Recensioni FilmIl discorso perfetto, la vita è davvero imprevedibile

Il discorso perfetto, la vita è davvero imprevedibile

Il discorso perfetto, il cui titolo originale è Le Discours, è un film francese del 2020 prodotto dalla casa di produzione Les Film sur mesure. Il film è stato l’ultimo ad essere scritto e diretto dal regista e sceneggiatore Laurent Tirard, morto a Parigi nel 2024. Tirard aveva ottenuto grande successo con la celebre saga di Le petit Nicolas (2009), Les Vacances du petit Nicolas (2014) e con Asterix e Obelix al servizio di Sua Maestà (2012).
Il discorso perfetto è stato selezionato per il Festival di Cannes del 2020 e per la Festa del Cinema di Roma dello stesso anno.
La commedia è tratta dal romanzo Le Discours, pubblicato sempre nel 2020 dallo scrittore francese Fabrice Caro.

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Il discorso perfetto

Il discorso perfetto – Trama

La storia racconta le vicende di Adrien (Benjamin Lavernhe), un trentacinquenne insicuro, follemente innamorato della sua compagna Sonia (Sara Giraudeau). All’improvviso, una sera, la giovane spiega ad Adrien di aver bisogno di una pausa e si allontana da casa.
L’esistenza dell’uomo precipita, tutto sembra sgretolarsi e ogni certezza crollare.
L’inettitudine di Adrien cresce e raggiunge il suo apice quando, esattamente trentotto giorni dopo la fuga di Sonia, viene invitato a cena a casa dei suoi genitori.
Ed ecco che, come previsto, a tavola è costretto a rispondere alle tante e invadenti domande che gli vengono poste e a fare, quindi, necessariamente i conti con la verità che lo circonda.

Pressato dalla madre perché ancora single e agitato dalla sorella che sta per sposarsi, Adrien decide alla fine di prendere in mano la propria vita e di scrivere a Sonia. L’attesa sembra infinita. Che cosa accade? Sonia visualizza tutti i messaggi, ma non risponde.
Come se non bastasse, il futuro genero gli chiede di preparare un discorso per il matrimonio, pur sapendo di quanto Adrien odi parlare in pubblico.
Il giovane, affranto, vede svanire ogni possibilità di riuscita.
Tra ricordi del passato e pensieri sul futuro, chissà se la serata porterà qualche notizia inaspettata?

Il discorso perfetto

Il discorso perfetto – Recensione

Il discorso perfetto è una commedia leggera e divertente, adatta per una serata piacevole. Il film, abbastanza breve, racconta con ironia la vita di un uomo che si ritrova solo e senza certezze. Una condizione molto comune, quindi, quella narrata, che permette a tanti spettatori di immedesimarsi e di sentirsi vicino al personaggio sconsolato di Adrien.
Il film è ambientato tutto in interni, dalla casa del giovane, a quella dei suoi genitori, al ristorante durante il matrimonio. La scelta degli spazi, così come le abitudini legate ai cibi e agli orari, sottolinea il legame che Adrien intrattiene ancora con la sua famiglia e il suo scarso livello di indipendenza.

La dimensione emotiva che il film fa trasparire, nonostante la vena esplicitamente comica, risulta particolarmente interessante. Il regista ha scelto, infatti, di far raccontare ad Adrien i suoi ricordi, messi in scena tramite flashback, e i suoi tanti pensieri in prima persona ricorrendo alla tecnica che prevede la rottura della quarta parete.
Questo espediente, molto frequente negli spettacoli teatrali e nel cinema moderno, permette al personaggio di estraniarsi dall’universo diegetico e di rivolgersi direttamente al pubblico guardando nella macchina da presa. L’effetto che ne deriva è a tratti estraniante e, per chi non lo ama, fastidioso, ma funzionale in un film come Il discorso perfetto proprio perché evidenzia l’insicurezza del protagonista.

Il discorso perfetto

Tra dialoghi e monologhi

Il personaggio di Adrien è interpretato molto bene dall’attore francese Benjamin Lavernhe, grazie alla sua espressività. Lavernhe è noto per aver preso parte a film celebri come The French Dispatch (2021) diretto da Wes Anderson, Jeanne du Barry (2023) di Maïwenn e al lungometraggio dedicato al pittore Modigliani diretto da Johnny Depp nel 2024 dal titolo Modì – Tre giorni sulle ali della follia.
Accanto a Lavernhe, il cast vede tra gli altri anche Sara Giraudeau nel ruolo di Sonia, Julia Piaton in quello della sorella Sophie e Francois Morel nei panni del padre di Adrien.
Accanto alle buone interpretazioni degli attori e al tono piacevolmente ironico, il film si contraddistingue per l’impostazione teatrale. Come accennato, oltre agli “a parte” e alle ambientazioni di posa, si aggiunge anche l’apertura di natura teatrale: Adrien su un palcoscenico annuncia l’inizio del film, che coincide inevitabilmente con quello della sua vita.

Numerosissimi, e a volte pesanti, sono i dialoghi tra i personaggi. In effetti, Il discorso perfetto è un film che strizza l’occhio ad alcune commedie americane degli anni ’30 del 1900 e a celebri film di Woody Allen. La cena dai genitori è una scena particolarmente “alleniana”, soprattutto se si considerano gli scambi di battute molto fitti che portano i personaggi in scena a parlare gli uni sopra gli altri senza pause.
Laurant Tirard è riuscito, dunque, a creare con Adrien un personaggio molto contemporaneo: un giovane impaurito, ipocondriaco, depresso, ma anche romantico e discreto.
Grazie ad una ironia sottile e ad una dolcezza leggera, il film dipinge uno spaccato dell’oggi e mostra la quotidianità in tutta la sua fragilità e imprevedibilità.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazione
emozioni
Lorenza Sacco
Lorenza Sacco
Laureata in scritture e progetti per le arti visive e performative. Credo nel cinema capace di raccontare storie e di esplorare il reale contemporaneo. Penso che nelle immagini cinematografiche si nasconda una grande sensibilità umana. Proprio per questo, mi piace scoprire nuovi corpi attoriali che sappiano esprimere emozioni autentiche e viscerali.

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