Recensioni FilmLa collezionista – Rohmer diventa Rohmer

La collezionista – Rohmer diventa Rohmer

Non si può sempre definire il momento in cui la poetica di un regista si sostanzia salvo eccezioni, come per Éric Rohmer con La collezionista. Innanzitutto, si tratta del primo lungometraggio del regista francese distribuito in Italia, nonché del punto di svolta del ciclo dei racconti morali. Nel dispiegarsi di questa serie di sei film, quest’opera esce per terza nel 1967, ma idealmente occupa il quarto posto nell’ordine pensato dal regista. Realizzato in modo quasi spartano da Rohmer e dai suoi attori anche a causa delle ristrettezze economiche, contiene tutti gli elementi del cinema del regista. Non solo di quegli elementi che ricorreranno all’interno dei racconti morali, ma anche di motivi e luoghi che ritorneranno successivamente.

- Pubblicità -
La collezionista

La collezionista – trama e personaggi

Adrien (Patrick Bauchau) è un antiquario che si separa dalla fidanzata partita per Londra e si reca a Saint Tropez. È ospite in casa di un facoltoso amico assieme a Daniel (Daniel Pommereulle) e alla misteriosa Haydée (Haydée Politoff). Adrien si mostra subito molto diffidente nei confronti della ragazza, rispetto alla quale conduce un’esistenza diametralmente opposta. Quando presume che Haydée stia tentando di sedurlo, invita l’amico Daniel a intervenire. Quest’ultimo si dimostra in realtà divertito dalla particolare relazione sviluppatasi tra Adrien e Haydée.  Adrien, infatti, ritiene Haydée una collezionista di uomini e non intende entrare a far parte di questa collezione. Tuttavia, il rapporto tra i due nel corso del tempo si intensifica.

Il momento di svolta arriva quando Adrien incontra un facoltoso uomo d’affari statunitense, che ritiene possa fare al caso di Haydée. In realtà, la ragazza si dimostra non interessata all’uomo, rendendo il suo rapporto con Adrien ancora più complesso. Questi, infatti, si accorge di avere iniziato a nutrire dei sentimenti verso di lei. Parte per riportarla a Saint Tropez, dove spera che Daniel sia nel frattempo andato via. Ma in realtà Adrien non ha fatto i conti, innanzitutto, con la volontà della stessa Haydée. Si troverà così in una situazione inaspettata rispetto a quella che si era prefigurato.

La collezionista – la recensione

Ne La collezionista ricorrono tutti gli elementi che hanno caratterizzato la filmografia di Rohmer. Se altri film come L’amore il pomeriggio si sono rivelati più completi, è in questo che si compendia l’intero della sua opera. Il protagonista, come sempre un uomo all’interno dei racconti morali, muove da un atteggiamento di iniziale diffidenza nei confronti della donna che pensa intenzionata a sedurlo. Gli uomini rohmeriani evolvono dalla loro alterigia e superbia verso un amore quasi patetico. Adrien si sente moralmente superiore rispetto a quella che definisce con sprezzo come collezionista per poi scoprirsene irrimediabilmente innamorato. Nel momento in cui questi ammette l’innamoramento la storia stessa svanisce. Un tratto tipico degli uomini in queste storie: rifiutano e fuggono l’amore, fino a che non finisce per esplodere in loro fragorosamente. Ma l’esplosione è così fragorosa da essere irrilevante ai fini della storia. Non c’è un classico lieto fine nei racconti di Rohmer.

Il film contiene tutti gli elementi della poetica del regista su un pianto tanto sostanziale, quanto stilistico. I dialoghi che espletano i pensieri dei personaggi sono inseriti nella dimensione dei luoghi in cui avvengono. Rohmer nel corso della sua carriera è rimbalzato spesso tra il racconto della vita metropolitana e il locus amoenus, soprattutto della spiaggia. Il gioco stesso della seduzione tra i suoi personaggi avviene nella limitazione dei luoghi in cui nasce. Sembrano seduzioni e amori (quasi impossibili) che non potrebbero avvenire altrove. Le ristrettezze economiche in cui La collezionista è girato finiscono per diventare un tratto caratteristico della storia stessa, se non dell’intera filmografia di Rohmer.

Ridettare i canoni

Rohmer ha messo in scena nel corso di una carriera lunga varie interpretazioni dell’amore. Allo stesso tempo, nei suoi film ha fatto interagire in maniera organica e viscerale i luoghi e i suoi protagonisti. È così che La collezionista non poteva che trovare il suo luogo d’espressione a Saint Tropez prima della ressa del turismo. Allo stesso modo, L’amore il pomeriggio per esistere necessita del panorama cittadino che Parigi e solo Parigi poteva offrire a questa storia. La formazione di un immaginario collettivo attraversa diverse tappe prima di giungere a completamento. Rohmer in queste storie così personali, intime ha gettato un ancora verso la realizzazione di questo stesso immaginario.

Il modo in cui, ancora oggi, si racconta il cinema d’amore deve tanto, se non tutto a queste esperienze. La capacità di assumere di volta in volta la prospettiva dei suoi protagonisti ha permesso che i film non si ripetessero sempre uguali. Il canone delle storie di Rohmer resta così intangibile, ma allo stesso tempo reale. La diversità, anche sociale, dei suoi personaggi riflette una considerazione universale verso i temi dell’amore, del tradimento, della seduzione. A conti fatti, il debito del cinema verso Rohmer è più grande di quanto si crede. Laddove la sterminata cinematografia francese ha fornito riferimenti a loro volta infiniti, il suo ruolo è forse spesso marginalizzato. Amori estivi e attrazioni fatali hanno trovato in questo regista il loro vero interprete.

- Pubblicità -
La collezionista

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La collezionista è uno dei grandi classici di Rohmer, film senza tempo e che contiene tutti gli elementi della poetica del regista francese.
Stefano Minisgallo
Stefano Minisgallo
Si vive solo due volte come in 007. Si fanno i 400 colpi come Truffaut, Fino all’ultimo respiro come Godard. Il cinema va preso sul serio, ma non troppo. Ci sono troppi film da vedere e poco tempo, allora guardiamo quelli belli. Il cinema è una bella spiaggia, come nei film di Agnes Varda.

CONDIVIDI POST:

IN TENDENZA ORA

RACCOMANDATI

La collezionista è uno dei grandi classici di Rohmer, film senza tempo e che contiene tutti gli elementi della poetica del regista francese.La collezionista – Rohmer diventa Rohmer