La Mummia, dagli anni ’90 un cult intramontabile

La Mummia di Stephen Sommers è un film cult intramontabile che ha superato la prova del tempo e a distanza di vent'anni intrattiene e diverte come allora. Vediamo perché.

La Mummia, un film che a distanza di vent’anni funziona ancora

A distanza di vent’anni è giunto il momento di riflettere sul perché diversi film degli anni ’90 sono diventati cult e soprattutto dimostrano eternità -cinematograficamente parlando- e lungimiranza. Tra questi non si può non inserire La Mummia di Stephen Sommers del 1999 con protagonisti Brendan Fraser e il Premio Oscar Rachel Weisz. Difficile nel cinema di oggi trovare un’avventura che sia coinvolgente e spettacolare tanto quanto quella di Rick O’Connell e Evelyn Carnahan. Guardarla oggi significa constatarne la sua attualità, perché diverte oggi come allora grazie al suo mix godibilissimo di azione, horror, humor e commedia. Il successo del primo film ha generato due sequel, La mummia-Il Ritorno del 2001 e La Mummia- La tomba dell’Imperatore Dragone nel 2008, nonché il prequel Il Re Scorpione che, a sua volta, ha portato alla creazione di diversi sequel. Della riproposizione di Sommers del risveglio di un’antica mummia egizia portatrice di una terribile maledizione si possono tessere solo lodi, cosa che non si può dire del film omonimo di Alex Kurtzman del 2017 che ha tentato di rimodernare il mito.

La trama del film

Egitto, 1290 a.C. Il sacerdote Imhotep intrattiene una relazione segreta con l’amante del faraone Seti I, Anck-Su-Namun. Seti I scopre il loro amore, ma prima che possa vendicarsi lo uccidono. La donna si pugnala a morte, confidando nella resurrezione da parte di Imhotep, ma il sacerdote viene fermato prima della conclusione della cerimonia. La punizione inflittagli è terribile e come se non bastasse viene mummificato vivo. Un salto temporale ci porta nel 1923 dove Rick O’Connell, legionario un po’ furfante, si unisce alla bibliotecaria Evelyn e suo fratello Jonathan. I tre sono alla ricerca di un tesoro che secondo un’antica mappa dovrebbe trovarsi ad Hamunaptra, la Città dei Morti. Il guaio è che anche un gruppo di americani guidati da una vecchia conoscenza di Rick sono sulle tracce del tesoro. Tra varie ricerche e scavi, i tre risveglieranno la mummia di Imhotep e la maledizione che il sacerdote porta con sé.

la mummia

Un’avventura che non ci si stanca mai di vivere

La Mummia di Stephen Sommers è uno dei film che passa più spesso in televisione. Non manca chi borbotta riguardo al fatto che “passano sempre gli stessi film”, ma tantissimi altri spettatori non mancano mai all’appuntamento con un’avventura che non ci si stanca mai di vivere. Perché? La domanda è legittima. La risposta vale per il film di Sommers, come anche per Jurassic Park o Jumanjii, giusto per citare altri due intramontabili cult degli anni ’90. All’inizio il film vene concepito come un remake del classico del 1932 con Boris Karloff, ma durante la lavorazione Sommers diede un’impronta decisamente diversa e molto più in linea anche col decennio corrente. Gli anni ’90, lo sappiamo, sono pieni di fantascienza, azione, avventura e storie d’amore e quindi perché non far convergere tutti questi generi in un solo film? Ecco un possibile motivo per cui all’epoca La Mummia sbancò i botteghini e ancora oggi lo si guarda con affetto e nostalgia per un tipo di cinema che raramente si vede al giorno d’oggi. Il mix di generi attirò diversi tipi di pubblico e a condire il tutto c’era anche una buona dose di humor unito ad una comicità sempre sul pezzo. Inoltre, l’Egitto è una terra dal grande fascino e la riproduzione dello sfarzo e del senso estetico di questa civiltà non può non ammaliare. Secondo Brendan Fraser, recentemente intervistato, il motivo per cui il remake del film di Kurtzman non ha funzionato è perché mancava di divertimento ed era fin troppo horror. Non possiamo che concordare.

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La caratterizzazione dei personaggi

Questo è un altro punto da cui gli sceneggiatori di cinema d’avventura dovrebbero prendere esempio. Perché Evelyn, Jonathan, Ardeth Bey, Imhotep e anche i personaggi secondari li ricordiamo così nitidamente, al di là del numero di visioni del film? Perché la loro caratterizzazione è esemplare e non a caso il ruolo di Rick O’Connell è quello grazie al quale la carriera di Fraser è decollata. Da legionario furfante il cui interesse era rivolto solo a sé stesso si trasforma in un vero eroe. L’amore per Evelyn, naturalmente, ha contribuito al suo cambiamento. E’ il punto di riferimento per tutti quando la situazione si complica, anche degli americani che inizialmente gli erano ostili. Evelyn è una studiosa, una bibliotecaria con la passione per l’Egitto, ma nel momento del pericolo dimostra un inaspettato carattere che verrà sviluppato nel sequel. E che dire di Imhotep? Un villain sì spietato e pericoloso, ma innamorato a tal punto da risvegliarsi dalla morte per perseguire il suo primario obiettivo ovvero quello di riunirsi alla sua amata. Il background di ognuno è scritto perfettamente, ma la resa è dovuta anche alle performance attoriali. Mai sopra le righe e attinenti all’atmosfera misteriosa, pericolosa e a volte scanzonata del film.

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L’immortalità dell’intrattenimento

La Mummia di Stephen Sommers ha ancora una lunga vita davanti a sé. E’ un cult, un film della quale non ci stancheremo mai. Al di là dell’affetto che le generazioni nate negli anni ’90 conservano nei suoi confronti, cinematograficamente parlando funziona e continuerà a funzionare. Gli effetti speciali non sembrano essere invecchiati e anzi, se messi a paragone con alcuni dei film di genere contemporanei, sono addirittura migliori. Essendo stato pensato come un remake ha saputo fare quello che molte produzioni al giorno d’oggi non riescono ovvero prendere una storia già conosciuta, “svecchiarla” e dargli una personalità ben definita che si adattasse alla sua epoca. Quindi…lunga vita a La Mummia.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La Mummia di Stephen Sommers, a distanza di più di vent'anni, diverte e intrattiene come fosse uscito ieri nelle sale. Questo perché al suo interno è possibile trovare un felice matrimonio tra azione, fantascienza, mystery, commedia, amore e soprattutto avventura. L'incredibile caratterizzazione dei personaggi li rende indimenticabili. E' un cult assoluto degli anni '90, un film da cui si dovrebbe prendere esempio per il cinema d'avventura odierno.
Tiziana Panettieri
Tiziana Panettieri
E’ un amore di lunga data quello tra me e il cinema, cominciato con cult come Halloween, IT e L’Esorcista e alimentato negli anni con il meglio dell’horror e del cinema di genere. Ammetto, però, d’aver subìto il fascino del cinema asiatico, mediorientale e sudamericano. Sono onnivora, non mi precludo nulla senza aver prima provato.

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