CapolavoriParla con lei di Pedro Almodovar

Parla con lei di Pedro Almodovar

Vent’anni fa, Parla con lei, uno dei più bei film di Pedro Almodovar, vinceva il premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Oltre al più alto riconoscimento cinematografico, la pellicola del cineasta madrileno, ha ricevuto anche una candidatura per la miglior regia, insieme alla vittoria del Golden Globe per il miglior film straniero. Parla con lei, è uno dei più sinceri e intensi melodrammi di Pedro Almodovar, che ancora oggi a distanza del tempo mantiene la sua aurea di perfezione, nella scrittura cinematografica. E’ una storia dalle struggenti emozioni, che narra di una forte amicizia maschile tra due personalità tormentate che attendono il risveglio delle loro amate dal coma. Una sceneggiatura difficile, complessa con dei toni talvolta grotteschi e surreali, che rendono la pellicola un autentico dramma sentimentale, ma soprattutto un autentico capolavoro della storia del cinema.

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Rosario Flores in Parla con lei
Javier Camara, Leonor Watling, Dario Grandinetti e Rosario Flores in un frame del film

Parla con lei: il cast

Parla con lei è interpretato dall’attore spagnolo Javier Camara, che è l’infermiere Benigno Martin. Il suo personaggio è chiamato così proprio in onore di Roberto Benigni, a cui Pedro Almodovar inizialmente, e fortemente voleva affidare il ruolo. Nei panni del giornalista Marco Zuluaga, troviamo l’argentino Dario Grandinetti. Completano il cast la bellissima Leonor Watling nei panni di Alicia, Rosario Flores che interpreta la torera Lydia e Geraldine Chaplin nelle vesti della maestra di ballo di Alicia, Katerina Bilova.

Javier Camara e Dario Grandinetti
Javier Camara e Dario Grandinetti in un frame del film

Parla con lei: trama

Alicia è in coma. A prendersi cura di lei è un amorevole infermiere, Benigno Martin, che però nasconde un segreto. L’uomo veglia su di lei con costante dedizione da quattro anni. Marco Zuluaga è un giornalista che si occupa di guide turistiche, ed è innamorato di Lydia, una torera. Durante una corrida, la donna viene ferita gravemente dal toro in un voluto tentativo di suicidio, e finisce in coma. Mentre la assiste, Marco fa la conoscenza di Benigno. E’ l’inizio di una grande e rara amicizia fra i due, spesso segnata dalle divergenze di vedute sull’approccio alle loro donne. Ma il destino e alcuni scottanti segreti in nome dell’amore che Benigno ha per Alicia, faranno precipitare gli eventi. 

Parla con lei
Geraldine Chaplin e Leonor Watling in un frame del film

Parla con lei: recensione

Parla con lei è una stupefacente piega che prende il regista iberico con un differente corso della sua filmografia. Non più provocatorio e irriverente come tutto il suo cinema negli anni 80′ e 90′, alla Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Ma si parte da un nuovo taglio decisamente melodrammatico e malinconico, che già aveva preso piede con il suo precedente lavoro, Tutto su mia madre, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero. Ma forse un primo indizio era già evidente nella svolta noir del suo cinema con Carne Tremula (1997) con protagonisti Francesca Neri e Javier Bardem.

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Si parla di donne, ma soprattutto di uomini, legati da un nuovo modo di concepire l’amore e di amare. Alicia non appartiene a Benigno, ma per lui è come se fosse parte di qualcosa più grande. Un incidente in un giorno di pioggia la manda in coma, così come un’altra tragedia in un giorno di sole spedisce Lydia in un analogo destino. Le donne non parlano, ma ascoltano quello che per gli uomini intorno a loro, da segreto inconfessabile diventa verità innominabile.

Leonor Watling
Leonor Watling in un frame del film

Il cinema muto e la danza sono l’essenza di Parla con lei 

In un certo senso, Benigno inizia a vivere la vita della donna con amore e candida dedizione. Fa tutto quello che Alicia faceva quando poteva vivere pienamente la sua vita. Va a vedere i balletti e tutto il cinema muto alla Cineteca. In quest’ultimo caso sarà proprio una pellicola, Amante Calante, che determinerà la sua catarsi e il suo avvicinarsi ad Alicia, nel corpo, dopo la sua anima. Marco invece piange spesso, si emoziona durante gli spettacoli, e si commuove davanti alla sua Lydia, perennemente immobile.

Questo perché non può raccontare alla donna determinate cose. La bellezza di ciò che accade non può essere narrata, e questo fa scendere più di una volta le lacrime dell’uomo. Benigno gli ripete spesso: Parla con lei, raccontale tutto. Marco è incredulo, non può accettare tutto questo. Perchè per lui quella vita non è tale, perchè quando le parla, non può esprimere assenso o dissenso. Mentre Benigno risponde: Come puoi esserne così sicuro?

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Il dilemma etico pervade tutta la pellicola, a parlare sono solo gli uomini resi come parte attiva e le donne parte inconsapevole e passive perchè private della loro dignitosa esistenza.

Leonor Watling, Dario Grandinetti e Javier Camara
Dario Grandinetti, Javier Camara e Leonor Watling in un frame del film

La razionalità e l’irrazionalità nella vita dei due uomini

Tanto metodico, calmo e misurato nei modi è Marco, tanto più Benigno è estroso, stravagante e giocoso. Marco è scettico sulla percezione di Lydia della sua presenza e del suo sentire, mentre Benigno insiste sulla linea del dialogo. Il giornalista fatica a comprendere il ragionamento del suo amico infermiere, che sceglie una via più semplice di approccio alle cose.

Ma questa semplicità non potrà portare cose buone nel corso del tempo, perché quella di Alicia non è vita e soprattutto non è pensiero. Mentre Marco apprenderà una scomoda verità dal vecchio fidanzato di Lydia, Benigno dovrà affrontare le conseguenze di un suo insano gesto. L’epilogo ribalterà ruoli ed equilibri in maniera drammatica e sorprendente, generando in parallelo morte, rinascita e una nuova consapevolezza.  

Pedro Almodovar e Leonor Watling in Parla con lei
Pedro Almodovar celebra l’Oscar vinto per la migliore sceneggiatura originale di Parla con lei in compagnia di Leonor Watling

Le musiche di Caetano Veloso e Pina Bausch 

La pellicola ha la sua apertura e chiusura con la rappresentazione teatrale della Mazorca Fogo, di Pina Bausch. Per tutto il film si ha la sensazione che i protagonisti affrontino un destino traballante e incerto. Le lacrime continuano a scendere in più momenti, e la reinterpretazione di Caetano Veloso di Cucurrucucú Paloma fa tutto il resto. Marco piange intensamente nell’ascoltare la vibrante melodia di queste note, sapendo che la non condivisione genera l’assuefazione emotiva  

Dalla morte emerge la vita, così afferma la maestra di ballo nelle note danzanti che avvolgono tutta la pellicola. La stessa apertura parla di vita e così la sua conclusione, così malinconica, sommessa e al tempo stesso brulicante di una forza energica che si fa bellezza. Parla con lei è uno dei melodrammi europei più importanti del nuovo secolo, e rappresenta la vetta artistica raggiunta dal cinema del regista spagnolo. Inoltre, ha rappresentato la sua definitiva consacrazione oltreoceano con una pellicola dal riconosciuto linguaggio universale.

Il trailer

 

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Pedro Almodovar dirige quello che è il suo film più bello e struggente. Un melodramma dal linguaggio universale immerso tra le note di Pina Bausch e Caetano Veloso, e premiato con l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale.
Redazione
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