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The Gilded Age, l’epoca d’oro americana

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The Gilded Age è una serie period drama targata HBO che racconta uno dei periodi più affascinanti della storia americana. Attualmente si compone di due stagioni, la prima conclusa nel 2022 e la seconda in onda ogni lunedì su Sky e Now Tv. Ambientata nella New York della seconda metà dell’Ottocento, mostra un periodo di profondi cambiamenti sociali e generazionali. Contrasti tra famiglie appartenenti alla vecchia e nuova aristocrazia, fra tradizione e innovazione. La serie è infatti considerata la Downtown Abbey statunitense, in una cornice storica che si rifà a lungometraggi quali L’età dell’Innocenza.

The Gilded Age: trama

La storia è ambientata principalmente tra la sessantunesima strada e Fifth Avenue di New York. Al centro il contrasto tra due famiglie i Russell, arricchiti grazie agli audaci investimenti del patriarca George (Morgan Spector) e le sorelle Van Rhijn, Agnes e Ada, ereditiere appartenenti alla tradizionale élite newyorkese, profondamente ancorata al passato. Il più grande desiderio di Bertha Russell, moglie di George è quello di guadagnare un posto in società, che sembra contraria a concederlo. Vecchio e nuovo si scontrano in un contesto di forti cambiamenti, attraverso l’affermazione di nuovi ricchi sempre più potenti, pronti a spodestare gli eredi dei padri pellegrini arrivati con il Mayflower.

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The Gilded Age: recensione

The Gilded Age, come del resto il suo predecessore Downtown Abbey, cerca di raccontare la società dell’epoca analizzando le diverse classi sociali, partendo da quelle più abbienti, fino ad arrivare alla servitù. Nonostante il forte tentativo di analizzare le due facce della medaglia la serie non riesce a generare lo stesso interesse per le diverse vicende raccontate. Se da un lato infatti la vita sfarzosa dell’élite di New York è molto coinvolgente, le peripezie dei ceti più bassi, sono prevalentemente monotone e povere di contenuti.

Per quanto riguarda i costumi e le ambientazioni, sono veramente impressionanti curati in ogni minimo dettaglio. I fatti raccontati sono storicamente accurati e i comportamenti dei personaggi riflettono usi e tradizioni dell’epoca. A differenza di serie come Bridgerton, The Gilded Age è un prodotto di grandissima qualità in termini di contenuto e attendibilità storica, costruendo un mondo il più vicino possibile al passato.

I personaggi sono molto interessanti, l’unico problema è che forse troppo numerosi per 9 episodi da 50 min. All’inizio è infatti molto faticoso rammentare tutti i nomi e le trame che li riguardano, per non parlare di legami familiari e intrecci amorosi. Procedendo con le varie puntate lo spettatore è però in grado di entrare nel meccanismo apprezzando i vari sviluppi. L’inizio è purtroppo molto lento, proprio per la necessità di introdurre le diverse vicende e inizia ad essere coinvolgente a partire da metà stagione.

Period Drama tradizionale

Le basi su cui regge The Gilded Age sono meno solide rispetto a Bridgerton, che punta sulla passionalità o The Great, incentrata sulla satira. In qualche modo riesce però a funzionare, forse attraverso le ambientazioni e abiti sfarzosi, in grado di catapultare il pubblico in quell’epoca. O per la sua capacità di far apparire eventi del tutto ordinari, straordinari al punto da risultare scioccanti e coinvolgenti. Le parole e gesti assumono un forte significato, riuscendo a donare alle scene più banali grande teatralità.

Uno dei problemi principali presenti all’interno della società americana è sempre stato la discriminazione razziale. The Gilded Age invece di aggirare il problema lo affronta in modo diretto. Mostra il diverso trattamento riservato alle comunità afroamericane, attraverso il personaggio di Peggy, giovane donna di colore dalle grandi ambizioni. La sua storia dimostra come il contrasto tra classi venisse eclissato da quello assai più profondo e radicato con le minoranze etniche.

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Due fazioni

Uno degli aspetti che forse funziona meno all’interno del prodotto seriale è la sua incapacità di spiegare appieno la natura del conflitto tra vecchia e nuova New York. Alcune volte è accennato da parte dei Van Rhijn che liquidano le intimazioni della nipote Marian, assai più progressista, con semplici affermazioni poco esplicative. Sembra che il conflitto sia generato da un rifiuto nell’accettare il cambiamento, ma sicuramente ci sono motivazioni più profonde che si celano dietro ad un’opposizione tanto forte.

Ciò che è interessante è invece il modo in cui vengono sviluppate le personalità delle due protagoniste femminili. Da un lato Bertha Russell è una donna a cui non manca nulla, ma l’essere costantemente respinta da un cerchia ristretta, la mostra inevitabilmente come una perdente. Dall’altro Agnes è una donna, sostanzialmente rigida e solitaria, che non accetta di chinare il capo in caso di necessità, uscendo in qualche modo vincente di fronte ad ogni tipo di ostacolo. Il paradosso del conflitto tra una donna potente alla disperata ricerca di accettazione e un’altra sostanzialmente debole che non la necessita, simboleggia il perpetuo scontro tra morale e denaro.

Trailer e dove vederla

The Gilded Age è disponibile su sky e Now Tv con la possibilità di vederla gratuitamente tramite la settimana di prova.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

The Gilded Age è un prodotto seriale di grande qualità e accuratezza storica. Non è uguale al suo predecessore Downtown Abbey, ma riesce a presentarsi come valida alternativa. Nonostante il numero troppo elevato di personaggi e la trama a volte monotona la visione è sicuramente consigliata.
Lucrezia Lugli
Lucrezia Lugli
La passione per il cinema mi ha accompagnato dall’infanzia all’età adulta, ma ho impiegato più del previsto a capire che sarebbe diventata la mia strada. Guardo ogni genere di contenuto da film a serie tv, questo comprende anche i più grandi successi delle piattaforme streaming.

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