Recensioni FilmThe girl with the needle: un film targato Festival di Cannes

The girl with the needle: un film targato Festival di Cannes

The girl with the needle è un film drammatico e horror psicologico danese in B/N scritto e diretto da Magnus von Horn con protagoniste Vic Carmen Sonne e Trine Dyrholm.

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Il film è stato selezionato per competere per la Palma d’oro al 77° Festival di Cannes, raggiungendo un grande successo di critica. Il film è stato candidato come miglior film straniero all’82esima cerimonia dei Golden Globes e come miglior lungometraggio internazionale alla 97° cerimonia degli Academy Awards.

Intrecciando il suo cupo racconto attraverso una sontuosa fotografia in bianco e nero, The girl with the needle è una parabola inquietante realizzata con maestria superba. Un dramma storico e un horror psicologico in bianco e nero decisamente cupo, dove le sue risposte inquietanti e scomode costituiscono la vera radice del suo orrore.

The girl with the needle è un tentativo di comprendere che tipo di ambiente potrebbe facilitare atti atroci di crudeltà e cosa potrebbe portare un individuo a vedere quegli atti come la massima gentilezza. È un film magistralmente realizzato, ma è anche deprimente e difficile da guardare.

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The girl with the needle: la trama

Il film racconta di Karoline (Vic Carmen Sonne), che si ritrova ad affrontare lo sfratto dopo non aver pagato l’affitto per settimane. Riesce a malapena a sopravvivere anche quando ha un lavoro come sarta in una fabbrica locale. Ha un marito di nome Peter (Besir Zeciri), che è ancora disperso in guerra e senza la dichiarazione ufficiale della sua morte, non ha diritto a un risarcimento monetario in quanto vedova. Fortunatamente, la sua fortuna cambia un po’ quando il suo capo Jørgen (Joachim Fjelstrup) si innamora di lei e i due iniziano una relazione romantica. Dopo che Karoline rimane incinta del figlio di Jørgen e lui le promette di sposarla, sembra che non debba più affrontare la povertà. O almeno così pensa finché l’abominata madre baronessa di Jørgen (Benedikte Hansen) proibisce a suo figlio di sposare Karoline.

Tutto torna al punto di partenza per la povera Karoline, che non solo perde il lavoro, ma si assume anche la responsabilità di portare in grembo un bambino da sola. Questo porta a uno dei momenti più risoluti e concreti del film, in cui Karoline si auto-abortisce in uno stabilimento balneare pubblico, incentrato sull’uso di un lungo ago. È una di quelle scene difficili da guardare che ti fanno rabbrividire ma allo stesso tempo provare simpatia per la deprimente Karoline, che sta prendendo una decisione difficile ricorrendo a un simile atto. È qui che viene finalmente introdotta Dagmar (Trine Dyrholm), che si trova lì nel momento in cui Karoline tenta di abortire il proprio figlio.

Dopo che Dagmar è così gentile da aiutare Karoline, le dice che sta gestendo un servizio per neonati indesiderati che troverà loro la casa giusta a pagamento. Ma nessuno può sospettare quelle che sono le vere intenzioni di Dagmar.

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The girl with the needle: la recensione

Fin dall’inizio, von Horn avvolge il suo film con un senso di terrore e pessimismo inquietante attraverso l’uso evocativo della colonna sonora inquietante e carica di archi di Frederikke Hoffmeier e della fotografia atmosferica di Michał Dymek. Von Horn preferisce anche girare The Girl with the Needle in un netto bianco e nero piuttosto che a colori, conferendo al film un’estetica visiva decisamente malinconica che rispecchia perfettamente le difficoltà di Karoline.

Von Horn non si tira indietro di fronte alla situazione pragmatica della Danimarca del dopoguerra, dove il paese sta soffrendo una crisi economica che ha portato a una disoccupazione di massa, come si vede dalla situazione difficile di Karoline che cerca di guadagnarsi da vivere dignitosamente.

Il ritmo ponderato del film consente a von Horn di esplorare nei minimi dettagli tutte le lotte personali che Karoline è costretta ad affrontare, anche con qualche barlume di speranza: la sua relazione con Jørgen e la conoscenza di Dagmar, con cui instaura un legame dopo che quest’ultima la accoglie nel suo negozio di dolciumi e Karoline diventa una balia. Nulla sembra certo.

L’orrore di fondo di ciò che Dagmar farà ai bambini dati via dai genitori è dispiegato in un approccio sottile e lento, senza soccombere a qualcosa di raccapricciante o sensazionale. Invece, la direzione misurata di von Horn ti coglie di sorpresa con la natura inquietante del personaggio di Dagmar, la cui persona apparentemente di buon cuore maschera una manifestazione nascosta di pura malvagità spietata. Ciò è particolarmente vero quando Karoline scopre la verità oscura su di lei e sui suoi cosiddetti “servizi”. 

La sottotrama del film ci regala uno sguardo atroce sulla guerra

Oltre alle esplorazioni del duro viaggio di Karoline e delle atroci motivazioni di Dagmar dietro i suoi servizi, von Horn riesce a infilare un’efficace sotto-trama che ruota attorno al marito presumibilmente morto di Karoline, Peter, che in qualche modo torna a casa un giorno, solo che non è più la stessa persona.

La guerra lo ha sfortunatamente segnato sia emotivamente che fisicamente, come si vede dal suo volto orribilmente deforme che gli richiede di indossare una maschera. A un certo punto, von Horn incorpora elementi tematici di discriminazione e pregiudizio sociale contro la deformità fisica che mi ricordano Freaks e, naturalmente, The Elephant Man del compianto regista David Lynch.

In conclusione

Sebbene The girl with the needle divaghi di tanto in tanto nella seconda metà, tale mancanza resta perdonabile e ciò non impedisce di elogiare l’ultimo lavoro di Magnus von Horn come uno dei migliori film del 2024.

Ispirato a eventi realmente accaduti, il lento e deliberato processo narrativo di Magnum von Horn fonde i cupi orrori dell’impoverimento di una donna e il caso dell’uccisione di un neonato nella Danimarca del primo dopoguerra.

Trasformando una vera storia di orrore assoluto in un complesso racconto sulla maternità, questo dramma danese colpisce dritto al midollo. Candidato all’Oscar come miglior film straniero è un inquietante mix di dramma storico, thriller psicologico e body horror.

Il film mette a nudo il lato oscuro della società, esponendo l’erosione dei valori umani e della moralità di fronte alla disperazione e alla sopravvivenza. È un ritratto toccante e implacabile delle lotte di una povera donna durante uno dei periodi più bui della storia.

Il trailer del film

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

The girl with the needle non è, in nessun modo, un film piacevole da guardare. Né gli interessa esserlo. Il suo sguardo implacabile alle intersezioni tra povertà, genere e violenza sistemica colpisce provocatoriamente il midollo del nostro momento presente. Magnus von Horn tesse qui un'allegoria gotica contorta che esplora i temi della maternità, della maternità surrogata e dell'abbandono. Girato in un cupo bianco e nero, il regista porta gli spettatori in angoli spaventosi dove regna l'oscurità. Un'analisi straziante della maternità, dell'adozione, dell'aborto e dell'odio insito nella società verso le donne e i bambini.
Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

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