Ormai da più di due anni l’intelligenza artificiale sembra essere il tema centrale delle nostre discussioni, e il mondo dell’arte e dell’industria cinematografica non è certamente avulso da questo. La compagnia di intrattenimento statunitense Lionsgate (Lions Gate Entertainment) e la società di ricerca sull’IA Runway AI, specializzata nella generazione di video, hanno da poco annunciato una collaborazione che rivoluzionerà l’industria (sicuramente i prodotti della Lionsgate).
C’è chi pensa che l’I.A. (usando il suo più diffuso acronimo italiano) distruggerà la creatività, c’è chi pensa che porterà a un miglioramento. Il tema è sicuramente divisivo, ma ciò che è certo e che è un processo inarrestabile.

La partnership tra Lionsgate e Runway: un modello personalizzato
L’accordo tra le due aziende consisterebbe nell’addestramento di un modello di intelligenza artificiale personalizzato sulla libreria dei prodotti della Lionsgate, che, secondo quanto dichiarato dalle parti, sembrerebbe poter aiutare i creativi a velocizzare il loro lavoro, a migliorarlo e a ridurre i costi di produzione.
Questa è la prima collaborazione tra Runway e uno studio di Hollywood. La Lionsgate è conosciuta per franchise come John Wick e Hunger Games e potrebbero essere proprio i prodotti favoriti per l’addestramento.
Il vicepresidente di Lionsgate, Michael Burns, ha dichiarato: “Diversi dei nostri registi sono già entusiasti delle potenziali applicazioni di questa tecnologia nei loro processi di pre-produzione e post-produzione. Vediamo l’IA come un ottimo strumento per potenziare, migliorare e integrare le nostre operazioni attuali”.
“La storia dell’arte è la storia della tecnologia e questi nuovi modelli fanno parte dei nostri continui sforzi per costruire mezzi trasformativi per l’espressione artistica e creativa”, ha affermato Cristóbal Valenzuela, co-fondatore e CEO di Runway. “Le migliori storie devono ancora essere raccontate”.
Cinema e IA: la tutela per gli attori
Il governatore della California, Gavin Newsom, ha firmato due leggi sostenute da SAG-AFTRA, che concedono agli individui un maggiore controllo sull’uso della loro voce e immagine. Queste leggi sono molto importanti dopo lo sciopero degli attori del 2023, in cui i performer chiedevano maggiore tutela per la loro immagine.
La legge AB 2602 richiede il consenso informato da parte dei performer prima dell’uso specificato di repliche digitali della loro voce o immagine in sostituzione di servizi reali.
La legge AB 1836 fornisce aggiornate protezioni ai diritti di voce e immagine dei performer deceduti. Questa legge proibisce l’uso delle loro voci o immagini in repliche digitali senza il consenso preventivo da parte degli eredi.

L’IA distruggerà la creatività o la aiuterà?
Quella dell’I.A. in ambito artistico è una questione complessa e divisiva. Una questione che porta con sé diverse domande sul futuro della creatività e degli artisti. Ricordiamo anche lo sciopero degli sceneggiatori dell’anno scorso.
Lo scetticismo di molti ricorda un po’ quello dei pittori quando si spaventarono dopo la nascita della fotografia. Un altro esempio sono i musicisti che temevano che i sintetizzatori avrebbero sostituito le orchestre. L’intelligenza artificiale sarà quindi un supporto alla creatività umana, o vedremo dei film diretti e interpretati da macchine?
C’è chi pensa che finirà per sostituire tutte le figure creative dietro e davanti la macchina da presa. C’è invece chi pensa che sostituirà il lato tecnico, rendendo quindi un film facilmente realizzabile per chi ha molte idee ma pochi fondi. Come andrà lo staremo a vedere, fatto sta che la Lionsgate non ha intenzione di perdere l’occasione.

