L’onda (Die Welle in tedesco) è un film del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dall’omonimo romanzo di Todd Strasser, a sua volta basato sull’esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), effettuato nel 1967 in California. Sulla base di questa vicenda, Todd Strasser scrisse il romanzo Die Welle (L’onda), che in Germania è diventato un classico della letteratura scolastica.
Jürgen Vogel interpreta il ruolo di un docente che, grazie a un esperimento sociale da lui stesso elaborato, vuole dimostrare alla sua classe come nascono i regimi autoritari. Gli studenti partecipano al movimento da lui guidato e basato sulla disciplina e sullo spirito di solidarietà: l’onda.
Il film non è il primo a raccontare un esperimento sociale condotto negli Stati Uniti attraverso le dinamiche di un gioco d’azione. Ad esempio il film The Experiment – Cercasi cavie umane (2001) di Oliver Hirschbiegel si basa sull’esperimento carcerario di Stanford il quale ha riprodotto un carcere all’interno del campus a cura di Philip Zimbardo. Il film è disponibile sulla piattaforma streaming Prime Video.

L’onda – Trama
In vista della settimana a tema, Rainer Wenger (Jürgen Vogel), insegnante di storia e allenatore di pallanuoto di una scuola superiore tedesca, affronta il tema dell’autocrazia, benché egli avrebbe preferito quello dell’anarchia, più vicino ai suoi ideali. Gli studenti, inizialmente annoiati dall’argomento, non credono che una nuova dittatura possa essere instaurata nella moderna Germania, poiché la gente ha imparato dagli orrori del regime nazista. L’insegnante decide, allora, di organizzare un esperimento, in modo tale da dimostrare ai propri allievi come le masse possano essere manipolate.
L’esperimento suscita un notevole interesse tra gli studenti, in particolare i fidanzati Marco (Max Riemelt, ha avuto un ruolo nel film Le assaggiatrici) e Karo (Jennifer Ulrich) (il ragazzo, infatti, non sopporta i comportamenti della madre che frequenta uomini molto giovani, mentre la ragazza crede che la sua famiglia non educhi abbastanza il fratello minore) e Tim (Frederick Lau), uno studente fino ad allora emarginato.
Tuttavia, prima che se ne possa rendere conto, presto l’esperimento gli scappa di mano e Wagner fa di tutto per tentare di ristabilire l’ordine smantellando pezzo dopo pezzo l’esperimento. Non è facile, dal momento che diversi studenti si sono immedesimati così tanto nelle regole di questo movimento fittizio che arrivano quasi a commettere dei gesti deplorevoli, sulla falsariga del vero sistema totalitario nazista.

L’onda – Recensione
Il film di Gansel non è da intendere esclusivamente come una pellicola da far mostrare negli istituti scolastici bensì è un’opera che sfugge da una narrazione classica. Nonostante la costruzione dei personaggi risulta leggermente debole, il film colpisce per la sua capacità di mostrare allo spettatore cosa si nasconde dietro l’organizzazione di un sistema totalitario e di quanto esso, se guidato da un leader carismatico, possa soggiogare le masse e manipolare le loro menti, soprattutto quelle dei più giovani che risultano maggiormente esposti. Non è un caso, infatti, il fenomeno dilagante delle chat online in cui si inneggia alle autocrazie, e i fatti di cronaca ci dimostrano quanto sia facile, purtroppo, compiere gesti deplorevoli nella quotidianità.
L’onda si prende anche il merito di analizzare il rapporto complesso che intercorre fra la nuova generazione tedesca e la memoria storica del loro passato, non a caso sfruttando uno degli esempi di regime dittatoriale più lampanti del XX secolo. Fin dall’inizio, quando Wagner avanza la proposta ai suoi allievi, ci sono delle reazioni contrastanti tra cui «Oh no, ancora con la storia del Terzo Reich», che diventa l’emblema della pigrizia e della noncuranza della verità della storia.
Da un punto di vista tecnico, lo stile narrativo coinvolge lo spettatore negli eventi attraverso una progressione lineare della vicenda. L’onda accosta situazioni analoghe vissute da personaggi diversi, come il momento in cui gli studenti rientrano a casa dai genitori e raccontano ciò che hanno fatto a scuola: il montaggio consecutivo di queste scene evidenzia come una stessa giornata possa essere interpretata attraverso prospettive differenti.
La narrazione adotta prevalentemente un punto di vista esterno, ma in alcune sequenze il film assume la prospettiva di specifici personaggi, seguendo Karo durante le notti trascorse a scuola e Wenger nel momento in cui viene prelevato e portato via.

Curiosità sulla visione di Gansel
Secondo il regista tedesco, molti studenti rifiutano di confrontarsi continuamente con il tema del nazionalsocialismo. La sua rilettura dell’esperimento ambientato nella Germania contemporanea si distanzia da quello realizzato negli Stati Uniti negli anni Settanta, quando gli studenti americani reagivano con stupore davanti alla domanda su come fosse stato possibile arrivare alla creazione dei campi di concentramento. Il nucleo del ragionamento di Gansel è proprio questo: l’approfondimento dei meccanismi del nazismo può generare l’illusione di esserne immuni.
Nel corso della realizzazione del film, Gansel ha riflettuto su come la partecipazione a dinamiche di questo tipo possa assumere una natura apparentemente “apolitica”. A suo avviso, il bisogno di appartenere a un gruppo è universale quanto necessario. In questa prospettiva, anche movimenti giovanili contemporanei, come quelli no-global, possono funzionare in modo analogo a L’Onda, poiché condividono le stesse dinamiche di aggregazione collettiva.
Conclusioni
Nonostante qualche limite relegato alla costruzione dei personaggi, L’onda mostra perfettamente il modo in cui può nascere una dittatura e riesce anche a far riflettere sulla necessità sempre più urgente di sensibilizzare su certe tematiche. A maggior ragione oggi, poiché viviamo un tempo in cui la pace e le democrazie sono messe duramente a repentaglio dai conflitti e dalle tensioni sociali sparse in tutto il mondo.
