La 35ª edizione dei Gotham Awards, tenutasi a Manhattan, ha consacrato due grandi protagonisti del cinema contemporaneo: Paul Thomas Anderson e Jafar Panahi. Il premio come Miglior Film è andato a Una Battaglia dopo l’altra di Anderson, con Leonardo DiCaprio, Sean Penn e Benicio Del Toro. Il film esplora la memoria, la vendetta e la lealtà di un gruppo di ex rivoluzionari.
Per Anderson è il primo riconoscimento ai Gotham Awards, ottenendo 6 nomination per il suo film e superando i 200 milioni di dollari al botteghino mondiale.
“Non me l’aspettavo”, ha precisato Anderson. “Grazie mille per aver apprezzato questo film, per averlo premiato. Mi sono divertito molto a realizzarlo”.

Sul fronte internazionale, la serata ha reso omaggio a Jafar Panahi, regista iraniano, il cui film It Was Just an Accident ha vinto il premio come Miglior Film Internazionale. Panahi ha inoltre ricevuto i riconoscimenti per Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale, poche ore dopo essere stato condannato in contumacia.
Gotham Awards: i talenti emergenti
I Gotham Awards hanno aperto la stagione dei premi cinematografici, celebrando il cinema indipendente e ampliando le categorie per includere produzioni di grandi studi. Altri premi della serata hanno celebrato talenti emergenti e interpretazioni memorabili.
Sopé Dìrísù ha vinto come Miglior Interpretazione Protagonista per My Father’s Shadow, che ha ottenuto anche il riconoscimento per Miglior Regista Rivelazione ad Akinola Davies. L’attrice Wunmi Mosaku ha conquistato il premio come Miglior Non Protagonista nel ruolo della maga Hoodoo e leader spirituale nel film horror Sinners. Mentre Abou Sangaré vince la Miglior Interpretazione Emergente in La storia di Souleymane. Harry Lighton si aggiudica il premio per la Miglio Sceneggiatura non originale per il film Pillion, prodotto da A24. La regista Julia Loktev ha vinto il premio Gotham come Miglior Documentario per “My Undesired Friends: Part I – Last Air in Moscow”.
I Gotham 2025 confermano il loro rilievo per il talento internazionale e per opere che, come quelle di Panahi e Anderson, incidono nella cultura contemporanea.

