David Lynch è morto ieri, a 78 anni. Il regista aveva dichiarato nel 2024 che gli era stato diagnosticato un enfisema, e quindi di conseguenza aveva fatto capire che purtroppo non sarebbe più stato in grado di fare film.

David Lynch – La visionarietà del suo cinema
David Lynch è stato un regista visionario, al punto da essere riuscito a stravolgere completamente la narrazione filmica. I suoi capolavori tra cui Strade Perdute, Mulholland Drive, Twin Peaks, Cuore Selvaggio, giusto per ricordarne alcuni, si caratterizzano per una visione unica e personale.
I suoi film uniscono generi diversi, dal fantascientifico, all’horror, al giallo, al thriller, riuscendo a non incasellarsi in nessuno di questi.
Il regista è sempre riuscito a creare dei mondi personali, unici e a trasportarci dentro i suoi amati fan. Quello che esplorano è il sogno, l’ignoto, la psicologia intrinseca e complessa. I suoi film sono sogni, che non bisogna cercare di interpretare, o di capire. Altrimenti rimarremmo delusi.
Non hanno bisogno di essere visti, ma di essere sentiti e percepiti. D’altronde una sua celebre massima è “Bisogna guardare la ciambella, non il buco”. Tra le sue collaborazioni con attori diventati una sorta di attori feticcio ricordiamo quella con Kyle MacLachlan, Laura Dern.
I suoi film sono sempre recenti e attuali, da non scordare il fatto che il primo Dune avesse la sua mano artistica dietro e che Riverdale sia totalmente ispirata alla serie Twin Peaks, di cui assorbe l’immaginario e la narrazione centrifuga dei generi.
Lo scorso giugno aveva lasciato sui social un video per i suoi fan, con cui aveva un rapporto solidale. Lynch è un regista che non deve piacere, guardando i suoi film scegli di stringere un patto di visione e di essere assorbito da un mondo unico e irripetibile.
Famoso è anche il lavoro che faceva con gli attori, con cui cercava di instaurare un rapporto di dialogo e di presenza, dell’azione e della scena.
