La Comune (Kollektivtet) è il nono lungometraggio del regista danese Thomas Vinterberg. Il film, presentato in concorso al Festival di Berlino nel 2016 è valso a Trine Dyrholm l’Orso d’argento per la miglior interpretazione femminile. Nel cast sono presenti anche Ulrich Thomsen (che ha avuto un piccolo ruolo in The New Pope di Sorrentino) e Fares Fares. Quest’ultimo ha recitato una parte nel film premio Oscar Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow. La Comune è stato distribuito in Italia da BiM.

La Comune – trama
Ambientato nella Danimarca degli anni ’70 La Comune racconta lo stravolgimento della vita di Erik (Thomsen) e della moglie Anna (Dryholm). L’uomo eredita una casa enorme in cui ha passato molto tempo da bambino e decide di trasferirsi lì con la moglie e la figlia Freja. La casa si rivela però troppo costosa da mantenere, così Anna propone di trasformarla in una comune. Così la casa si popola di amici e conoscenti della coppia, nonostante le titubanze di Erik. Il primo smottamento di quella convivenza allargata arriva quando Erik, docente universitario, si innamora di una sua studentessa che si trasferisce a sua volta nella residenza. La comune inizia ad affrontare le prime tensioni, tra gelosie, incomprensioni e costi che non vengono coperti.
La vita del collettivo continua a scorrere, ma ogni volta che sembra raggiungere una fase di serenità arriva un evento a sconvolgerla. Anna si scoprirà più colpita di quanto immagina dal nuovo amore del marito. Erik non riesce a trovare la serenità che cercava neanche con la nuova compagna. Tra risvolti inattesi e toni che si fanno drammatici La comune riuscirà a ritrovarsi davvero solo dinanzi all’evento più tragico possibile.

La Comune – la recensione
La Comune è, per molti versi, il controcanto di un film precedente di Vinterberg, Festen. Un film del 1998, vincitore a Cannes e che consacrò a tutti gli effetti il regista danese. Festen era un ritratto molto più ruvido e caustico di una dimensione familiare alto-borghese che Vinterberg voleva in qualche modo dissacrare. La Comune è invece il ritratto di un ceto intellettuale e progressista che si scontra, diversamente, con le proprie ipocrisie. Nessuno dei personaggi del film è al riparo dagli eventi traumatici, nessuno si può sottrarre a dimostrare la propria natura, spesso taciuta. Ma se in Festen appariva implacabile la condanna dell’occhio del regista, in questo caso i toni sembrano farsi più tenui. C’è una forma di comprensione che emerge verso i personaggi.
Anna che sembrava avere accettato di buon grado la nuova relazione del marito nel corso del tempo non riesce a sopprimere il proprio risentimento. È lei il vero fulcro narrativo, è attorno a lei che si sviluppano le reazioni della piccola comunità che vive in casa. Vinterberg riproduce ne La Comune un microcosmo che rispecchia i vizi e le storture di un mondo esterno più grande. Ma se tutto sommato il film per buona parte sembra non regalare particolari drammi ed eventi tragici, sul finale Vinterberg decide di colpire lo spettatore. Lo fa con un evento luttuoso che non può che colpire tutti all’interno della casa. Un evento a seguito del quale tutto quello che era successo prima appare meno importante.

Tra Dogma 95 e Un altro giro
Vinterberg nel 1995 è stato ideatore, assieme a Lars Von Trier, di Dogma 95. Si trattava di un manifesto attraverso il quale i due registi danesi mettevano per iscritto i propri principi cinematografici. I due registi miravano, anche provocatoriamente, a girare dei film nel modo più realistico possibile. Dogma 95 prevedeva, per esempio, di girare i film senza apportare modifiche scenografiche alla location delle riprese. Era previsto, inoltre, che il regista non fosse accreditato nei titoli, e non si consentiva alcun tipo di alienazione temporale e spaziale. Si tratta dei principi ai quali lo stesso Vinterberg si è attenuto proprio per realizzare Festen. Chiaramente, nel corso del tempo, entrambi i registi si sono allontanati da questa idea di cinema, che ha comunque contribuito alla loro riconoscibilità artistica. Altri registi hanno in seguito adottato per alcuni loro film questi principi, almeno fino al 2004.
Dopo La Comune Vinterberg ha realizzato due film: Kursk e nel 2020 Un altro giro. Proprio con quest’ultimo film, forse il migliore che ha girato, il regista danese ha ottenuto l’Oscar per il miglior film internazionale. Un altro giro è un film vitale ma anche in grado di mettere in luce delle contraddizioni, un aspetto caratterizzante di tutta la carriera del regista. La capacità di analizzare il mondo attorno ha permesso a Vinterberg di affermarsi come una delle figure più rilevanti del cinema europeo contemporaneo. Una ricerca che ha attraversato i generi, mantenendo salda una certa causticità anti-borghese, un rifiuto di ciò che è predeterminato. Ha poco senso istituire un paragone con l’altro fondatore di Dogma 95. Le loro carriere hanno seguito strade diverse. Von Trier tenta sempre di colpire attraverso film estremi, Vinterberg di mettere in scena un mondo vitale, pieno, contradditorio.
