Lav Diaz torna alla Mostra del Cinema di Venezia (qui tutti gli ultimi aggiornamenti) con Let Us Through, Dear Ancestors, un film che riporta sul grande schermo una pagina dolorosa della storia delle Filippine: la colonizzazione spagnola. Il regista filippino, vincitore del Leone d’Oro nel 2016 con The Woman Who Left, presenterà la sua nuova opera nella sezione Venice Open.
Come raccontato da Variety, in un’intervista firmata da Naman Ramachandran, Diaz sta inoltre lavorando a due nuovi progetti: un film dedicato al tema dei falsi profeti e un adattamento di Noli Me Tángere, il celebre romanzo di José Rizal considerato tra le opere che contribuirono alla nascita della coscienza rivoluzionaria filippina.
Let Us Through, Dear Ancestors, della durata di 151 minuti, è ambientato tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo e racconta le conseguenze del dominio spagnolo. Al centro della storia c’è soprattutto il lavoro forzato utilizzato per costruire chiese, strade, fortificazioni e altre infrastrutture coloniali.

Lav Diaz racconta il passato delle Filippine
Il titolo originale Makikiraan Po richiama un’espressione ancora utilizzata nelle Filippine per chiedere il permesso di attraversare luoghi considerati abitati dagli spiriti degli antenati. Un riferimento che riflette il rapporto tra memoria, identità e tradizioni precoloniali.
Secondo quanto dichiarato da Lav Diaz a Variety, il film vuole riportare alla luce il costo umano della costruzione di monumenti oggi celebrati come patrimonio culturale e religioso. Il regista lega inoltre le disuguaglianze sociali contemporanee al sistema dell’encomienda, introdotto dagli spagnoli nel XVI secolo.
Girato in bianco e nero a Sampaloc, nella provincia di Quezon, il film vede nel cast anche Isabel Sandoval, interprete della Babaylan, guaritrice tradizionale e figura simbolica del legame con l’identità filippina precedente alla colonizzazione.
Per Lav Diaz, il cinema conserva soprattutto una responsabilità: confrontarsi con la verità e con la memoria storica.
