Orgoglio è uno sceneggiato della Rai, andato in onda dal 2004 al 2006. La serie italiana in costume compie vent’anni e scopriamo tutto questo perché è stata un grande cult italiano.

Orgoglio – Trama e Cast
Il racconto, ambientato nell’agro romano, si sviluppa tra il 1911 e il 1913. Si ha la tormentata storia d’amore tra la marchesa Anna Obrofari e il Pietro Pironi, figlio del suo fattore. Il loro amore giovanile era finito dopo per volere della famiglia di lei; Pietro era stato allontanato e mandato in America senza sapere che Anna era rimasta incinta. La bambina, Aurora, viene cresciuta come quarta figlia della famiglia Obrofari.
Sedici anni dopo, Pietro torna dall’America, ma Anna è ormai è sposata con il malvagio conte Herman Ludovici.
Daniele Pecci e Elena Sofia Ricci sono i tormentati innamorati, mentre Cristiana Capotondi è la loro figlia illegittima. Franco Castellano interpreta il malvagio conte che ostacola l’amore tra i due. La famiglia Obrofari è composta da Paolo Ferrari (Giuseppe), Gianna Paola Scaffidi (Emma), Vincenzo Bocciarelli (Andrea), Luigi Saravo (Giuseppe), Giusi Cataldo (Rosa) e Mary Petruolo (Gabriella).
Nel cast ci sono anche Gabriella Pession (Elisa), Imma Piro (Agnese) Nicola Di Pinto (Agostino). Claudia Ruffo (Celeste) sostituisce Elena Sofia Ricci come protagonista femminile nella terza stagione.

Orgoglio – un melò che conquistò l’Italia
Il successo di Orgoglio fu immenso all’epoca. Del resto il genere della soap ha sempre avuto un grande seguito. Le storie d’amore tormentate da sempre hanno conquistato il cuore delle numerose spettatrici italiane, e per Orgoglio fu lo stesso. I drammi, gli intrighi e gli splendidi costumi e le magnifiche canzoni lasciarono il pubblico senza parole.
Sono passati vent’anni dall’uscita della serie e viene spontaneo chiederci: è una serie che è all’altezza di grandi genere storici, come, per esempio, Downton Abbey?
Sicuramente no. La serialità italiana ha avuto una grande evoluzione negli ultimi anni grazie a prodotti del calibro de L’Amica Geniale, che si sono adattati al gusto internazionale, mentre Orgoglio è una serie che rimane ancora ancorata ai vecchi drammi.
La regia a tratti è imbarazzante, sembra di guardare I Promessi Sposi del Trio composto dalla Marchesini, Solenghi e Lopez quando facevano parodia delle tecniche utilizzate nelle soap spagnole.
I dialoghi sono a tratti imbarazzanti. Guardata con uno sguardo contemporaneo, ci rendiamo conto che la sceneggiatura è molto didascalica, tutto è già annunciato e non c’è mai un vero e proprio colpo di scena.
Nella serie sono presenti attori dal grandissimo calibro, ma a volte si ha l’impressione che recitino delle battute in cui neanche loro credono. L’unico che spicca davvero è Franco Castellani, ma il suo personaggio è quello più interessante di tutti.

Cara Elena Sofia Ricci, quanto ha fatto soffrire il tuo abbandono
Orgoglio non doveva terminare con la terza stagione. Era già stata prevista una quarta stagione che doveva terminare con l’annuncio dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, per poi continuare con un’ulteriore arco narrativo.
Tuttavia, il progetto andò in fumo.
Elena Sofia Ricci decise di abbandonare il progetto a termine della seconda stagione e il personaggio sfortunato di Anna fu ucciso.
Fu un vero e proprio trauma per gli spettatori, perché si ritrovarono a vivere una duplice morte di Anna: la sua dipartita fu annunciata nel primo episodio, per poi scoprire che non era morte, ma gravemente malata. Morì una seconda volta e fu quella decisiva e straziante. Fu forse un modo trovato dai produttori e dell’attrice stessa per salutare un pubblico che si era affezionato a lei.
Gli spettatori non perdonarono la decisione presa, soprattutto perché Pietro Pironi sembrò dimenticare l’amata Anna nel giro di poche puntate e intraprese una relazione con Celeste, il cui personaggio si ispirò, vagamente, ai personaggi di Aurora e Anna.
Per quanto la Ruffo mise tutta se stessa nell’interpretazione, Celeste non fu per nulla amata del pubblico e questa avversione portò alla chiusura della serie, dopo un brusco calo di ascolti.

In conclusione
Possiamo dire che anni dopo c’è stata una serie che è riuscita in ciò in cui Orgoglio ha fallito. Stiamo parlando ovviamente d Downton Abbey, la cui scrittura, messa in scena e regia è di un calibro mille volte superiore.
Tuttavia, possiamo dire che Orgoglio è una serie figlia del suo tempo. Ventanni fa la serialità non aveva lo stesso successo odierno e il modo di scrivere era diverso.
Dunque, non possiamo essere completamente crudeli in una serie che, seppur con tutti i suoi difetti, riuscì a portare in scena qualcosa di differente e fu forse questo il motivo per cui il pubblicò italiano l’amò così tanto.
