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Rebel Moon – Parte 1: la recensione

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Per la regia di Zack Snyder Rebel Moon – Parte 1 è la prima metà di un progetto cinematografico fantascientifico dall’enorme portata produttiva, che vedrà la sua conclusione con la seconda parte ad aprile 2024. Nato inizialmente come una “costola” di Star Wars, Rebel Moon cambia improvvisamente la propria strada con l’acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney, diventando così un prodotto originale e non affiancato al franchise di Guerre Stellari.

Il buon Zack Snyder, ormai diventato il bersaglio preferito di critici e cinefili, va diritto per la sua strada e realizza un film estremamente personale, dove son ben delineate le influenze che hanno segnato il percorso formativo artistico del regista.

Rebel Moon – Parte 1 è disponibile in streaming su Netflix. L’intero quadro vedrà il suo completamento il 19 aprile, data d’uscita della seconda e ultima parte.

Rebel Moon – Parte 1: trama

In un mondo fantascientifico dominato dalla tecnologia iperspaziale, una tranquilla comunità contadina viene minacciata dagli eserciti del Mondo Madre, un governo tirannico che pretende ingentissimi tributi di viveri dai propri sudditi. Il piccolo villaggio è però allo stremo, è l’unica via di sopravvivenza è la ribellione. A condurre questa rivolta è la misteriosa Kora (Sofia Boutella) una guerriera dalle origini ignote in cerca di nuove “spade” da aggiungere all’insurrezione.

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Kora

Zack Snyder: un autore forse ingiustamente martoriato?

Fantascienza, azione ed elementi fantasy nell’ultimo lavoro di Zack Snyder. Rebel Moon – Parte 1 porta sullo schermo una storia e delle dinamiche gìà viste in capolavori come I sette samurai o il già citato Star Wars, mixati però dallo stile e l’estetica di uno dei registi maggiormente criticati nell’ultimo decennio, che però ha sempre trovato anche dei buonissimi estimatori. Vedi Christopher Nolan, che recentemente ha sottolineato l’influenza dello stile di Snyder nella fantascienza e nei cinecomic odierni, o ancora Quentin Tarantino e Hideo Kojima che dichiararono un grande interessamento per la Directors Cut di Justice Leaugue, per chiudere poi alla leggenda del fumetto Frank Miller. C’è poi da dire che, nonostante la grande maggioranza del pubblico si schieri dalla parte degli haters, le opere del regista sono sempre grandi successi commerciali, sia in sala che in streaming.

Regista scarso ma commercialmente appetibile, autore nella media hollywoodiana o genio incompreso? La corrente generale sembra portare verso la prima affermazione, ma le parole di autori come Christopher Nolan certamente fanno sorgere un qualche piccolo dubbio. In ogni caso, che piaccia o meno, Rebel Moon – Parte 1 rappresenta Snyder al 100%.

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Il regista di Rebel Moon – Parte 1

Rebel Moon: un grande contenitore di rimandi alla settima e nona arte sci-fi

In queste prime due ore abbondanti si perdono i richiami al fumetto e alla cinematografia fantascientifica, fantasy e cyberpunk. Una protagonista che per movenze e capigliatura ricorda la androide di Ghost in the Shell di Masamune Shirow, all’interno di mondi che spaziano dalle campagne verdi nipponiche fino alle città più tecnologiche sci-fi. Si parte dalla civiltà meno sviluppata per trovarsi poi direttamente in ambienti che sembrano quelli della graphin novel The Long Tommorow. Prima però una piccola tappa da un grifone indomabile e un arena gladiatoria. Non manca poi un pizzico di Frank Frazetta, da sempre dichiarato come uno degli idoli del regista. Insomma ancora una volta Snyder fa il suo film, frutto delle sue passioni ed influenze.

Questa già di partenza è un arma a doppio taglio, perchè se si punta tutto (o quasi) su questo è chiaro che una grossissima fetta di pubblico potrebbe rimanere esclusa da questo citazionismo che, è bene dirlo, in certi momenti è strabordante. E’ sempre però molto apprezzabile come Snyder, a differenza di molti suoi colleghi, sembri fregarsene di tutto e tutti, andando sempre dritto con il suo cinema, un cinema dove comunque si respira amore e ammirazione per l’arte ed i grandi artisti.

La prima di due parti

Addentrarsi in un analisi più approfondita di Rebel Moon – Parte 1 è ancora un po’ difficile. Come ben specificato dal titolo è la prima di due parti. Questo vuol dire che certe criticità viste, come il poco spessore di quasi tutti i personaggi, possano andare a migliorare nelle prossime due ore. Stando però a quanto visto, il nuovo film Netflix non è certo il miglior sci-fi dell’anno, ma neanche il peggiore. Non una bocciatura, ma neanche una promozione a pieni voti.

Questo si percepisce un po’ lungo tutto il film. Il primo atto, dove si viene a conoscenza della Figlia del fuoco Kora, di Gunnar (Michiel Huisman) e del malvagio generale Atticus (Ed Skrein), fa bene il suo compito. Lo spettatore viene introdotto in un mondo dominato da un Impero totalitario dedito allo sterminio, dove le macchine sono ormai ad un livello senziente “umano” e la guerra è divenuta l’unico mezzo di dialogo rimasto. L’azione è accattivante, e nel complesso anche abbastanza ben rappresentata. I problemi un po’ più importanti iniziano però quando si vengono ad aggiungere nuovi personaggi. Quì Snyder eccede un po’ in tutto, l’azione diventa sfrenata, i cambi di ambientazione e di ritmo sono fulminei e ci si dimentica dell’approfondimento di quelle che infondo sono le pedine che muovono i giochi: i protagonisti.

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Atticus

In conclusione

I giudizi finali sono comunque da rimandare dopo il 19 aprile, giorno d’uscita di Parte 2. Tirando però le prime somme, Rebel Moon – Parte 1 è un film come tanti altri, non un must ma neanche un flop. Dati alla mano il pubblico sembra stia comunque premiando il lungometraggio, primo su Netflix da ormai diverse settimane.

Rebel Moon – Parte 1: trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Rebel Moon - Parte 1 non è certo il miglior Snyder o tantomeno il miglior film di chiusura del 2023, ma rimane uno space movie ricco d'azione che si lascia guardare. Superconsigliato ai (pochi) fan del regista.
Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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