mercoledì, 21 Aprile, 2021
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The Impossible la Recensione del film con Naomi Watts

La storia vera di una famiglia che nel 2004 dovette affrontare uno tsunami di proporzioni devastanti nel Sud Est Asiatico. The Impossible racconta i fatti di quella tragedia attraverso un incredibile impatto visuale ed emotivo

The Impossible – la Recensione del film con Naomi Watts, Ewan Mcfregor e Tom Holland sulla famiglia che affrontò lo tsunami che si scatenò nel Sud Est Asiatico il 26 dicembre del 2004

Era il 26 dicembre 2004 quando l’Oceano Indiano fu sconvolto dal più grande maremoto della storia moderna. Lo tsunami uccise 23 mila persone in varie regioni del Sud Est Asiatico, tra Thailandia, India, Indonesia, Maldive. Ebbe un impatto talmente forte che l’onda d’urto arrivò persino alle coste del Kenya e della Somalia.

Tutti ci ricordiamo dello tsunami del 2004. Forse però non tutti conoscono la storia di Maria Belón e il marito Quique Alvarez, una coppia spagnola che risiedeva in Giappone ed era andata in vacanza in Thailandia per il Natale insieme ai tre figli Lucas, Tomás, Simón.

The Impossible la Recensione del film con Naomi Watts

The Impossible un film tratto da una storia vera

The Impossible racconta la loro storia. Scritto dallo sceneggiatore spagnolo Sergio G. Sanchez, che sentì la storia della famiglia alla radio e fu così interessato da poi lavorare a stretto contatto con Maria Belon, il film è diretto da Juan Antonio Bayona, che nel 2007 si fece conoscere internazionalmente con l’horror The Orphanage, scritto dallo stesso Sanchez e ha poi continuato la sua carriera con Sette minuti dopo la mezzanotte.

Bayona con The impossible ha cominciato così la sua carriera internazionale, che nel 2018 è approdata al franchise di Jurassic World, con il sequel Il regno distrutto.

The Impossible la Recensione del film con Naomi Watts

The Impossible la trama del film sulla violenza dello tsunami

Maria Bennett (interpretata da una magnifica Naomi Watts, scelta appositamente dalla Belon, in quanto sua attrice preferita) è un medico in vacanza in Thailandia con il marito (Ewan McGregor) e i tre figli. Dopo la prima violentissima ondata dello tsunami, Maria viene separata dal marito e dai figli. Quando riemerge, vede solo il figlio grande, Lucas (un Tom Holland giovanissimo, prima del successo di Spiderman). Farà di tutto per non lasciarlo solo, nonostante sia ferita gravemente e quasi in fin di vita.

The Impossible la Recensione del film con Naomi Watts

La recensione del film dall’incredibile impatto visivo

La prima mezz’ora di The Impossible possiede una incredibile forza d’impatto visivo ed emotivo. Il momento dell’onda che travolge e distrugge tutto quello che incontra fa sobbalzare sulla sedia, e i momenti successivi, visti dalla prospettiva di Maria, che, trascinata dalla corrente, tenta di recuperare il figlio, creano un groppo in gola allo spettatore che si scioglie solo dopo svariati minuti dopo.

Tutta la sequenza di madre e figlio soli nella natura avversa è un capolavoro di tensione, che esemplifica perfettamente il terrore e la piccolezza dell’uomo a confronto con la potenza e la distruttività della natura. La paura costante è infatti per l’arrivo di un’altra onda, che nelle condizioni in cui si trovano madre e figlio, può essere fatale.

Quando poi, poco prima di metà del film, madre e figlio vengono recuperati, la tensione inevitabilmente decresce. A quel punto, The Impossible diventa un’epopea famigliare, tenuta insieme dal punto interrogativo se le due metà separate della famiglia si rivedranno (come è accennato dall’allegoria iniziale delle lanterne, di cui quella lanciata in aria dai bambini si allontana dal resto del gruppo).

Essendo un film Hollywoodiano, la risposta è scontata. E per quanto i conflitti famigliari siano in effetti strutturati in maniera emotivamente forte, sullo sfondo di questa tragedia collettiva, il film inevitabilmente si appiattisce dopo un inizio talmente travolgente (letteralmente!). E purtroppo narrativamente c’è poco da fare.

tsunami

Quando si adopera un materiale tratto da una storia vera, le concessioni narrative che si possono fare, soprattutto se la storia è così recente e i protagonisti sono tutti vivi, sono ben poche. La storia inizia con lo tsunami, quindi il film deve iniziare con lo tsunami. E questo, da un punto di vista narrativo, vuol dire che il film inizia con il climax, il momento più emotivamente complesso e atteso che è sempre alla fine di una storia.

È inevitabile, almeno che non avessero deciso di farne una narrazione retroattiva, andandolo quindi a collocare al suo posto narrativamente naturale, ovvero alla fine, ma sarebbe stata una narrazione forse troppo complessa per un film classicamente drammatico come questo.

The Impossible la Recensione del film con Naomi Watts

È sia una benedizione che un peccato. Da una parte si ha un inizio di estremo impatto, che lascia il segno e cattura immediatamente lo spettatore. Dall’altro, l’inizio è quasi l’unica cosa che si ricorda dopo la visione, e va ad eclissare tutto il resto della tensione drammatica. L’altro problema del film è anch’esso in nuce all’idea.

Unico film di popolarità mondiale sullo tsunami, che ha coinvolto famiglie indiane, indonesiane, thailandesi, maldiviane, e la storia raccontata è su una famiglia di bianchi ricchi e acculturati. A guardare il film, con i locali che aiutano il più possibile questa famiglia bianca a rimettersi in sesto e a ritrovarsi, non si può fare a meno di essere un po’ a disagio. Anche in una storia non nostra, l’occidente trova un modo per mettersi sotto ai riflettori.

storia vera

È comunque, indiscutibilmente, una bella storia. E gli attori fanno un lavoro eccezionale, specialmente Naomi Watts, non a caso nominata agli Oscar, e il giovane Tom Holland, che all’epoca, nel 2012, aveva 16 anni. Ewan McGregor, invece, nel ruolo del marito, patateggia come suo solito. In un breve cameo partecipa anche Geraldine Chaplin, nipote del grande Charlie Chaplin

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni
Marianna Cortese
Attualmente laureanda in Lettere Moderne, ho sempre avuto un appetito eclettico nei confronti del cinema, fin da quando da bambina divoravo il Dizionario del Mereghetti. Da allora ho voluto combinare cinema e scrittura nei modi più diversi e ho trangugiato di tutto: da Kim Ki-Duk a Noah Baumbach, da Pedro Almodovar a Alberto Lattuada. E non sono ancora sazia.

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