Che coss’è l’amor… cantava Capossela in uno dei suoi pezzi più celebri. Love ci pone la stessa domanda, ma non ci dà una risposta, almeno non ci dà la Risposta con la R maiuscola, molto probabilmente perché non ne esiste una assoluta. Tra risate e momenti profondi la serie tv ci porta a Los Angeles nel mondo di Mickey (Gillian Jacobs) e Gus (Paul Rust), due estranei che casualmente fanno conoscenza dopo aver rotto con i rispettivi partner.

Love
Gus e Mickey

Mickey è una sesso dipendente, alcolizzata che fa abuso di droghe, mentre Gus è un nerd, timido e insicuro. I due sono agli antipodi per poter sostenere una relazione, ma visto che i poli opposti si attraggono, incominceranno un’intensa storia d’amore fatta di alti e bassi. Gus fa l’insegnate privato per Arya (Iris Apatow) un’attrice adolescente, ma sogna di scrivere per il cinema, Mickey lavora in una radio come program manager e intervalla terapie di gruppo con incontri dell’anonima alcolisti, ha un gatto che si chiama Nonno (perché a detta sua è l’incarnazione del nonno) e ha una coinquilina, Bertie (Claudia O’Doherty), con la testa tra le nuvole e tremendamente ingenua da sembrare idiota che lavora come moderatrice di focus group.

Love
Gus aspetta Arya

Love è piena di personaggi negativi, in realtà nessuno dei personaggi è completamente positivo ed è questo a renderlo reale. In parole povere “la vita fa schifo e l’amore non è da meno, anche se…” in questa frase lasciata a metà si può racchiudere l’intero spirito dello show. Irritanti e goffi, i personaggi cardine faranno si che chiunque guardi questo lavoro ne rimanga affascinato. L’amore ai tempi del 4G dove tutto è veloce e non lascia spazio ad interpretazioni, arriva travolge e se non lo tieni stretto, sfugge via lasciandoti peggio di quando ti ha trovato, pronto a ributtarti in un altro tentativo, l’ennesimo.

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Arya

La cosa meravigliosamente sconcertante è l’onestà degli autori nel voler parlare d’amore, di vita e di sofferenza. Nella scena dove Gus viene lasciato dalla sua ragazza, lei lo rimprovera di non essere coerente perché aperto ad un riavvicinamento con lei che lo ha tradito e di essere troppo gentile da fare schifo, in quel momento lui è al limite dell’umiliazione è riversa tutta la sua rabbia in una frase: “Vuoi che sia sincero? Voglio che tu muoia, che tu prenda una malattia e muoia!”. La purezza di due sentimenti che si equivalgono, amore e odio, che viaggiano a pari passo e ogni personaggio cammina sulla lama di un rasoio, pronto a cadere nel vuoto di una vita che si diverte a metterli alla prova.

Love
Love

Potremmo definire “Love” un amore tra perdenti, tra gente che non ce l’ha fatta, malgrado ci abbia messo anima e corpo. Ma si possono considerare perdenti due persone che si amano? Anche questa è una domanda a cui ognuno può dare una risposta solo dopo aver visto l’intera serie che è composta da tre stagioni. Lo stesso Paul Rust l’ha sceneggiata insieme alla moglie Lesley Arfin e Judd Apatow, la scrittura è pratica, veloce e disinibita, se vi aspettate una dolce commedia romantica rimarrete delusi, “Love” è un intenso viaggio tra i disastri umani, la perfetta conciliazione di mondi diversi raccolti sotto un’unica cupola, costretti a convivere con la consapevolezza che dopotutto non è così male.