L’appartamento: tra comicità e solitudine

L’appartamento è uno dei tanti capolavori del maestro del cinema e della comicità Billy Wilder. La pellicola è uscita nel 1960 e ha ricevuto numerose candidature ai premi più prestigiosi, vincendo l’Oscar in cinque categorie: miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio e miglior scenografia. I protagonisti sono Jack Lemmon (Prima Pagina) e Shirley MacLaine. Wilder con questo film riesce a dimostrare la sua maestria nel districarsi nei generi più disparati.

L’appartamento è una commedia in cui la risata è genuina e amara. La sceneggiatura riesce ad essere poetica e allo stesso tempo drammatica, sentimentale e comica. Jack Lemmon incarna il collega, o meglio, l’essere umano che chiunque vorrebbe incontrare nella propria vita, capace di unire nel proprio personaggio, goffaggine, tenerezza e profonda umanità. Shirley MacLaine, dal canto suo, dà vita a una donna che si consuma per amore, restituendoci un personaggio di disarmante autenticità, fragile ma dignitosa e incredibilmente reale. L’appartamento possiede tutti gli elementi per entrare, a pieno diritto, nella storia del cinema.

Jack Lemmon e Shirley MacLaine

L’appartamento: Trama

C.C. Baxter (Jack Lemmon) lavora come contabile in una grande compagnia assicurativa, un impiego rispettabile, ma sufficiente appena a coprire l’affitto del suo modesto appartamento. Per cercare di migliorare la propria posizione, più che per reale necessità economica, mette in piedi un ingegnoso sistema, concedendo il suo appartamento ai dirigenti dell’azienda per le loro scappatelle, nella speranza di ottenere favori e avanzamenti di carriera. Baxter, però, finisce per diventare prigioniero della sua stessa invenzione.

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Costretto a vivere quasi sempre fuori casa, passa le serate su una panchina o in ufficio, e spesso deve abbandonare il proprio appartamento all’ultimo minuto, svegliato nel cuore della notte dalla telefonata di qualche collega. Quello che doveva essere un astuto stratagemma per fare carriera si trasforma così in una gabbia, fatta di solitudine, compromessi e rinunce. Ma dopo gli infiniti sacrifici, riesce ad avere una promozione, che però rischia di perdere a causa di una donna, Fran Kubelik (Shirley MacLaine) di cui si innamora follemente. La situazione si fa ancora più amara quando scopre che Fran è innamorata di Jeff D. Sheldrake (Fred MacMurray), il capo del personale. Il film, attraverso una brillante catena di equivoci, in particolare con i vicini che lo credono un Don Giovanni, sprigiona tutta la sua irresistibile comicità.

L'appartamento

L’appartamento: Recensione

Saresti pronto a rinunciare al tuo spazio privato, alla tua libertà e a un po’ della tua identità pur di avere una promozione? Pur di scalare quelle tanto agognate gerarchie sociali e salire ai piani superiori? Billy Wilder, attraverso una penna intelligente e tragicomica ci catapulta nella vita di C.C. Baxter, un impiegato che rinuncia alla tranquillità ma non alla dignità.

Baxter lavora in una grande compagnia assicurativa. Colpiscono le inquadrature di un enorme piano uffici in cui centinaia di impiegati lavorano a testa bassa, come ingranaggi di una macchina molto più grande. Le mani si muovono in modo sincronizzato sui tasti delle macchine da scrivere, mentre lunghe file di scrivanie e di lampade si susseguono una dopo l’altra, creando l’impressione di uno spazio quasi infinito e impersonale. Questa scelta visiva sottolinea la monotonia del lavoro e la condizione degli impiegati, ridotti a piccole parti di un sistema burocratico enorme. Wilder, che usa la sceneggiatura non solo come semplice ingranaggio creativo, ma come una vera e propria macchina di critica sociale, in questa pellicola si focalizza sull’opportunismo, la solitudine e i compromessi della carriera, mascherandoli sotto un’esilarante script e una commovente storia d’amore.

C. C. Baxter è un personaggio tragicomico. È un uomo che finisce spesso in situazioni assurde e imbarazzanti, ma dietro questi momenti comici si nasconde una condizione più amara. Baxter viene schiacciato da persone che lo sfruttano e lo usano per i propri scopi. È profondamente solo e per questo si aggrappa al lavoro, cercando nel mondo professionale un senso e una possibilità di riconoscimento. Una solitudine che viene resa perfettamente da una ragazza incontrata da Baxter la Vigilia di Natale, quando gli confessa con un filo di malinconia: “Notti come questa fanno un po’ paura, soprattutto quando torni a casa e trovi l’appartamento vuoto”.

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L'appartamento

Un amore che salva

Billy Wilder fonde con grande abilità tragedia e comicità all’interno di una storia d’amore segnata da delusioni e continui colpi di scena. Fran Kubelik è una giovane donna vulnerabile, presa in giro da un uomo che non ha alcun rispetto per i suoi sentimenti e che finisce per trattarla come un semplice oggetto. Il gesto che la spinge a tentare il suicidio è una banconota da cento euro ricevuta come regalo di Natale, un simbolo crudele che riduce la loro relazione a qualcosa di puramente materiale, cancellando ogni illusione di vero affetto. Ma Baxter riuscirà, grazie alla sua dolcezza, alla sua autenticità e alla sincerità dei suoi sentimenti, a farsi notare.

Jack Lemmon costruisce un personaggio immediatamente amabile, ingenuo, semplice e profondamente affettuoso. Proprio per questo le situazioni in cui si trova risultano ancora più comiche e allo stesso tempo più amare. È una figura che ricorda quella di Charlie Chaplin, una maschera capace di far sorridere e, nello stesso momento, di suscitare una sottile malinconia.

Wilder così crea una delle sue opere meglio riuscite e ancora ricordate ai giorni nostri.

L'appartamento

Conclusione

Con L’appartamento, Billy Wilder scrive e dirige una storia che mette insieme tragedia, comicità e critica sociale. Il regista unisce un cast di eccezionale professionalità, in grado di costruire dei personaggi memorabili, che restano impressi sul grande schermo e continuano a risultare sorprendentemente attuali anche a distanza di oltre sessantacinque anni.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Comicità, amore e critica sociale.
Cristian Bucolo
Cristian Bucolo
Adoro il cinema e la scrittura. Ho sempre sognato di innamorarmi ballando il tip-tap, fare viaggi interstellari, cercare tesori dell’Antico Egitto o viaggiare nel tempo. Ho pensato che non avrei mai provato l’emozione di queste esperienze, ma poi ho scoperto la settima arte e la recitazione. Adoro i film di Damien Chazelle, la comicità nelle sceneggiature di Billy Wilder e mi affascinano le pellicole di John Huston. Credo che il cinema possa farti guardare il mondo da un’altra prospettiva e scrivendo vorrei poter contribuire a diffondere questa visione.

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