HomeNewsJafar Panahi: dal mirino del regime alla scena internazionale

Jafar Panahi: dal mirino del regime alla scena internazionale

Jafar Panahi ai Gotham Award rende omaggio a tutti quei cineasti che, come lui, sono privati della libertà artistica. Ha dedicato il premio per la miglior sceneggiatura per It Was Just an Accident a tutti i registi che, censurati, non possono raccontare la realtà.
Infatti, Jafar Panahi riceve il premio poco dopo la sua condanna in contumacia a un anno di prigione e due anni di divieto di viaggio.
Il regista, che da anni figura come simbolo della resistenza culturale iraniana, continua a pagare un prezzo politico per il suo impegno basato su intimità narrativa e critica sociale. Inoltre, il suo avvocato Mustafa Nili ha annunciato che la Corte rivoluzionaria ha vietato l’appartenenza a gruppi politici e sociali per propaganda contro il sistema.

Jafar Panahi

Condanna che arriva in un momento paradossale nella carriera del regista. Panahi è infatti uno dei protagonisti della stagioni dei premi grazie a It Was Just an Accident, il suo primo film dopo l’ultima detenzione. Realizzato in clandestinità ha conquistato la Palma d’Oro a Cannes, confermandosi un’opera che esplora la vendetta, ma esprime una vena ironica e pietà umana.

Jafar Panahi e la sua lotta

La sua presenza ai numerosi festival è una risposta involontaria: nonostante minacce e restrizioni, l’arte può continuare a muoversi, a viaggiare, a parlare. Dal carcere di Evin allo sciopero della fame e ai divieti, Panahi incarna un cinema perseguitato che sopravvive perché impossibile da ridurre a silenzio.
Nel suo discorso alla premiazione dei Gotham Awards ha dedicato il premio a tutti i registi indipendenti. “Ai registi che tengono la telecamera accesa in silenzio, senza supporto e rischiando tutto ciò che hanno, solo con la loro fede nella verità e nell’umanità. Spero che questa dedica possa essere considerata un piccolo omaggio a tutti i registi che sono stati privati ​​del diritto di vedere ed essere visti, ma che continuano a creare e a esistere.”

Margherita Miracolo
Margherita Miracolo
il cinema mi accompagna da quando ero bambina: prima come gioco, poi come rifugio e infine come passione coltivata tra visioni, approfondimenti e nuove scoperte. Dal cinema d'autore al blockbuster, ogni film è un'occasione per entrare in un mondo fatto di stimoli, emozioni e riflessioni

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