Il piccione diventa così molto più di un semplice elemento narrativo. È il pretesto che permette ai due protagonisti di uscire dalle rispettive zone di comfort e di confrontarsi con ciò che hanno lasciato in sospeso. Il viaggio fisico diventa quindi anche un percorso interiore, fatto di ricordi, rimpianti, solitudine e nuove possibilità.

Place to Be

Ellen Burstyn e Taika Waititi, una coppia inedita

Uno degli elementi più interessanti di Place to Be è proprio l’incontro sullo schermo tra i due attori. La coppia costruisce una dinamica particolare, lontana dai tradizionali meccanismi della commedia romantica. Il film punta infatti soprattutto sulla nascita di una connessione umana e affettiva, mostrando due persone che, pur arrivando da mondi completamente differenti, riescono gradualmente a riconoscersi l’una nell’altra.

La collaborazione tra Burstyn e Waititi è stata al centro anche della promozione del film a Venezia. I due interpreti hanno raccontato di aver sviluppato durante le riprese un’amicizia profonda e inattesa, lontano e davanti la macchina da presa. Per Ellen Burstyn, questo film rappresenta un’ulteriore occasione per dimostrare quanto il cinema possa continuare a offrire ruoli significativi anche alle attrici più mature. La sua presenza al Lido è stata particolarmente celebrata proprio nell’anno in cui ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera.

L’accoglienza a Venezia 83

Presentato Fuori Concorso a Venezia 83, si distingue così per il suo tono intimo, per l’insolita coppia protagonista e per una storia che utilizza un viaggio attraverso l’America per parlare, di un viaggio molto più personale. La presentazione veneziana di Place to Be ha suscitato interesse soprattutto per l’originalità della premessa e per la coppia formata da Burstyn e Waititi. Le prime recensioni hanno evidenziato il tono leggero e malinconico del film e la capacità dei due protagonisti di sostenere il viaggio emotivo dei rispettivi personaggi.

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Tra le reazioni più positive c’è quella che ha definito il film, un’avventura dal tono leggero e coinvolgente, sottolineando il contributo di Ellen Burstyn e Taika Waititi. Il film, in buona sostanza, sembra quindi aver diviso almeno in parte la critica, ma proprio la sua natura anticonvenzionale rappresenta uno degli aspetti più interessanti emersi dalla presentazione veneziana.

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Se da un lato venero la perfezione visiva di Kubrick, la follia di Tarantino e il realismo amaro di Monicelli, dall'altro ho un lato decisamente più emotivo. Il mio punto debole? L'universo poetico di Ferzan Özpetek.

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