Recensioni FilmAgente Zeta: una specie di Bond che fa cilecca

Agente Zeta: una specie di Bond che fa cilecca

Agente Zeta è un recente spy-thriller, visibile su Amazon Prime, che cerca, invano, di seguire la scia lasciata dallo spionaggio alla James Bond. Nonostante l’apprezzabile tentativo, si fa sorpassare di netto anche solo dal primo 007 della saga più moderna, Casino Royale. La pellicola ambisce ad essere un thriller di spionaggio coinvolgente, ma è la stessa spia protagonista a perdersi ed evaporare dall’inizio alla fine.

Agente Zeta-trama

La storia prende il via da un evento drammatico: quattro ex agenti segreti spagnoli vengono assassinati quasi simultaneamente in diverse parti del mondo. Di fronte a questa minaccia, il servizio segreto spagnolo richiama in servizio il leggendario Agente Zeta, che si sta prendendo cura della madre dalla salute claudicante nell’isola di Galicia. La sua missione consisterà nel proteggere l’unico sopravvissuto tra gli agenti morti, Salvador Ancares, che è anche suo padre. Ancares è collegato a una misteriosa operazione segreta svolta in Colombia molti anni prima.

Punta e spara

Agente Zeta-la recensione

L’aura da film di spionaggio si avverte solo quando i quattro agenti dell’Operazione Cinèaga vengono eliminati. L’evento della missione finita male per cui vengono uccisi, però, prende molto più spazio rispetto a quanto ne ha il protagonista. Le noiose e raffazzonate riunioni tra le due agenzie di Colombia e Spagna per arrivare alla verità sulla vicenda sono la prova di ciò. Una parte non sa niente e lo ribadisce più volte con lunghe e pompose spiegazioni, supportate da flashback che colmano il vuoto lasciato dall’assenza di un dinamismo d’azione nel presente. Dopo un’ora di parole ridondanti sull’Operazione Cinèaga, ecco che Zeta e il suo partner, la femme fatale, Alfa sono pronti a partire verso il loro bersaglio, che pare essere l’artefice della morte di quei quattro colleghi.

La calma prima della tempesta

Regia e sceneggiatura: uno specchio riflesso di imperfezioni.

Molti film d’azione che peccano sul lato della sceneggiatura, a volte, hanno un impianto tecnico o registico invidiabile. Non è il caso di Agente Zeta, che ha entrambi questi fattori disequilibrati e incapaci di valorizzare le sequenze d’azione. Le inquadrature dedicate al protagonista sono molto scarne durante le scene più movimentate che dovrebbero esaltarlo. Quando va a recuperare il padre, Salvador Ancares, si limita a minacciarlo con una pistola, ma è Alfa a permettere la sua estrazione, scontrandosi con i suoi scagnozzi a forza di percosse, raffiche di fucile e un agile parkour tra i tetti del Brasile.

- Pubblicità -

La femme fatale irrompe nella scena grazie a primi piani molto ravvicinati, mentre impugna la sua carabina con cannocchiale. Le manie di protagonismo più assolute ce l’hanno i dialoghi a circuito chiuso sull’Operazione Cinèaga, raccontati e ripetuti da Ancares, una volta che rientrerà in patria con un figlio arrabbiatissimo con lui. L’intrigo che l’apertura iniziale aveva presentato, lasciando presagire ad un complotto internazionale si riduce ad una banale vendetta. Gli agenti dell’Operazione Cinèaga, nel tentativo di prendere il trafficante noto con l’appellativo la furia di dio, causano una strage di innocenti, poichè agenti e banditi cominciano a sparare. Ma è giorno di mercato, quindi molti civili perdono la vita. Tra questi, la madre di Alfa. Lei è dunque l’artefice del complotto e della morte dei quattro agenti.

Agente Zeta
Un momento di adrenalina

Lo spionaggio è solo un’etichetta

Quell’ ansietà e quel senso dell’essere braccati dai nemici, tipici del cinema di spie, non esistono. Sono surclassate dai continui sproloqui dei protagonisti, dalla troppo reiterata Operazione Cinèaga, finita male per colpa della madre di Zeta. Anche lei era un agente segreto e, purtroppo, sparando per prima, a causa della propria copertura saltata, la missione finisce in tragedia.

Il dramma familiare è il vero intreccio, non una cospirazione imminente, motivo classico dei film del settore. La madre afflitta diventa l’espediente per raccontare una sorta di soap-opera tra padre e figlio, che si amano e si odiano, a causa della stessa donna. Alfa sta per raggiungere il suo ultimo bersaglio, la madre di Zeta, ma quest’ultimo glielo impedirà, lasciandola sorprendentemente viva. Lo scontro tra i due avrebbe potuto avere uno sviluppo scenico e coreografico molto più intenso, proprio grazie alla loro inimicizia, scaturita da un abbastanza creativo colpo di scena. In realtà, si limita ad una finta resa di Alfa, con Zeta che gli spara al giubbotto anti-proiettile. Lei è ancora viva e ciò prelude ad un possibile sequel. Se questo è stato il modo di iniziare una saga, molti sono i dubbi su come proseguirà.

Conclusioni

Agente Zeta non è uno spy-thriller degno del titolo, in quanto il protagonista è veramente tale solo nella copertina della pellicola. Non c’è una singola scena che lo vede impegnato in un combattimento memorabile o in un conflitto a fuoco che mostri le sue capacità combattive. Laddove ci siano, l’oscurità dell’ambientazione e la costante distanza della macchina da presa sminuiscono il temperamento da vero agente segreto combattivo e letale. Emblematico è il caso dell’assalto alla villa di un importante trafficante d’armi, dove, ancora una volta, è Alfa ad avere il primato. Zeta è sempre in secondo piano: punta in avanti il suo fucile, sfrutta delle coperture, spara qualche colpo, ma la cinepresa non fa visionare mai i bersagli che attinge. Non guardare questo film non aggiunge e non toglie alcunché alla propria cultura cinematografica.

Cast e personaggi

Mario Casas, che ci aveva fatto ridere in A cena col dittatore, interpreta un tutt’altro che personaggio ironico , affiancato da Mariela Garriga nel ruolo di Alfa. Entrambi sfidano e sono alla ricerca di Salvador Ancares, interpretato da Luis Zahera. Nieve de Medina interpreta la madre di Zeta.

Agente Zeta
Lo sguardo intenso di Mario Casas

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Agente Zeta è il tentativo fallito di costituire una versione alternativa di James Bond, che muore sul nascere a causa del comparto registico e della sceneggiatura, incapaci di valorizzare il ruolo del protagonista, mettendo quest'ultimo in secondo piano, rispetto agli altri personaggi

CONDIVIDI POST:

IN TENDENZA ORA

RACCOMANDATI

Agente Zeta è il tentativo fallito di costituire una versione alternativa di James Bond, che muore sul nascere a causa del comparto registico e della sceneggiatura, incapaci di valorizzare il ruolo del protagonista, mettendo quest'ultimo in secondo piano, rispetto agli altri personaggiAgente Zeta: una specie di Bond che fa cilecca