NewsCamerimage: una vittoria che sa di horror classico

Camerimage: una vittoria che sa di horror classico

A vincere il Camerimage Festival di quest’anno è stato il film danese The Girl with the needle. Si tratta del film che rappresenterà il paese agli Oscar e si vedrà se questa vittoria ne farà aumentare le possibilità di entrare in cinquina. La kermesse è dedicata principalmente all’immagine cinematografica, quindi gli onori di questo premio vanno al direttore della fotografia, Michal Dymek. Il DOP ha parlato ai margini della cerimonia di premiazione che lo ha visto vincitore di come si è rapportato al film. Questi ha quindi rivelato che aveva in mente la fotografia da realizzare per il film fin da quando gli è stato proposto dal regista Magnus Von Horn. Dymek ha anche parlato dei riferimenti estetici e non solo di The Girl with the needle.

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La scelta di ricorrere al bianco e nero e le ambientazioni rispondono a una precisa idea estetica, ma sono anche un tributo. I riferimenti sono da ricercarsi, quindi, nel grande cinema horror psicologico classico, ma anche nei film della new wave del cinema polacco. Una corrente di cui hanno fatto parte grandi nomi del cinema polacco come Jerzy Skolimowski (EO). Non mancano però riferimenti cinematografici più recenti e contemporanei come Schindler’s List.

Camerimage

Camerimage: una polemica evitabile ha segnato questa edizione

Questa edizione del Camerimage Festival è stata indubbiamente segnata da una polemica. Il direttore dell’evento ha parlato di una mediocrità delle donne come direttori della fotografia, salvo poi tentare di correggere il tiro. Ma il danno era già stato fatto e ha provocato conseguenze sul festival. infatti, a seguito di queste parole, Steve McQueen ha rinunciato a presenziare in Polonia dove avrebbe dovuto presentare il film Blitz. Stessa cosa ha fatto Coralie Fargeat con il suo The Substance. Le parole del direttore hanno quindi avuto un importante ritorno e andavano evitate, sia nella forma, che nella sostanza. Il suo ufficio stampa ha parlato di una traduzione impropria dal polacco, eventualità che però non cambia le conseguenze del fatto.

Stefano Minisgallo
Stefano Minisgallo
Si vive solo due volte come in 007. Si fanno i 400 colpi come Truffaut, Fino all’ultimo respiro come Godard. Il cinema va preso sul serio, ma non troppo. Ci sono troppi film da vedere e poco tempo, allora guardiamo quelli belli. Il cinema è una bella spiaggia, come nei film di Agnes Varda.

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