venerdì, 22 Ottobre, 2021

Mignonnes: la recensione del film Netflix di Maïmouna Doucouré

Il 9 settembre 2020 è uscito su Netflix, Mignonnes (Donne ai primi passi in italiano), film francese diretto da Maïmouna Doucouré, che già prima della sua uscita fece molto parlare di sé. In particolare i poster e i trailer del film suscitarono un’intensa polemica contro la presunta sessualizzazione delle bambine protagoniste della pellicola. La produzione si giustificò dicendo che lo scopo del film era proprio quello di denunciare la tendenza a sessualizzare i minori e guardando il film appare evidente come le polemiche che lo hanno preceduto non avrebbero avuto origine se fossero state successive al suo rilascio. In Mignonnes ci sono diverse sequenze in cui i corpi delle bambini protagoniste assumono una carica sessuale, ma questi momenti non sono mai provocanti, bensì disturbano chi guarda, esprimono un disagio di importanza narrativa, coerente con quello che si diceva essere l’obbiettivo di denuncia del film.

Mignonnes: la recensione del film Netflix di Maïmouna Doucouré

Tuttavia sarebbe riduttivo leggere questa pellicola come film di denuncia contro l’ipersessualizzazione dei minori. Innanzitutto Mignonnes è una storia di formazione, che ha per protagonista la piccola Amy interpretata dalla talentuosa Fathia Yossouf. È su di lei che il film si concentra, ne racconta il cambiamento che attraversa nel corso dell’ora e mezza che compone il film. Cresciuta in un contesto di impronta fortemente maschilista, Amy cerca un punto di riferimento al di fuori delle mura domestiche e lo trova nelle sue nuove compagne di scuola. Ed è così che entra in un mondo in cui l’esaltazione del corpo è (o almeno sembra) l’unica via verso l’affermazione di sé. Amy inizia a conoscersi meglio, ma l’inesperienza e l’ingenuità la portano a compiere scelte sbagliate e fortemente dannose. Solo alla fine del film, Amy troverà finalmente la propria strada e potrà abbracciare una personale identità, in una scena finale che forse sacrifica un po’ del proprio potenziale.

Mignonnes: la recensione del film Netflix di Maïmouna Doucouré

Il punto di vista del film è chiaro ed evidente. Scatenare una polemica successivamente alla visione vorrebbe dire travisare completamente quel punto di vista. Mignonnes è (anche) un film di denuncia, ma non solo quello. Anzi, la critica sociale è in realtà messo in secondo piano, rispetto al racconto della protagonista. La macchina da presa la segue sempre, osserva il mondo dalla sua prospettiva. Maïmouna Doucouré, qui al suo secondo cortometraggio, dimostra di saper padroneggiare bene il mezzo a sua disposizione, sa come raccontare una storia di questo tipo nel modo giusto, con una regia schietta, chiara, dove la macchina a mano segue i personaggi e fa sentire chi guarda come se fosse lì con loro.

Ad un primo sguardo, il contesto in cui si svolge tutto potrebbe riportare alla mente I miserabili (2019) di Ladj Ly (non solo perché il paese di produzione è lo stesso), ma in realtà a Maïmouna Doucouré non interessa raccontare il degrado di un ambiente sociale. Non c’è violenza in Mignonnes, il degrado è appena accennato, ma per lo più resta velato, possiamo intuire che c’è, ma non ci viene mai detto apertamente. Questo non fa che evidenziare quella che è la natura del film, un racconto umano personale e universale, laddove I miserabili raccontava invece una storia corale e circoscritta in un ambiente preciso.

Accanto a Fathia Yossouf, anche le altre bambine protagoniste dimostrano il proprio talento. Non capita spesso che attrici e/o attori così giovani alle loro prime esperienze regalino interpretazioni così intense e naturali. L’impressione è che quanto accade davanti ai nostri occhi sia reale, allo spettatore sembra di essere insieme a loro all’interno del film.

Arrivata alla fine della pellicola, la protagonista si ritrova alla resa dei conti. Le sequenze conclusive ci raccontano l’apice di quel degrado in cui Amy è precipitata, accompagnato da luci accecanti e colori accesi – scelta che crea un contrasto ancora più deciso negli occhi dello spettatore. Il finale vero e proprio però si rivela sorprendentemente sognante, perdendo per strada un po’ di quella forza che altrimenti avrebbe potuto avere. Maïmouna Doucouré sceglie la via della sintesi – che in qualche modo l’ha accompagnata per tutto il film – per raccontarci la fine del percorso di Amy attraverso le immagini, immagini che ne esaltano la leggerezza e lo sguardo di speranza verso il futuro. Il film si conclude così con una scena fiabesca, ben lontana nei toni dai momenti più drammatici del film, ma la cui grande sintesi non riesce ad evidenziarne fino in fondo il valore.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Mignonnes racconta la storia di formazione di una ragazzina che cerca la propria strada attraverso una scoperta di sé e del mondo che la circonda. La regia di Maïmouna Doucouré e le eccezionali interpretazioni delle protagoniste, fanno di questo film un piccolo gioiello che non ha paura di osare.
Lorenzo Sascor
Studente di DAMS, amante del cinema in ogni sua forma, dai classici hollywoodiani al neorealismo, dalla Nouvelle vague ai blockbuster contemporanei. In particolare, amo vedere come il cinema riflette l'attualità del suo tempo.

ARTICOLI RELATIVI

RIMANI CONNESSO

35,124FansLike
15,300FollowersFollow
2,244FollowersFollow

ULTIMI ARTICOLI