NewsBen Stiller paragona la serie tv Severance ad Hollywood

Ben Stiller paragona la serie tv Severance ad Hollywood

Ben Stiller paragona la disconnessione che vive la squadra di Lumon Industries al disorientamento creativo che sta vivendo Hollywood.

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In una recente intervista, il produttore esecutivo e regista ha messo a confronto la mancanza di controllo dei personaggi della serie con quello che deve affrontare l’industria dell’intrattenimento.

“A un certo punto c’è sempre qualcuno che prende una decisione, ma non sai nemmeno chi sia quella persona”, ha detto Stiller. Il suo riferimento si rivolge al disfacimento, all’interno della serie, che un gruppo di lavoratori vive.

Nella serie televisiva statunitense di genere thriller/psicologico, Mark Scout guida una squadra, i cui dipendenti sono stati sottoposti a una procedura di licenziamento, che prevede la divisione chirurgica dei loro ricordi tra lavoro e vita personale.

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Ben Stiller

Severance, la serie

Nella prima stagione di Severance, l’inquietante appagamento di un conglomerato immaginario, occupato dai personaggi interpretati da Adam Scott, John Turturro e Zach Cherry, viene sconvolto dall’arrivo di Helly (Britt Lower). L’ultima arrivata mette in discussione le circostanze oscure della loro situazione difficile.

La seconda stagione è creata, prodotta esecutivamente e scritta da Dan Erickson. Prevede l’arrivo di new entry. Si aggiungono al cast: Gwendoline Christie (Il Trono di Spade), Bob Balaban (The Chair), Merritt Wever (Godless), Alia Shawkat (Search Party), Robby Benson (La Bella e la Bestia), Stefano Carannante (Mirabilia), Ólafur Darri Ólafsson (The Tourist) e John Noble (Fringe).

La seconda stagione di Severance arriverà su Apple TV+ il 17 gennaio, con successivi arrivi settimanali, per un totale di 10 episodi.

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Ben Stiller

Ben Stiller – il paragone con Hollywood

Il celebre attore ha sottolineato l’inasprimento del problema con il numero di crisi che hanno scosso e che stanno scuotendo ancora oggi Hollywood (gli incendi di Los Angeles).

“Ora è un ambiente molto difficile per realizzare le cose. Dopo gli scioperi post-Covid è più difficile fare le cose, è tutto più costoso. Penso che chi debba prendere delle decisioni stia cercando di mantenere il lavoro e di capire come far funzionare le cose, anche per loro stessi. Il che significa costrizione e scelte più sicure”.

“Il motivo per cui viene presa una decisione non viene mai spiegato alla persona creativa”, continua Stiller con l’analogia. “Oppure, se lo è, di solito non è la verità. È un cliché a Hollywood, ma è vero che tutti diranno sì e questo non significa sì. Significa no o lasciami pensare, più che mai, onestamente”.

Carlotta Casale
Carlotta Casale
Viaggiatrice da zaino in spalla e macchinetta fotografica al collo, divoratrice di libri, appassionata di teatro e musica, disegnatrice improvvisata e soprattutto amante di cinema, dove ogni passione converge in armonia. Rotocalchi, Documentari, Animazioni e molto altro sono un nutrimento quotidiano. Vivo la Settima Arte come Necessità, una scelta di vita che va oltre il semplice interesse!

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