CapolavoriHugo Cabret – I sogni prendono vita con il cinema

Hugo Cabret – I sogni prendono vita con il cinema

Hugo Cabret (2011) è tra i film più originali e forse il più personale della filmografia di Martin Scorsese (l’ultimo film del regista è Killers of the Flower Moon), vincitore di ben 5 premi Oscar nel 2012, un Golden Globe per la Migliore regia e altri prestigiosi riconoscimenti. Il film venne realizzato in 3D e racconta la storia romanzata di Hugo Cabret che, nell’intento di aggiustare il suo automa, incontra il pioniere degli effetti speciali Georges Méliès. Da qui prende piede un’avventura alla riscoperta del grande cinema delle origini per restituire allo spettatore un omaggio al cinema, ma anche e soprattutto delle emozioni che ancora oggi questo potente mezzo è capace di trasmettere.

Il film vanta un cast eccezionale: Asa ButterfieldChloë Grace MoretzBen KingsleyHelen McCroryChristopher LeeSacha Baron Cohen e Jude Law ed è direttamente tratto dal romanzo La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick del 2007. La pellicola è disponibile in streaming su RaiPlay.

Hugo Cabret

Hugo Cabret – Trama

Negli anni trenta del Novecento, Hugo Cabret è un orfano che vive nascosto in una stazione ferroviaria a Parigi. Il ragazzo che aveva perso la madre da piccolo viveva con il padre (Jude Law), un orologiaio. Quest’ultimo, però, è morto a causa di un incendio avvenuto al museo dove lavorava. Rimasto orfano, Hugo inizialmente rimane a vivere con lo zio Claude (Ray Winstone), manutentore degli orologi della stazione.

Per sopravvivere, il ragazzo si è trovato costretto a mettere in atto continui furti e a diventare egli stesso manutentore degli orologi e riparatore di ogni sorta di congegni e meccanismi. Di suo padre gli è rimasta la passione per il cinema e un automa meccanico che Hugo cerca in tutti i modi di ripararlo. Ma il ragazzo presto incontrerà Isabelle (Chloë Grace Moretz), una ragazzina adottata dal proprietario del negozio di giocattoli, l’anziano Georges Méliès (Ben Kingsley).

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Questo suscita in Hugo un forte senso di stupore, ma non sa che il prestigioso cineasta è tormentato dal passato e dalla perdita di interesse per un arte che ha sempre amato, a seguito dello scoppio della prima guerra mondiale.

Hugo non vuole affatto rassegnarsi e aiuta il regista a riacquisire quell’amore, in un’avventura segnata da continui inseguimenti a opera dell’agente ferroviario Gustav (Sacha Baron Cohen) e di una ricerca, quella della chiave a forma di cuore in grado di far funzionare l’automa che si rivelerà essere l’opera realizzata da Méliès.

Hugo Cabret

Hugo Cabret – Recensione

Il film di Scorsese è un’avventura fantastica, fatta di immagini e movimenti di macchina dinamici e costruiti al fine di stupire costantemente lo spettatore. Il montaggio del film restituisce allo spettatore quel senso di meraviglia che aveva il cinematografo delle origini il quale si fondava proprio sulla capacità della macchina da presa di proiettare le immagini, in modo da parlare “da sola” e tenere lo sguardo dello spettatore costantemente attaccato alla parete, considerata all’epoca una sorta di schermo.

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Hugo Cabret fa sognare ed emozionare, attraverso una struttura narrativa lineare che non manca di omaggiare il grande cinema e il contesto culturale degli anni Venti e Trenta attraverso citazioni illustri, in particolare nella scena della prima fuga di Hugo dall’ispettore ferroviario Gustav si intravede il pittore spagnolo Salvador Dalí che mostra un suo disegno allo scrittore irlandese James Joyce, e la scena iconica di Harold Lloyd che si arrampica sulla lancetta di un orologio nel film Preferisco l’ascensore!.

Non finisce qui: si prova lo stesso stupore guardando Hugo destreggiarsi tra la folla e i cunicoli stretti durante gli inseguimenti e nei racconti del passato di Méliès, dove viene mostrato il modo in cui lavorava assieme ai tecnici e agli attori per realizzare il famoso trucco dell’arresto e della ripresa, l’antenato degli effetti speciali odierni. Grazie all’interpretazione magistrale degli attori e alla regia unica di Scorsese ci viene mostrato un prezioso ritratto della bellezza del cinema d’epoca, intriso di quell’aura magica di unicità che l’ha reso degno di essere definito come settima arte. È un film che ci ricorda anche come il cinema sia un potente mezzo sociale in grado di unire le persone in una sorta di rituale collettivo dove sfuggiamo dal peso della realtà.

I vari omaggi in Hugo Cabret

Nel film Scorsese non manca di mostrare altri riferimenti cinematografici e culturali: diversi film di Georges Méliès come il celebre Viaggio nella Luna (Le voyage dans la Lune, 1902), Le Cake-walk infernal (1903) e altri; i due film dei fratelli Lumière che hanno dato vita al cinema quali L’uscita dalle officine Lumiere (1895) e L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat (1896); vi sono riferimenti a Jean Renoir, Charlie Chaplin, Buster Keaton e altre figure illustri.

Hugo Cabret

La forza magica del cinematografo

Hugo Cabret è senz’altro una profonda lettera d’amore verso il cinema da parte di Scorsese, la quale cela un gesto molto importante del regista: rendere immortale il ricordo del cinema delle origini e trasmettere le emozioni di un arte che è sopravvissuta.

Non è un aspetto banale, poiché si pensava che il cinema non avrebbe avuto una vita lunga e che presto il suo effetto sarebbe svanito. In realtà – e per fortuna – questo mezzo è cambiato, ha attraversato diverse epoche superando anche i momenti di crisi e si è evoluto per stare sempre al passo con i tempi e con le esigenze del pubblico. Ha conosciuto nuovi generi, nuovi stili e nuove forme di rappresentazione del mondo senza mai perdere la propria identità, la propria magia.

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In Hugo Cabret c’è tanto spazio per l’immaginazione e per il sogno, proprio perché il cinema trova in quest’ultimo la sua capacità originaria di affascinare lo sguardo dello spettatore, suscitando emozioni intense. Ogni pellicola vista in sala è un’esperienza collettiva carica di magia, poiché si accetta un tacito accordo che prevede l’estraneità dalla realtà per qualche ora in cambio di effettuare un viaggio verso altri mondi, incarnando le emozioni e i pensieri dei personaggi. In parole povere, l’unica regola è quella di sognare.

Conclusioni

Martin Scorsese con questo film si fa promotore di un mondo dove la fuggevolezza è bandita, mentre avanza prepotente la memoria. Non è un caso che in un’intervista il regista abbia sottolineato l’importanza di di conservare quella storia e quei film che hanno segnato la sua vita, probabilmente per tramandare una tradizione che ispiri e che faccia sognare le nuove generazioni. In Hugo Cabret tutto questo c’è, e dona al film un valore aggiunto importante.



PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Hugo Cabret è uno dei tanti capolavori apprezzati di Martin Scorsese, ma colpisce ed emoziona molto per la capacità di rappresentare il cinema di un tempo, al fine di rendere immortale il ricordo di un’epoca d’oro.
Federico Ferrara
Federico Ferrara
Vivo immerso nel cinema e nei libri da quando sono piccolo, al punto da aver sviluppato una passione per la critica e per il giornalismo culturale. In un film guardo particolarmente la fotografia, la sceneggiatura e i movimenti dei personaggi per capire fino in fondo la narrazione e come orienta il nostro sguardo.

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