Recensioni FilmIl primo della classe - Storia del primo "green film" di AltroMercato

Il primo della classe – Storia del primo “green film” di AltroMercato

Il cinema italiano ha costellato la propria evoluzione di numerose prime volte. La nascita del divismo, la rivoluzione del Neorealismo e degli Spaghetti Western, per non parlare della Commedia all’italiana e della sua influenza a livello internazionale. Una progressione che è sempre proceduta al ritmo del suo tempo storico di riferimento e che, ancora oggi, non accenna a interrompersi.

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E così, durante l’83esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Il primo della classe (2026) si è fatto notare anche in virtù di una rivoluzionaria novità. L’opera è infatti uno dei primi casi di cortometraggio completamente ecosostenibile, certificato con l’etichetta “Green Film”.

Il primo della classe – La trama

Ma cosa racconta Il primo della classe? La trama si incentra su Vincenzo (Samuele Carrino, già visto ne Il ragazzo dai pantaloni rosa), un ragazzo accusato di violenza dall’ex (Alessia Cosmo). Quando un video sembra confermare la sua versione, egli la accusa di aver utilizzato la tecnica del deepfake per incastrarlo, portando a indagare il confine tra realtà dei fatti e manipolazione digitale.

Un film che esplora dunque l’utilizzo dell’AI da parte delle nuove generazioni (e non solo), portando a riflettere su come tematiche sociali delicate come la violenza di genere possano intrecciarsi all’avvento delle nuove tecnologie e del loro utilizzo improprio.

Il primo della classe

Il primo della classe – La recensione

Il film tende a puntare sullo scardinamento dei pregiudizi in merito ai modelli patriarcali di riferimento, seminando il dubbio che Vincenzo, da tutti considerato un ragazzo brillante e intelligente, possa in realtà rivelarsi un carnefice. Un sovvertimento che permette allo spettatore di interrogarsi sulle apparenze e sulle imprevedibilità di una società che ha affidato quasi tutto alla tecnologia, talvolta perfino il suo buon senso. Ma anche un’esortazione, per tornare ad affidarsi al proprio pensiero critico con rinnovata consapevolezza.

Il cast vede la partecipazione dell’influencer Cecilia Cantarano nei panni della sorella di Vincenzo. Gian Marco Tognazzi, invece, veste i panni del padre, un politico che vede la sua campagna minata dalla bufera mediatica del figlio. Il rapper Tredici Pietro ha poi contribuito alla colonna sonora componendo una canzone originale per il film, La fretta. Il corto è disponibile gratuitamente su RaiPlay.

AltroMercato e Il primo della classe – Una storia di consapevolezza

AltroMercato è una realtà che da decenni si occupa di promuovere il commercio solidale, sostenendo realtà nel settore alimentare e della cosmesi e combattendo fenomeni come lo sfruttamento sul lavoro. Un brand che incentiva a un acquisto consapevole, insomma, che non prosciuga le risorse del territorio ma aiuta le comunità locali a poter continuare a sostenersi.

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One More Pictures, la società di produzione dietro a Il primo della classe, ha dunque unito le forze con AltroMercato, una sinergia che ha portato il corto a essere certificato come “Green Film”. Durante le riprese, infatti, attori e troupe hanno avuto infatti accesso completo ai prodotti portati sul set da AltroMercato; prodotti che sono poi stati resi disponibili anche a Venezia, durante i coffee break e l’afterparty. Un omaggio è stato poi proposto ai giornalisti presenti, tramite speciali gift bag pensate per l’occasione.

Una collaborazione che conferma come il cinema possa costituire uno spazio innovativo, dove il rispetto per l’ambiente si unisca alla volontà di raccontare storie urgenti. Un aspetto importante, confermato anche dal regista Andrea Ricciotti:

“Ho 31 anni e sto sentendo tutta l’ansia climatica del mondo attuale. La mia generazione se la sta sorbendo ogni giorno e ci penso davvero spesso. Vedere che alcuni set stanno cominciando a preoccuparsi di questo aspetto mi fa stare bene. L’aver visto sul set le borracce, o l’aver evitato di utilizzare la plastica o di sprecare carta inutile… Per me è non stata solo una bella sensazione, ma mi ha permesso di sentirmi rappresentato giorno per giorno dal set in cui lavoravo”.

Il primo della classe

Le parole del regista Andrea Ricciotti

Il regista e sceneggiatore Andrea Ricciotti, in merito alla convivenza di queste tre dimensioni (il cinema, l’ambiente e l’impegno sociale) ha dichiarato:

“Lo sviluppo tecnologico è più veloce che mai, tutte quanti le parti devono essere in ascolto di quello che sta succedendo. Credo in una tecnologia che possa aiutarci nello sviluppo. Essere più consapevoli nella vita quotidiana rispetto al suo utilizzo aiuta a cambiare anche le consuetudini più radicate e a non rischiare di cadere nell’abitudine. Gli strumenti a disposizione delle persone sono sempre più potenti e quindi pericolosi, dobbiamo abituarci a questi rischi e assumerci la responsabilità di come li utilizziamo. Non possiamo pensare che saranno sempre gli altri a pensarci per noi”.

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Un potere trasformativo che l’autore ritrova soprattutto nel cinema:

“Uno dei motivi per cui ho deciso di intraprendere il mio lavoro è perché mi sono innamorato di come il mezzo sia in grado di cambiare la realtà, aiutandoci a vedere il mondo nella sua evoluzione. Ho visto l’anteprima di Digger di Alejandro Gonzales Inarritu, e racconta la questione climatica in maniera chiara e quasi spaventosa. Credo che il potere del cinema sia ancora quello di aprirci gli occhi”.

Per Ricciotti, questa spinta deve partire anche dalle scuole:

“A me piace il cinema che riesce a esprimere qualcosa di importante parlando a tutti, non sono fan dei film ermetici. Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan è tra i miei preferiti, perché divulga tanti temi diversi a un bacino di utenza ampio. Non c’è la volontà del regista di mettersi su un piedistallo. Ecco perché la scuola è un target voluto e ricercato. L’idea di far intraprendere al corto un percorso istituzionale è stata da subito condivisa con One More Pictures, e ho cercato di rendere il più coinvolgente possibile qualcosa che sapevo avrebbero visto tanti ragazzi”.

Conclusioni

“C’è sempre più bisogno di fare cultura sull’informazione, la verità, la manipolazione dell’era digitale. Non solo dal punto di vista dei media e dell’informazione classica, ma anche della filiera alimentare e del consumo […]. Oggi come oggi un vero atto di ribellione per un giovane è informarsi consapevolmente ed essere autentico”. Elisa Costa, Head of Communication & Brand Strategy per AltroMercato, non avrebbe saputo definire meglio Il primo della classe: un corto che ha una volontà precisa, e la porta fino in fondo per consentire alle nuove generazioni di comprendere l’importanza dell’ascolto, della conoscenza e della responsabilità sociale nella vita di tutti i giorni.

Per un cinema nuovo, sostenibile ed etico, che sappia farsi bandiera di valori autentici e innovatori.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni
Carlotta Pedercini
Carlotta Pedercini
Cresciuta tra film d'animazione, horror e drammi d'autore, per me una buona scrittura viene prima di tutto. Ho un debole per Jason Schwartzman e mi muovo tra Xavier Dolan, Alice Rohrwacher e Nanni Moretti: Megamind, però, rimane sempre la mia Bibbia.

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