NewsJames Gray: "Ad Astra non è come volevo che fosse"

James Gray: “Ad Astra non è come volevo che fosse”

Il regista James Gray è tornato a parlare della complicata lavorazione di Ad Astra (qui la nostra recensione), il film di fantascienza con Brad Pitt uscito nel 2019, rivelando che la versione distribuita nei cinema non rispecchiava affatto la sua idea originale. Secondo Gray, infatti, il montaggio finale sarebbe stato modificato in maniera significativa dalla produzione di 20th Century Fox, che avrebbe persino reso il film più lungo rispetto a quanto desiderato dal regista.

Durante un’intervista rilasciata a Cannes al magazine Brut, in occasione della presentazione del suo nuovo film Paper Tiger, Gray ha parlato apertamente delle difficoltà affrontate con Ad Astra. Il regista ha spiegato che il progetto attraversò una lunga fase di modifiche e riprese aggiuntive dopo alcune proiezioni test che non avevano convinto del tutto il pubblico. Parlando della differenza tra il suo nuovo lavoro e l’esperienza vissuta con Ad Astra, ha dichiarato: “Su Paper Tiger ho il controllo totale di ogni cosa, mentre su Ad Astra non è stato così. Quel film mi è stato portato via. Quella che avete visto non è la mia versione del film”.

Una produzione travagliata

Gray ha poi raccontato che la situazione si complicò ulteriormente durante la vendita di 20th Century Fox a Disney. “Ti ritrovi in mezzo a discussioni e contrasti. C’è uno studio cinematografico, poi quello studio viene venduto alla Disney e finisci travolto da tutte queste dinamiche”, ha spiegato il regista. Ha poi aggiunto: “‘Ad Astra è costato 80 milioni di dollari, mentre Paper Tiger ne è costato 15”. Secondo Gray, lavorare con produzioni più piccole permette di avere una maggiore libertà creativa e meno interferenze esterne. “Mi piace lavorare su questa scala perché non credo sia produttivo che altre persone continuino a modificare il tuo film, mentre poi la colpa ricade comunque su di te”, ha aggiunto.

Il regista ha inoltre spiegato che la sua versione originale di Ad Astra sarebbe stata molto diversa da quella arrivata nelle sale cinematografiche. “Sarebbe stato un film completamente diverso”, ha dichiarato, aggiungendo che il suo montaggio sarebbe stato persino più breve. “Sarebbe durato 12 minuti in meno. Probabilmente sono l’unico regista al mondo che farebbe una director’s cut più corta”. Gray ha infine ammesso che gli piacerebbe poter pubblicare un giorno la sua versione del film: “Spero che prima o poi accada. Ovviamente non dipende da me, ma mi piacerebbe moltissimo farlo: sarebbe davvero emozionante”.

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Alberto Bajardi
Alberto Bajardi
Nato su quel ramo del Lago di Como dove Hitchcock girò la sua opera prima, si iscrive a giurisprudenza ispirato da La parola ai giurati, ma si ritrova a disertare le lezioni come Antoine Doinel, attratto dai matinée delle sale milanesi. Laureatosi al DAMS per non sentirsi più in colpa, ama il cinema senza distinzione di generi e cerca in un film nient'altro che emozioni autentiche, siano esse nei più acuti ritratti umani di Cassavetes o nei più viscerali horror di Cronenberg.

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