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Picnic ad Hanging Rock, il capolavoro autoriale di Peter Weir

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Su Mubi può essere recuperato Picnic a Hanging Rock (1975) di Peter Weir, tratto dall’omonimo romanzo di Joan Lindsay. Un affascinante capolavoro della settima arte che ancora oggi narra uno dei misteri più intriganti della storia del cinema e della letteratura.

Picnic ad Hanging Rock: trama

14 febbraio 1900, giorno di San Valentino.

Un gruppo di studentesse dell’aristocratico collegio governato dalla severa Mrs. Aplleyard (Rachel Roberts), si reca ad Hanging Rock per trascorrervi una giornata lontana dagli studi e immergersi nella serenità della natura. 

Un po’ per noia, un po’ spinte dalla curiosità, quattro delle ragazze, Miranda (Anne Lambert), Marion (Jane Vallis), Irma (Karen Robson) ed Edith (Christine Schuler) chiedono il permesso all’insegnante M.lle de Poitiers (Helen Morse) per poter avventurarsi alla scoperta dello straordinario complesso roccioso. A un certo punto l’unica a fare ritorno, in uno stato confusionale, è Edith, dalla quale si verrà a sapere che le altre tre sono misteriosamente scomparse, ma non sono le uniche.  Anche Miss McCraw (Vivean Gray), l’insegnante di matematica che assieme a M.lle de Poitiers supervisionava alla gita, è sparita. 

Il fascino dell’ignoto

Concretezza e astrattezza. Contingenza ed essenza. Sono solo due dei possibili dialoghi concettuali su cui prende forma il carattere etereo di Picnic ad Hanging Rock. Un dramma metafisico che Peter Weir permea di mistero, nonostante sia girato in gran parte alla luce del sole. 

L’inspiegabilità di ciò che accade, e che persiste nella limpidezza del giorno, ancora oggi inquieta e distrugge la presunzione di controllo dell’uomo moderno

L’unica certezza è che esiste una forza incontenibile, invisibile, ma percepibile. La stessa che probabilmente regola l’universo e che si annida oltre la fattualità, oltre l’umana comprensione.  Una forza fautrice di un predeterminismo cosmico, declinato poi in apparenti scelte che i personaggi mettono in atto, ma che in realtà sembrano essere già dettate in partenza.

Il libero arbitrio dell’individuo comincia a scemare e i personaggi sono ridotti a uno stato d’impotenza.  Mossi da un’irresistibile attrazione per l’ignoto, vagano, attratti da qualcosa di inevitabile. E così, il bisogno di razionalizzare, che in Picnic ad Hanging Rock sembra trovare il suo epilogo nella perdita di raziocinio dell’insegnate di matematica, lascia spazio ad una spiritualità ultra-scientifica e ultra-religiosa

Il ruolo della natura 

La rappresentazione della natura è uno degli aspetti dominanti il cinema di Peter Weir, ma i tratti che assume in Picnic ad Hanging Rock sono davvero unici e interessanti.

Introdotta nella sua forma antropizzata, con i bianchi tacchini che passeggiano indisturbati nel giardino curato di Appleyard, assume man mano un carattere simbolicamente sempre più contrastante.

A Hanging Rock, i serpenti a cui più volte si fa riferimento, gli insetti, le lucertole e gli uccelli nel cielo, sembrano presagire ciò che da lì a poco accadrà. Tuttavia, seppur invada impetuosamente lo schermo, mostrandosi sinistra, non è mai realmente minacciosa.

Al contrario, si circonda di un’aura immateriale e indecifrabile, che la rende irresistibile anche per chi semplicemente osserva.  Come un pittore Peter Weir ritrae le fanciulle in candide vesti in un’atmosfera lirica e poetica. I giochi di luce, debitori dell’Impressionismo australiano di Tom Roberts e Arthur Streeton, delineano un ambiente unico ed estremamente suggestivo, su cui svetta imperiosa la formazione geologica di Hanging Rock. 

Le torri rocciose, a cui le inquadrature dal basso donano la stessa dignità visiva e simbolica del monolite di 2001: Odissea nello spazio, somigliano a una cattedrale da contemplare e da temere.

Proprio tra i loro anfratti labirintici si svolge una delle sequenze più memorabili del film: il lento pellegrinaggio di Miranda, Marion, Irma e Edith.

Accompagnate dalle splendide melodie sciamaniche e tribali del flauto di Pan di Gheorge Zamfir (futuro esecutore della celebre Cockeye’s Song di Ennio Morricone contenuta in C’era una volta in America) le fanciulle sembrano giungere a una consapevolezza catartica, che viene celata al pubblico, ma che sembra cogliere nel binomio uomo-natura la necessità di un ritorno a un rapporto simbiotico. Le dissolvenze incrociate con il volto di Miranda e un cigno sono in questo senso testimonianze visive estremamente evocative.

Picnic ad Hanging Rock

I sottotesti sociali

A Peter Weir, a cui già va il merito di aver reso cinematograficamente un romanzo da molti ritenuto inadattabile al grande schermo, deve essere riconosciuta la sensibilità di evidenziare maggiormente rispetto al libro della Lindsay determinati sottotesti sociali.

Il rigore e l’inflessibilità d’epoca vittoriana diventano l’arido e infecondo terreno su cui l’omosessualità e la libertà femminile non possono crescere.

Una presa di posizione sensibile alle istanze femministe e LGBT degli anni ’70 e che nell’abilità di Weir diventano un grido lirico e drammatico. 

Un urlo delicato che si esprime attraverso la tragicità di una particolare vicenda, ma anche con le parole che solo la poesia è in grado di regalare. 

Picnic ad Hanging Rock: conclusione

Picnic ad Hanging Rock è un’opera immortale, che ancora oggi continua ad avere un’influenza incalcolabile sul cinema mondiale. Molti autori lo hanno citato tra i riferimenti che hanno maggiormente ispirato alcune delle loro opere più importanti.

Primo fra tutti David Lynch, che prese spunto dal film di Peter Weir per Twin Peaks, la celebre serie con cui rivoluzionò negli anni ’90 i prodotti televisivi, ma anche grandi registi emersi nel XXI° secolo come Sofia Coppola.

Non può quindi mancare Picnic ad Hanging Rock nella valigia di qualsivoglia amante del cinema d’essai, in quanto espressione più compiuta del primo periodo di Peter Weir. Quello più libero e fortemente autoriale, che anticipò l’approdo del regista a Hollywood, dove, per quanto capace di mantenere una propria impronta, si dovette adeguare maggiormente a esigenze dettate da un sistema più rigido.

Picnic ad Hanging Rock

PANORAMICA

Regisa
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Picnic ad Hanging Rock è un capolavoro del cinema australiano degli anni '70. L'opera più compiuta del primo periodo di Peter Weir. Uno dei misteri più inquietanti e affascinanti che il cinema abbia mai partorito.
Riccardo Brunello
Riccardo Brunello
Il cinema mi appassiona fin da quando ero un ragazzino. Un amore così forte che mi ha portato ad approfondire sempre di più la settima arte e il mondo che la circonda. Ho un debole per i film d’autore e per il cinema orientale, ma, allo stesso tempo, non riesco a fare a meno di un multisala, un secchio di popcorn, una bibita fresca e un bel blockbuster.

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