La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha registrato un momento storico con la prima mondiale di NAZA, il nuovo documentario diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor. Al termine della proiezione in concorso nella Sala Grande, l’opera è stata accolta da ben 25 minuti di applausi ininterrotti. Si tratta della più lunga standing ovation mai documentata nei principali festival cinematografici internazionali, superando il precedente record detenuto da The Voice Of Hind Rajab.
Il film affronta in modo crudo e dettagliato le dinamiche dei raid aerei dell’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza. Attraverso le testimonianze dirette di 24 tra soldati e ufficiali dell’intelligence israeliana, l’opera svela l’impiego di sistemi d’intelligenza artificiale, intercettazioni telefoniche e meccanismi a punteggio utilizzati per pianificare gli attacchi sui bersagli, spesso eseguiti direttamente all’interno delle abitazioni private a scapito delle famiglie e dei civili residenti.

Bandiere palestinesi in Sala Grande e l’abbraccio della critica
Alla fine della proiezione, mentre i registi e i produttori, tra cui James Wilson e il premio Oscar Jonathan Glazer, accoglievano gli applausi con espressione solenne, tra il pubblico sono comparse diverse bandiere palestinesi e libanesi. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla presenza del vessillo palestinese al Palazzo del Cinema, questione recentemente discussa dalla direzione del festival guidata da Alberto Barbera, il quale era presente in sala e si è unito calorosamente ai festeggiamenti.
NAZA rappresenta il seguito ideale del precedente successo dei registi, No Other Land, già vincitore dell’Oscar per il miglior documentario nel 2025. Il titolo prende il nome dall’acronimo militare ebraico impiegato per calcolare la stima delle vittime civili ammissibili prima di un bombardamento. L’opera si afferma già come uno dei contributi più d’impatto e discussi di questa edizione della kermesse veneziana.
