NewsMartin Scorsese e l’IA, continua la polemica: “Tradimento del cinema”

Martin Scorsese e l’IA, continua la polemica: “Tradimento del cinema”

Le recenti dichiarazioni di Martin Scorsese (Quei bravi ragazzi, Taxi Driver) a favore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel processo creativo cinematografico stanno facendo discutere Hollywood. A innescare la polemica è stata la sua nuova collaborazione con Black Forest Labs, azienda specializzata in strumenti di IA generativa, di cui il regista è diventato consulente.

A reagire duramente è stata l’Art Directors Guild, il sindacato che rappresenta direttori artistici, scenografi, illustratori e designer dell’industria audiovisiva. In un comunicato ufficiale, l’organizzazione ha definito la scelta del regista un “tradimento della natura collaborativa del cinema”.

Secondo il sindacato, promuovere strumenti di IA per la creazione di storyboard e concept visivi rischia di sostituire il lavoro di professionisti che da decenni collaborano con i registi per dare forma alle loro idee sullo schermo.

Il dibattito sull’intelligenza artificiale divide Hollywood

La critica nasce da un video promozionale di Black Forest Labs in cui Scorsese presenta Flux, una piattaforma di IA generativa pensata per aiutare i filmmaker a visualizzare rapidamente scene e storyboard durante la fase di pre-produzione.

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Il regista ha spiegato di vedere la tecnologia come uno strumento utile per comunicare in modo più immediato le proprie idee al team creativo, citando anche precedenti innovazioni adottate nei suoi film, come il 3D in Hugo Cabret e il ringiovanimento digitale utilizzato in The Irishman.

Per l’Art Directors Guild, però, il problema va oltre la semplice innovazione tecnologica. L’associazione sostiene infatti che molti sistemi di IA generativa siano addestrati utilizzando opere protette da copyright senza il consenso degli autori, mettendo a rischio il lavoro di artisti e creativi.

La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito che da mesi attraversa Hollywood, dove il ruolo dell’intelligenza artificiale continua a dividere professionisti, sindacati e grandi studi. E le parole di uno dei registi più influenti della storia del cinema non potevano che amplificare ulteriormente la discussione.

Angela Pangallo
Angela Pangallo
Cresciuta tra i supereroi Marvel e le atmosfere del cinema indipendente newyorkese. Appassionata di narrazioni potenti e originali, amo esplorare il confronto tra le grandi produzioni hollywoodiane e le voci più intime e innovative del cinema d’autore. Cerco storie che lasciano il segno e parole per raccontarle.

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