Sono passati otto anni dall’uscita di Black Panther, primo film con protagonista la Pantera Nera, interpretata dal compianto Chadwick Boseman. Sul web si è tornati a parlare del film per via delle recenti parole di Michael B. Jordan, interprete di Killmonger, villain della pellicola.
L’attore ha portato in scena un personaggio profondo. Rabbia, dolore, voglia di rivalsa sono le emozioni che spingono Killmonger allo scontro con T’Challa e il Wakanda. N’Jadaka infatti, fu abbandonato da bambino, scaricato dagli Wakandiani. Il padre di T’Challa uccise il fratello, padre di N’Jadaka, per tradimento, costringendo il figlio a crescere negli Stati Uniti, lontano dalla sua vera famiglia. Recentemente apprezzato in Sinners, Jordan ha parlato di alcune difficoltà avute ad interpretare questo personaggio.

Michael B. Jordan è andato in terapia per Killmonger?
Durante un’intervista rilasciata a CBS Sunday Morning, Michael B. Jordan ha detto di essere rimasto legato a questo personaggio ben oltre il termine delle riprese. In particolare, ha affermato di aver dovuto consultare uno psicoterapeuta: ”Mentre mi preparavo per il ruolo non ho parlato molto con la mia famiglia. Mi sono isolato, chiuso nel mio rifugio e ho cercato di vivere come viveva lui per un po’, attraversando il suo stesso percorso. Dopo il film, questo modo di vivere mi è rimasto dentro. Sono andato in terapia, ne ho parlato, ho trovato un modo per rilassarmi. Avevo bisogno di staccarmi dal personaggio.”
L’attore ha aggiunto che ”le sedute si sono trasformate in conversazioni più ampie e in un’auto-scoperta. La terapia è necessaria…soprattutto per gli uomini.”. Il protagonista di Sinners incoraggia tutti coloro che hanno difficoltà a parlare, specie gli uomini che sono più restii ad aprirsi.
Ha poi concluso dicendo che ”è qualcosa di cui non mi vergogno affatto. Mi ha sicuramente aiutato nel corso degli anni, e lo fa anche oggi. Cerco di essere un buon comunicatore e una persona completa sia dentro che fuori”.
