X-Men – Conflitto Finale: recensione del finale della trilogia storica

X-Men – Conflitto Finale è un film del 2006, rappresenta l’ultimo capitolo della prima trilogia dedicata al mondo dei Mutanti Marvel. I personaggi introdotti nel primo capitolo portano a termine il loro sviluppo. Magneto ha un’ultima occasione per portare a termine la sua missione. Wolverine si troverà a fronteggiare la persona che ama di più. Jean Grey torna sotto le sembianze di una creatura incontrollabile e irrazionale, la Fenice.

Oltre a Hugh Jackman (Logan) e Ian McKellen (Magneto), presenti anche Patrick Stewart (Xavier), Famke Janssen (Jean Grey), James Marsden (Ciclope), Anna Paquin (Rogue), Kelsey Grammer (Bestia), Halle Berry (Tempesta). La regia è affidata a Brett Ratner, che prende il posto di Bryan Singer.

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X-Men - Conflitto Finale

X-Men – Conflitto Finale – Trama

All’indomani degli avvenimenti di Alkali Lake, si diffonde la notizia che il governo degli USA e la società farmaceutica di Warren Worthington stanno sviluppando un siero per guarire i Mutanti e farli tornare umani. Wolverine e Tempesta sono insegnanti nella Scuola di Xavier e addestrano le nuove leve Bobby, Rogue e Kitty.

Nel frattempo, Jean Grey risorge come la Fenice, una creatura istintiva e molto potente. Riesce a entrare in contatto con Scott, richiamandolo nel luogo in cui è morta. Mystica è stata catturata dal governo degli USA e scopre che la fonte da cui ha origine il siero è un bambino, Mutante, che ha la capacità di annullare il potere dei Mutanti che gli stanno vicino.

Magneto resta nascosto insieme a Pyro e il resto della Confraternita di Mutanti ostili, in attesa del momento giusto per attaccare gli umani.

Il film vedrà come assoluta protagonista la Fenice, che risulterà un essere incontrollabile e pericoloso sia per Magneto sia per gli X-Men.

I problemi produttivi che hanno compromesso il film

X-Men – Conflitto Finale è un film mal riuscito. È necessario dare un po’ di contesto per capire meglio i motivi dietro i problemi di X-Men – Conflitto Finale. Il regista di questa pellicola sarebbe dovuto essere Bryan Singer, già presente in occasione dei primi due capitoli. Synger lascia il progetto per dedicarsi ad un più ambizioso primo capitolo dedicato a Superman: si tratta di Superman Returns, protagonista Brandon Routh, pellicola che si sarebbe rivelata un flop.

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In ogni caso, 20th Century Fox sceglie un altro regista, Matthew Vaughn. Poche settimane prima dell’inizio delle riprese, anche questo regista abbandona X-Men, a causa di divergenze creative. La palla passa a Brett Ratner (The Family Man), che si trova in mano un film già abbozzato nelle idee ma ancora tutto da sviluppare. Ratner verrà accusato di aver creato un clima di tensione sul set, poco professionale e adeguato.

Diversi attori, tra cui Rebecca Romijn (Mystica), hanno parlato pubblicamente di quanto sia stato difficile lavorare con questo regista.

X-Men - Conflitto Finale

X-Men – Conflitto Finale – Recensione

X-Men – Conflitto Finale è un film nel complesso sufficiente, che riesce a intrattenere e intrigare lo spettatore. Al contempo, risulta frustrante la fretta con la quale questa pellicola giunge a conclusione. Specie nella seconda parte, la sceneggiatura appare decisamente raffazzonata.

È un film che apre tante linee narrative, sulla falsa riga di X-Men 2, senza però riuscire a dare il giusto spazio a tutto. Due sono i personaggi ”maltrattati”. Il primo è Scott, la cui presenza è risicata a dir poco e il modo in cui esce di scena non è degno dell’importanza di questo personaggio. Il secondo è Mystica, il cui arco narrativo non ha una conclusione.

Anche la gestione di Rogue non è ottimale. Sembra che non sapessero come farla evolvere e abbiano deciso, fondamentalmente, di toglierla di scena. C’è poi un’assenza rilevante e non giustificata: Nightcrawler, personaggio moderno e interessante introdotto nel capitolo precedente, qui non compare.

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Due delle new-entry di questo film non hanno nemmeno una caratterizzazione. Uno è il figlio di Worringhton, Angelo, che compare in due scene. L’altro è il bambino, un mero pretesto narrativo, nulla di più.

Questa trilogia ha sempre detto molto poco sui propri personaggi: abbiamo poche informazioni sul passato di Magneto e Xavier. Anche il rapporto tra Mystica e Magneto, che incuriosiva molto, resta incompleto al termine di questo film. Nei capitoli precedenti, questo aspetto risultava misterioso ed era un punto di forza. Con la conclusione della trilogia invece, diventa problematico. Non dare nessuna informazione sul rapporto tra Magneto e la sua alleata più fedele fa perdere di forza narrativa alla decisione brutale di abbandonarla.

La regia di Ratner

La regia di Brett Ratner perde il confronto con i capitoli precedenti. Synger dava maggiore peso simbolico alle ambientazioni, dando tanto spazio ad esse. La Scuola, Cerbero, le istituzioni: tutto questo viene meno in X-Men – Conflitto Finale.

È una regia che accompagna, in maniera abbastanza chiara, ciò che succede, ma non aggiunge nulla.

Inoltre, dà poco risalto a momenti che dovrebbero essere importanti. L’uscita di scena di Ciclope è off-screen, l’abbandono di Mystica non viene enfatizzato. Una mancanza, sia di regia che di sceneggiatura, risiede nell’incapacità di far percepire il peso dell’assenza del professore.

Xavier era un personaggio fondamentale, il vero garante di equilibrio e giustizia tra i Mutanti. La sua leadership viene ereditata da Tempesta e Wolverine che non sentono mai ”il peso” di essere una guida. La sua assenza viene dimenticata dopo molto poco.

Le scene d’azione risultano chiare. Nonostante questo, frettolosa la gestione del conflitto finale. Il combattimento tra Bobby e Pyro dura troppo poco. Anche la sconfitta della Fenice è molto superficiale.

X-Men - Conflitto Finale

Le interpretazioni in X-Men – Conflitto Finale

La sceneggiatura penalizza le interpretazioni, che restano la componente migliore del film.

Si salva Ian McKellen, che dà un minimo di spessore narrativo a un personaggio piatto. Famke Janssen alterna interpretazioni razionali a fasi da ”posseduta” senza gradualità o ambiguità. Non si percepisce mai il dolore provato nell’essere una forza distruttiva senza volerlo.

Lo stesso Jackman è costretto a interpretare un Wolverine meno approfondito, più eroe e combattente. Patrick Stewart, nonostante appaia poco, è in grado di dare sfumature diverse a Xavier, andando oltre quella che è una sceneggiatura lineare.

X-Men - Conflitto Finale

Conclusioni

X-Men – Conflitto Finale è un film che intrattiene e scorre velocemente. Ha però dei gravi problemi di sceneggiatura e montaggio, che lo portano ad essere un film raffazzonato, troppo rapido. La regia di Ratner accompagna ma non aggiunge. Questo film perde le atmosfere da thriller politico del secondo capitolo. Le interpretazioni sono la parte migliore, nonostante vengano snaturate da una sceneggiatura pigra.

Nel complesso, è un film che al massimo può avere una sufficienza stiracchiata.

PANORAMICA RECENSIONE

Sceneggiatura e soggetto
Regia
Interpretazioni
Emozioni

CONCLUSIONI

X-Men - Conflitto Finale è un film raffazzonato, con una sceneggiatura pigra e un montaggio che taglia dove dovrebbe mostrare. La regia è basica, accompagna ma non aggiunge nulla, facendo perdere di rilevanza a momenti cruciali. Le interpretazioni sono la componente migliore. È una pellicola che, al netto dei difetti, intrattiene e risulta coinvolgente nella prima parte.
Andrea Verde
Andrea Verde
Classe 2002. Cresciuto con la passione per i supereroi Marvel e DC, col tempo ho sviluppato uno sguardo più critico sul cinema, iniziando ad esplorare generi e stili diversi. Oggi saltello da una piattaforma all’altra in cerca di un action o una commedia capaci di sorprendermi. Non disdegno le grandi tamarrate: adoro Fast & Furious.

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