Jackie Chan, leggenda del cinema di Hong Kong e in seguito dello stunt, in una recentissima conferenza al pubblico tenutasi al Locarno Film Festival ha criticato alcuni aspetti del cinema americano, ormai poco attento alla qualità e molto più focalizzato sul mero guadagno. Un analisi attenta e tristemente veritiera, che in maniera semplice e coincisa spiega la direzione che Hollywood sta ormai da qualche anno perseguendo.
Le parole di Jackie Chan
“Penso che i vecchi film siano migliori di quelli di oggi”. “Al momento, molti grandi studi cinematografici non sono registi, sono imprenditori. Investono 40 milioni e pensano: ‘Come posso recuperarli?’. E non si può andare oltre. È molto difficile fare un buon film oggigiorno”.
“In tutta l’Asia, solo due registi sanno fare tutto: la sceneggiatura, la regia, la recitazione, il coordinamento degli stunt, i combattimenti e il montaggio. Solo due”, ha esordito. “Uno è Sammo Hung, il secondo è Jackie Chan”. “Non posso farlo per sempre. È così pericoloso”. “In qualsiasi stazione andassi, mi chiedevano come tirare pugni e calci. Ho pensato: cosa dovrei fare? Dovrei imparare a cantare. Poi ho iniziato a provare a imparare a cantare”.
Sul finire Jackie Chan ha parlato con molto piacere anche di Rush Hour, il film action, diventato poi una trilogia, con Chris Tucker che lo ha reso famoso anche in tutto l’occidente.
“Rush Hour. È stato l’ultimo tentativo. Se non funziona, allora finisco”. “Penso che Rush Hour abbia cambiato la cultura” ha detto l’attore, aggiungendo che la produzione del film non è stata perfetta, ma travagliata, con vincoli di budget e poco spazio per le sequenze d’azione.
Insomma, con la sua ironia che dasempre lo contraddistingue, Jackie Chan ha avuto il coraggio di parlare della Hollywood moderna. Una Hollywood che sforna ancora grandi film, ma che non è più fatta da grandissimi artisti, o meglio, questi vi sono, ma spesso sono pressati da un sistema che persa solo al risultato al box office.

