lunedì, 27 Settembre, 2021

After Love di Aleem Khan

After Love è lopera prima del regista britannico di origini pakistane Aleem Khan

After Love, presentato nel 2020 al Festival del cinema di Roma, è l’opera prima del regista britannico Aleem Khan.

Il cui cortometraggio Three Brothers era stato candidato ai BAFTA nel 2015 nella categoria del miglior cortometraggio.

After Love trama

La vita di Mary (Joanna Scanlan), britannica convertita all’Islam per amore del marito, Ahmed, cambia radicalmente quando il marito muore improvvisamente d’infarto.

Subito dopo il funerale, Mary scopre che il marito ha un’altra donna a Calais, in Francia.

Fattasi coraggio, decide di andare dalla donna, Geneviève (Nathalie Richard, vista in Giovane e bella di Francois Ozon), che la scambia però per la donna delle pulizie.

Mary comincia a lavorare per Geneviève e a intromettersi nella sua vita, specialmente quando scopre che lei e Ahmed hanno avuto un figlio insieme, Solomon (Talid Ariss).

after love

After Love recensione

Il regista britannico di origini pakistane Aleem Kahn costruisce una storia profonda e delicata, che si interroga sull’elaborazione del lutto e, soprattutto, sulla ricerca di una identità.

Mary è una donna che ha incentrato la sua vita attorno alla figura del marito, in nome di un amore e di una devozione a cui ancora crede molto.

Per lui, ha adottato una nuova religione, una nuova cultura, anche culinaria (molto bella la scena in cui prepara la cena a Solomon), una nuova lingua e nuove abitudini.

Con la morte del marito e la scoperta di una nuova donna, Mary comincia a sbirciare un’altra vita.

Geneviève è una donna bella e magra, che Mary incontra in un momento di affermata indipendenza: sta traslocando, per andare in un’altra casa sempre a Calais, perchè quella sta ormai cedendo.

Uno spirito di iniziativa, che lei, Mary, non ha mai avuto, se non quando, moltissimi anni prima, si convertì all’Islam per il marito.

Mary osserva Geneviève, cercando in lei di cogliere ancora qualche sprazzo del marito, e infine, cerca di sostituirla nel suo ruolo di madre per il figlio Solomon.

after love

Il regista esplora con passo felpato i sotterranei tumulti di Mary, e tutto il film è attraversato da silenziosi momenti di rivelazione e di conflitto.

Arrivando quasi ad essere un film da camera, la relazione tra i tre personaggi (Mary, Geneviève e Salomon) si attorciglia e si complica, e il terzetto va a creare una sorta di nuovo ordine famigliare, una famiglia inusuale tenuta assieme da un uomo che non c’è più, un uomo per cui i sentimenti, nonostante i tradimenti e le bugie, sono ancora di amore e di devozione.

Quello che c’è, quindi, dopo l’amore, come suggerisce il titolo, è il legame: quell’amore ora scomparso continua a essere prolifico nei legami delle sue due famiglie, legami inaspettati ma comunque molto presenti.

Narrativamente, Khan sa sapientemente calibrare le informazioni che mano a mano dà allo spettatore, cosicchè che anche una storia piccola come questa non lascia un momento senza tensione per quello che farà la protagonista.

Una ottima opera prima per il regista trentacinquenne, anche sceneggiatore, elevata dalla prova sensibile e magnetica dell’attrice protagonista, Joanna Scanlan, viso noto per i tanti ruoli da caratterista della sua carriera (La ragazza con l’orecchino di perla, Bridget’s Jones Baby)

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Un film silenzioso e delicato che riflette sul senso di identità di una donna dopo il lutto del marito.
Marianna Cortese
Attualmente laureanda in Lettere Moderne, ho sempre avuto un appetito eclettico nei confronti del cinema, fin da quando da bambina divoravo il Dizionario del Mereghetti. Da allora ho voluto combinare cinema e scrittura nei modi più diversi e ho trangugiato di tutto: da Kim Ki-Duk a Noah Baumbach, da Pedro Almodovar a Alberto Lattuada. E non sono ancora sazia.

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