Giunge per gli abbonati Sky e Now, pronto per lo streaming, La riunione di condominio. Il film incorpora una vena tragicomica di eccesso tipica ispanica. Ad essa si incorpora però un equilibrio spaziale contenuto, entro cui deflagrano tensioni negli esili ottantotto minuti della durata. A firmare la regia Santiago Requejo, anche autore della sceneggiatura insieme a Raúl Barranco e Javier Lorenzo. La pellicola sorge a seguito del successo del cortometraggio “Votemos” dello stesso regista, che nel 2025 esplora le stesse premesse dando loro più ampio respiro. Dopo una distribuzione nelle sale – principalmente spagnole, limitatamente anche in quelle del resto del mondo – il lungometraggio arriva ora sulle piattaforme, offrendosi a una visione spensierata e d’intrattenimento.

La riunione di condominio: la trama
Chiunque malsopporta le riunioni di condominio. Ma l’incontro sembra non essere troppo problematico per gli abitanti di un condominio di Madrid, che agiscono affiatati e compatti. L’appuntamento è nella scalcagnata casa di Alberto (Raúl Fernández de Pablo), in procinto di affittare i suoi locali per trasferirsi altrove. Tra luci che si spengono, cali di elettricità e citofoni che non funzionano, il gruppo si raccoglie. Si discute in fretta l’ordine del giorno: cambiare l’ascensore per metterne uno nuovo. Tutti concordi, la soluzione non si fa attendere, e l’assemblea sembra essere pronta a sciogliersi. Almeno finché il proprietario dell’appartamento annuncia di aver trovato un affittuario, Joaquin (Pepe Carrasco), che sta giusto arrivando per firmare il contratto.
Tra l’entusiasmo generale e le felicitazioni, emerge però un dato. Senza farci troppo caso, Alberto dice che Joaquin è un suo collega affetto da una patologia psicologica. La quota giovane del gruppo composta da Nuria (Clara Lago) e Lucas (Christian Checa) prende le difese dell’uomo in arrivo, ma i più adulti del gruppo non sono concordi. Maite (Neus Sanz), Ricardo (Gonzalo de Castro), Lola (Charo Reina) e Fernando (Tito Valverde) non hanno dubbi: chi vorrebbe un matto per vicino? Incapaci di ragionare sul tema, snocciolano pregiudizi volti a sottolineare la potenziale pericolosità dell’individuo. Ma da quel dettaglio, inevitabilmente, nascerà una discussione su cui sarà impossibile sorvolare, e che farà emergere segreti e risentimenti.

La riunione di condominio: la recensione
Nel modo in cui si concede al suo pubblico, il film di Requejo offre un evidente impianto teatrale. Un tempo definito e lineare, una singola linea d’azione, un solo appartamento (e neppure per intero, ma quasi unicamente un salotto). Sono queste coordinate a definire l’unità di spazio, tempo e azione, la triade che il teatro storicamente incoraggia e agevola, per sua natura. Un assetto che ha segnato la storia del grande schermo con esempi ormai da manuale – uno su tutti, il Carnage di Roman Polanski. E che, risolutamente, lascia deflagrare al meglio le tensioni. Dinamica che in effetti, anche in La riunione di condominio, non tarda ad innescarsi.
Le premesse si aprono alla possibilità dell’empatia spettatoriale. Le corde che si toccano sono infatti quelle di situazioni reali, universalmente conosciute e universalmente percepite come frustranti. Esiste evento meno accattivante del trito e sofferto appuntamento tra condomini? Stupisce quasi, da questo punto di vista, l’iniziale pacifico equilibrio che traspare dall’ensemble dei protagonisti. Una bolla quasi inspiegabile; ma che, evidentemente, non tarda a scoppiare. E lo fa, come spesso accade in questo tipo di scrittura, rivelando le bassezze etico–morali dei protagonisti. Aprendo deliberatamente, in conseguenza, le porte all’antipatia del pubblico nei loro confronti.

La riunione di condominio: sette inquilini in cerca d’autore
Le possibilità narrative derivanti dal contesto si tramutano così in breve in una scrittura capace di generare antipatia nei confronti dei personaggi. Questi ultimi svelano la loro natura di ricettacoli di intolleranze, pregiudizi, semplificazioni; le stesse cui lo spettatore assiste ogni giorno. In primo luogo, certamente, verso quello stesso Joaquin da cui tutto ha inizio, alla luce dell’etichetta di “pazzo”. Ma è questa una dinamica che, nel giro di poco tempo, si riversa anche tra di loro, senza esclusione di colpi. Nessuno sembra potersi salvare dal giudizio dell’altro, in La riunione di condominio. Tra chi è troppo vecchio, chi troppo saccente, chi troppo giovane e ingenuo, o troppo instabile. Di ogni personaggio di leggono luci e ombre, ma dalla prospettiva dei vicini di casa che gli stanno intorno.
Certo è che questo tipo di impianto così marcatamente teatrale richiede, per sua natura, un livello di scrittura eccellente. In questo tipo di cornice narrativa, qualsiasi accenno di ripetitività o di andamento stagnante (rischio che talvolta in questo caso si sfiora) fa sì che il film si accosti pericolosamente al baratro della noia. Il modo in cui questa narrazione si declina in La riunione di condominio, a conti fatti, forse si addiceva in modo più calzante al corto da cui proviene. La lunga durata rischia di affaticare l’andamento, complice anche il temperamento tutto spagnolo dei personaggi che espone il fianco alle facili escandescenze. Nonostante alcuni pizzichi di ripetizione e una risoluzione non propriamente brillante, il film si lascia guardare agevolmente Anche se, forse, con un velo di rimpianto nei confronti del cortometraggio che è stato.

