Recensioni Serie TVL'Amica Geniale 4: il finale che ci distrugge

L’Amica Geniale 4: il finale che ci distrugge

L’amica geniale 4 termina la sua proiezione in America con un finale che distrugge gli appassionati della saga. La stori termina con un cast rinnovato:  Alba Rohrwacher (Lenù), Irene Maiorino (Lila), Fabrizio Gifuni (Nino Salvatore), Pio Stellaccio (Enzo Scanno), Edoardo Pesce (Michela Solara) e Lino Musella (Marcello Solara).

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Si riprende la storia delle due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, cadute e “rinascite”. Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è una scrittrice affermata che decide di tornare a Napoli dopo essersi separata dal marito, mentre Lila, rimasta a Napoli, si è inventata una carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo ruolo di leader nascosta ma reale del rione.

L’amica geniale 4 – Una storia di donne

Il sottotitolo dell’ultima stagione è Storia della bambina perduta, ma Elena Ferrante non offre mai una risposta su chi sia la vera bambina perduta.

Lo spettatore o il lettore si ritrova a pensare che sia Nunzia, la figlia di Lila ed Enzo, ma in realtà potrebbe essere anche Lila. La co-protagonista interpretata dalla Maiorino a fine del racconto sparisce, nessuno sa più nulla di lei. Probabilmente si annulla per vivere quella vita che ha sempre desiderato, o forse no. Non lo sapremo mai.

L’amica geniale 4 è anche un racconto di donne che si incontrano e che si parlano, che si odiano e che si amano. Lenù viene costretta da Pietro a incontrare nuovamente la madre, Immacolata Greco, non tanto per abbracciarla e per aiutarla in questo momento difficile ma perché consapevole che Imma sarebbe stata con la figlia ancora più rigida e punitiva. La mamma, segnata dagli anni, irrigidita ancor di più dagli anni che passano e dal lavoro, prova a riunire genero e figlia prendendo le loro mani e unendole insieme, basta questo per incollare un rapporto rotto, come si fa con un bicchiere o con un piatto. Imma aveva inserito quasi a forza l’anello della famiglia di Pietro al dito della figlia, anni prima, ma all’epoca Lenù non aveva avuto la fora di ribellarsi, aveva fatto ciò che era giusto fare. 

L’amica geniale 4 riesce a indagare la donna e analizzare tutte le ferite profonde che hanno caratterizzato l’esistenza di Lila e Lenù, protagoniste dell’opera, ma anche delle donne che le hanno precedute. La loro è una storia fatta di corpi e di menti, di violenze e fatiche, di drammi e struggimenti ma anche di lotte.

Il patriarcato che distrugge

Gli uomini della storia di una violenza totale, nessuno quasi si salva, nessuno sembra stagliarsi nella lista di omini mediocri, se va bene, altrimenti biechi e falsi, manipolatori e armi letali che non riescono ad accettare che le donne siano libere, indipendenti. I padri buttano fuori dalla finestra le proprie figlie che desiderano studiare, le donne senza marito si impiccano perché la vita senza il coniuge è impossibile, le mogli accettano violenze di ogni tipo. 

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Lenù si libera dal vincolo matrimoniale con Pietro, ma anche da quello tossico con Nino. L’uomo è da sempre il grande amore della sua vita, ma non è il principe azzurro da lei sempre idealizzato. Si tratta di un individuo narcisista, amante solo di se stesso e che tradisce.

Enzo Scanno è l’unico personaggio maschile che sembra mostrare rispetto nei confronti delle due protagoniste, ma non riesce a entrare completamente nella mente di Lila e non riesce a comprendere appieno il dolore di una madre che soffre per la scomparsa della propria figlia.

Dunque, anche per lui non c’è un lieto fine. Come Pietro Airota, anche lui rappresenta un vincolo per Lila, nonostante i due non si siano mai sposati, e dunque Lila non può fare altro che lasciarlo andare per essere davvero libera.

Il patriarcato c’è, esiste e pare impossibile fuggire da questo stilema se non distruggendo a ferro e fuoco una costruzione dura a morire.

In conclusione

Lenù e Lila non sono nient’altro che facce della stessa medaglia. L’una non potrebbe esistere senza l’altra, nonostante nel finale la protagonista deve accettare che non vedrà mai più l’amica di infanzia.

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Chi ha letto i libri è consapevole che l’amicizia tra le due a un certo punto finirà, ma dobbiamo dire che è un punto di forza della serie non mostrare ciò. Lo spettatore ignaro può pensare che il loro il legame sia destinato a durare per sempre.

Sono state quattro ottime stagioni che hanno saputo rendere giustizia ai romanzo della Ferrante, anche se bisogna ammettere anche tutte e tre le interpreti di Lila sono state molto più impattanti rispetto ai volti di Lenù. Ma, comunque, tutte le interpretazioni sono splendide, in particolare quella di Gifuni che riesce a rendere ancora più viscido il personaggio di Nino Sarratore rispetto ai libri.

Non è felice dire addio ai personaggi che ci hanno conquistato per quattro stagioni, ma possiamo solamente dire grazie a chi ha realizzato tutto ciò.

L'amica geniale 4

L’amica geniale 4 – Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Con L'amica geniale 4 si termina l'adattamento dei romanzi della Ferrante. Nonostante il cambio degli interpreti, la storia si mantiene sempre ottima e riesce a emozionare nel finale.
Arianna Dell'Orso
Arianna Dell'Orso
Vivo sul mondo reale unicamente con il corpo, ma la mia mente viaggia a Westeros, nella Londra dei Peaky Blinders e fa affari loschi con Walter White. Il cinema di Hitchcock è il mio spirito guida

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