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Manodopera, una favola che ricorda l’immigrazione italiana

Manodopera è un film d’animazione del 2022, vincitore del Premio della giuria per il miglior lungometraggio al Festival internazionale del film d’animazione di Annecy. È un progetto a cui il regista, Alan Ughetto, ha lavorato per nove anni. La tecnica utilizzata è quella della stop-motion, con marionette fotografate fotogramma per fotogramma. Il lungometraggio ha avuto la sua prima proiezione internazionale al Locarno Film Festival 2022, per poi venire distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 31 agosto 2023 da Lucky Read.

Manodopera

Cast e Trama

Piemonte, inizi del ‘900. La famiglia Ughetto vive nel paese di Ughettera, un villaggio tra le montagne ai piedi del Monviso. Un giorno Luigi Ughetto attraversa le Alpi per cercare una vita migliore in Francia, insieme a sua moglie Cesira e ai loro figli, cambiando per sempre il destino della famiglia.

I doppiatori che hanno partecipato sono Arianna Ascaride, Stefano Pagani, Diego Giuliani, Cristoforo Gato, Lorenzo Pasquier e Laura Devoti.

Manodopera, quando a immigrare erano gli italiani

Manodopera è poesia, non ci sono altre parole per descriverlo. È un film dove passato e presente si intersecano e suscitano importanti momenti di riflessione. Al giorno d’oggi sembriamo esserci dimenticati che un tempo i migranti eravamo noi. E trovavamo i cartelli esposti in vari bistrot in Francia, Belgio e Svizzera con la scritta: Vietato l’ingresso ai cani e gli italiani. Ughetto “veste” i panni dei suoi nonni e si chiede: come hanno potuto resistere?

Il regista non offre una risposta. Il suo non è un film politico, il regista vuole solamente ricostruire la storia della sua famiglia, ma allo stesso tempo mette in luce come il razzismo sia un problema da sempre presente nel mondo e, nonostante la società si sia evoluta, è un male che non siamo riusciti a estirpare del tutto. Si mette in luce un mondo di lavoratori sfruttati e mal pagati.

C’è qualche differenza con la società odierna? No. Purtroppo nel nostro Paese la maggior parte dei giovani sono sottopagati, vivono in condizione di eterna precarietà, i loro titoli di studio contano ben poco e sono costretti a lasciare il Paese per cercare fortuna altrove. Non c’è differenza tra l’Italia mostrata da Ughetto e quella odierna.

La stop-motion come tecnica per raccontare una favola ancora attuale

I personaggi sono pupazzi in plastilina dell’altezza di circa 23 cm; la scelta della tecnica della stop-motion non è causale perché permette di mostrare il lavoro manuale, talento che il nonno del regista ha trasmesso al figlio e al nipote. Nonostante sia stato realizzato da una piccola produzione, il lavoro è stato impegnativo e ha necessitato una collaborazione tra Francia, Portogallo, Italia e Svizzera. Il risultato finale è semplicemente straordinario. Ughetto commenta così il lavoro: “Ci sono voluti due-tre mesi per realizzare scenografie e personaggi. I costumi sono stati la cosa più difficile, ci hanno lavorato venticinque persone, gli effetti visivi li abbiamo fatti in Italia, sempre lavorando in remoto. Le teste sono di resina, gli occhi sono biglie, i capelli sono di tessuto, abbiamo usato gomme liquide per le articolazioni… e abbiamo creato un sacco di mani“.

Manodopera

In conclusione

L’occhio del regista non è neutro, partecipa alla narrazione. La sua presenza fisica è visibile in qualche scena con una mano o un piede che entra in campo, interagendo con i personaggi. Perché? Come ha affermato egli stesso, lui è il nipote di Cesira e Luigi e dunque la sua presenza nel film è un modo per ringraziare i nonni e i sacrifici che hanno fatto affinché i loro discendenti potessero avere una vita migliore, un futuro ricco di speranza. Il tutto è accompagnato dalle musiche del Premio Oscar Nicola Piovani, che contribuiscono a rendere il tributo ancora più commovente.

Manodopera – Trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Manodopera è un film d'animazione che commuove lo spettatore. Alan Ughetto riesce attraverso la stop motion a raccontare un pezzo di storia italiana mai dimentica e riesce a emozionare.
Arianna Dell'Orso
Arianna Dell'Orso
Vivo sul mondo reale unicamente con il corpo, ma la mia mente viaggia a Westeros, nella Londra dei Peaky Blinders e fa affari loschi con Walter White. Il cinema di Hitchcock è il mio spirito guida

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