martedì, 26 Ottobre, 2021

Sex Education, la terza stagione è rivoluzionaria

Sex Education è una serie TV Netflix la cui prima stagione è uscita nel 2019. La serie è britannica ed è stata creata da Laurie Nunn. Con il tempo è diventata una delle più popolari e viste su Netflix. Con enorme impazienza, alla conclusione della seconda stagione, i fan hanno atteso la terza stagione. È uscita il 17 Settembre 2021 su Netflix e disponibile in tutti i paesi.

In Italia, le pubblicità della serie hanno destato alcune polemiche. Riguardo ai poster della serie che si trovano a Milano, in particolar modo, che ritraggono della frutta che allude agli organi genitali. Si sono indignati alcuni cittadini e anche membri della politica. Come riporta la Repubblica, Fratelli d’Italia si è scagliato contro i poster, secondo Barbara Mazzali:”Sono immagini che giocano su un’ambiguità con vari frutti che alludono alle forme delle parti intime maschili e femminili”. Anche Giorgia Meloni ha mostrato il suo disappunto. Le pubblicità sono di proposito molto ambigue e vi sono state diverse proteste, cosa che ovviamente ha incrementato il successo di Sex Education visto che è sulla bocca di tutti. Anche questi poster mostrano la volontà, fondamentale dietro la produzione della serie, di fare parlare di argomenti considerati scomodi.

Infatti, il protagonista è Otis, interpretato da Asa Butterfield, che è figlio di una sessuologa, il cui ruolo è affidato alla già famosa Gillan Anderson. La serie analizza le problematiche adolescenziali soprattutto riguardo al rapporto con il proprio corpo e il sesso, in una società spesso piena di tabù su questi argomenti. Soprattutto tra le mura scolastiche. Con la nuova stagione, la serie ha continuato sulla stessa via.

Le prime due stagioni di Sex Education

Durante la prima stagione il rapporto tra Otis e una sua compagna di nome Maeve fa sì che grazie anche alle conoscenze che ha acquisito dalla madre inizi a fare a scuola una sorta di terapia anche per i suoi compagni. Presso dei bagni abbandonati avvengono una sorta di “confessioni” e consulti da parte di Otis che aiuta i suoi compagni a risolvere problemi con i propri partner o personali, comunque di natura sessuale. I ragazzi durante l’adolescenza sono infatti confusi riguardo a se stessi e all’universo del sesso, e la scuola non sembra aiutarli se non frenando ogni loro domanda.

Ecco perché una “sex education”, ovvero un aiuto che Otis e Maeve, che interpreta Emma MacKey, forniranno a tutti loro. Nel corso delle due stagioni conosciamo tanti altri personaggi, come Eric, interpretato da Ncuti Gatwa, che è il migliore amico di Otis. Oppure ancora, fondamentale specie per questa terza stagione, Adam, che vediamo interpretato da Connor Swindells.

Pur non essendo precisamente un teen drama, Sex Education approfondisce anche problemi sentimentali. Nelle prime stagioni il fil rouge di tutta la vicenda è il rapporto tra Otis e Maeve. Il primo si innamora subito di lei, ma come spesso accade stare insieme per i due diventa sempre impossibile. Gli ostacoli sono tanti: fraintendimenti, persone esterne, situazioni confuse. Alla fine della seconda stagione Otis trova il coraggio di parlare dei suoi sentimenti a Maeve, ma a causa dell’intervento di un altro personaggio lei non riceverà mai un messaggio che le ha registrato. Così si chiudeva la seconda stagione, tenendo gli spettatori con il fiato sospeso.

Sex Education

Sex Education e la critica al sistema scolastico

Un elemento ricorrente nelle prime due stagioni della serie era la critica alla scuola. Se occorre l’intervento di dei ragazzini per educare altri e aiutarli nel sesso, c’è un problema di fondo. Dove sono gli adulti? I genitori? Gli insegnanti? Alcuni professori effettivamente partecipano alla vita degli alunni e tengono molto anche a conoscere la loro vita privata, succede nella vita reale come nella serie. Tuttavia, a monte c’è un sistema che non aiuta.

All’inizio della terza stagione assistiamo a una rivoluzione in negativo, una nuova Preside che si prospetta come giovane, buona e aperta. Invece, il suo scopo sembra reprimere qualsiasi trasgressione e iniziativa presso il liceo, noto ormai come “scuola del sesso“. Non va imputato tutto ciò alla povera Dirigente, vi è infatti il rischio per la scuola di perdere i suoi fondi se non si attiene alla “pubblica decenza”.

In modo molto irriverente la vicenda allora si evolve mostrando una rivoluzione dei ragazzi, che si ribellano a un sistema troppo rigido e dannoso per tutti. La risposta al bisogno di educazione sessuale nella scuola sembrava infatti essere una promozione dell’astinenza, invece di informare i ragazzi sui rischi dei rapporti, fare spaventare loro a riguardo. La necessità di avere delle informazioni precise su tutto ciò che riguarda il sesso come effettiva “difesa” dai pericoli (senza tabù e silenzi) era già stava palesata dalla mamma di Otis nella seconda stagione. Proprio da questo Sex Education riparte:

Credo che ciò con cui abbiamo a che fare sia più un attacco di isteria collettiva da infezione venerea che una reale epidemia di clamidia. È impossibile contrarre questa infezione per via aerea, si trasmetto mediante lo scambio di secrezioni genitali durante il sesso non protetto. Tuttavia è la disinformazione riguardo a questa malattia a rappresentare un reale problema, è un disagio accompagnato sempre da vergogna e incomprensione ed è precisamente così che questo tipo di isteria si diffonde.

Sex Education

Un focus sull’evoluzione dei personaggi

Se nelle prime due stagioni Sex Education ha palesato chiaramente l’intenzione di ironizzare e sdoganare certe dinamiche, nella terza è stata incrementata l’introspezione dei personaggi. La seconda stagione aveva ad esempio trattato la molestia sessuale riguardo alle donne in maniera molto intensa, ma in questa la tematica si approfondisce molto. Viene palesato come se si viene molestati la vittima non abbia mai la colpa, cosa che in questi tempi di sempre diffusa victim blaming ha la sua importanza.

L’omofobia, tema altrettanto importante, viene approfondito descrivendo la vicenda di Adam. Un ragazzo che deve farsi forza e accettare chi è, cercando un miglioramento in se stesso. Ruby, poi, la più popolare della scuola, non è semplicemente un personaggio stereotipato, ma una persona che cambia e si evolve. La superficialità della classica bella, popolare e cattiva, la “mean girl” per antonomasia, non la ingabbia in un personaggio piatto.

Poi c’è Otis, il ragazzo da cui è partito tutto. Alla fine arriva a comprendere la radice vera di tutta la vicenda: ciò che rende Otis felice è aiutare il prossimo. La radice stessa della vicenda è l’utilità intrinseca della terapia: aiutare e sentirsi aiutati. Ciò che sembrava un semplice trucchetto di adolescenti per fare soldi, una goliardata, è qualcosa di molto più serio. Per quanto irriverente e spesso irrealistica, la serie ha mostrato la sua rivoluzione.

Silvia Argento
Laureata triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e copywriter, autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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