Paul Schrader torna alla Mostra del Cinema di Venezia con The Basics of Philosophy, nuovo film presentato in anteprima mondiale fuori concorso al Lido. A 79 anni, il regista e sceneggiatore americano porta ancora una volta sul grande schermo uno dei temi ricorrenti della sua filmografia: il senso di colpa, il peccato e l’impossibilità di liberarsi dalle ferite dell’infanzia.
Durante la conferenza stampa veneziana, Paul Schrader ha spiegato perché continui a raccontare personaggi tormentati e isolati. Cresciuto in una famiglia calvinista olandese e formatosi in scuole cristiane fino alla facoltà di teologia, il regista ha raccontato quanto l’educazione ricevuta abbia influenzato il suo cinema.
Secondo Schrader, ciò che viene assimilato nei primi anni di vita continua a condizionare l’individuo anche in età adulta. Da qui nasce la sua ossessione cinematografica per colpa e redenzione, elementi che attraversano una carriera iniziata con sceneggiature come Taxi Driver e proseguita attraverso personaggi sempre alle prese con i propri demoni interiori.

Un professore, un segreto e il ritorno del passato nel film di Paul Schrader
In The Basics of Philosophy, Jack Huston interpreta John Jorissen, un professore di filosofia dalla vita apparentemente impeccabile. Un’esistenza metodica sconvolta dal ritorno di una persona del suo passato, che lo costringe a confrontarsi con desideri, responsabilità e autoassoluzione.
Al suo fianco ci sono Sofia Boutella, Bill Pullman, Daniel Zovatto e Dana Delany. Martin Scorsese figura ancora una volta come produttore esecutivo, consolidando la lunga collaborazione con Schrader, già sviluppata attraverso titoli fondamentali come Taxi Driver, Toro scatenato, L’ultima tentazione di Cristo e Il collezionista di carte.
Per Jack Huston, il protagonista non è un mostro, ma un uomo comune che vive sotto gli occhi di tutti mentre cerca di capire se il proprio passato lo definisca davvero. Un interrogativo perfettamente in linea con il cinema di Paul Schrader, ancora una volta interessato alla sottile frontiera tra colpa, identità e possibilità di redenzione.
