Terrifier 2: verranno adottate misure a tutela degli spettatori?

Terrifier 2 sta seminando il panico tra gli spettatori americani. Per ora, come si sa, lo slasher horror è disponibile soltanto nelle sale statunitensi; pertanto, qualora si volesse partecipare alla visione anche in Italia, bisognerà attendere che l’opera esca su qualche piattaforma streaming.

Sono tante le persone che hanno dichiarato di aver lasciato la sala anzitempo. In tanti sono stati male fino ad arrivare al vomito. Ma com’è stata gestita questa faccenda? Damien Leone, scrittore e regista di Terrifier 2, si è dichiarato dispiaciuto per la notizia e le reazioni forti che la sua creazione avrebbe comportato.

Ha esternato la sua preoccupazione per le scene di uccisione che sono sparse nelle scene di uno dei film più chiacchierati del momento: il pubblico sa benissimo cosa attendersi (il primo capitolo risale al 2016) ma questa volta sembra che l’asticella sia stata alzata ulteriormente. Qui nasce il terrore per le reazioni del pubblico che ha talvolta dovuto chiamare in causa anche l’ambulanza.

terrifier 2

Leone ha detto di non volere che nessuno si senta male per un suo film. Il pensiero è nobile ma bisogna cercare di capire quali misure concrete verranno prese per far fronte a questa problematica; soprattutto considerando che, a fronte di un budget di 250.000 dollari, l’incasso si stabilizza (per ora) sul milione circa.

Per il breve tempo di programmazione è già un successo apprezzabilissimo. Le misure contenitive tuttavia, almeno per ora, non ci saranno e questo genera un pizzico di malcontento. Leone ha detto di pensarci bene prima di andare a vedere Terrifier 2 ma non ha proferito parola su cosa fare per evitare che la gente arrivi a vomitare in sala.

Si affida quindi al buonsenso dei suoi fan. Ha smentito tutte le voce che volevano questo fugare di notizie negative una velata strategia di marketing messa in piedi dalla produzione stessa, ma per ora non ci saranno grossi cambiamenti, né in fatto di programmazione cinematografica, né tanto meno sul fronte dei contenuti.

Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

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