Dopo Dogman e il più intimo June and John, Luc Besson è pronto a tornare sul grande schermo con la sua personale versione del più celebre vampiro della letteratura: Dracula. Con un budget di circa 45 milioni di euro, è il film francese più costoso del 2025 e segna un ambizioso ritorno del regista all’epica cinematografica.
Besson (regista anche di Lèon, Angel – A, Anna) ritrova Caleb Landry Jones, già protagonista del suo precedente film e premiato a Cannes per Nitram. In Dracula veste i panni del Principe Vladimir, figura tragica che rinnega Dio dopo la morte della sua amata e viene maledetto con l’immortalità. Nasce così il mito del vampiro più celebre della storia. Completano il cast Christoph Waltz, Zoë Bleu (figlia di Rosanna Arquette) e l’italiana Matilda De Angelis (che vediamo anche in Fuori di Mario Martone) sempre più lanciata nel panorama internazionale.
Il regista francese ha raccontato che l’idea del film è nata dal desiderio di collaborare ancora con Caleb Landry Jones, dopo l’intensa esperienza condivisa sul set di Dogman nel 2023. Da lì, è maturata la convinzione che proprio l’attore americano fosse la scelta perfetta per incarnare il suo Dracula.
I primi trailer, in inglese e francese, rivelano un’estetica cupa e visivamente potente, con chiare influenze gotiche e suggestioni che ricordano l’iconico Dracula di Francis Ford Coppola. Un riferimento visivo non confermato da Besson, ma evidente nella direzione artistica e nell’atmosfera del film.

Dracula – la trama
La trama ripercorre le origini del mito: nel XV secolo, il Principe Vladimir rinnega Dio dopo la brutale perdita della donna amata. Da quel momento, è condannato all’immortalità, diventando la creatura che attraversa i secoli alla ricerca del suo amore perduto.
Distribuito in Francia dal 30 luglio, Dracula arriverà nelle sale italiane il 30 ottobre grazie a Lucky Red, giusto in tempo per la festa di Halloween.
Un viaggio tra amore, dannazione e leggenda che ci aspetta al cinema per riscoprire il lato più umano del vampiro più famoso di sempre.
